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giovedì, 29 novembre 2007

Come forse non solo io mi metto in lista e ricevo le newsletters, poi magari non le ricevo o arrivano a raffica, eternamente le stesse. Così ogni tanto non le guardi. Peccato. Ecco alcune notizie. Alcune non prevedibili o forse solo insolite e solo per me.

FIORI

Intanto vallo a pensare che anche le piante hanno un genoma! Eppure è così e se hanno un genoma viaggiano pure con la carta di identità e non possono barare, una gli dà una sbirciatina e scopre che Calderoli e un Lumumba a caso sono parenti non proprio tanto lontani, tanto che il Lumumba qualsiasi si preoccupa e si chiede perchè gli tocca così da vicino.

Poi uno si chiede, ma non avevano fatto tutto là in quei pochi giorni lavorativi che precedevano l'arrivo di Adamo? Io pensavo che quando arrivava Eva tutto era lì e la prima cosa che Eva avrebbe fatto sarebbe stato raccogliere un mazzolino di margheritine/one da mettere nei biondi capelli (non credo fosse mora, vabbè che forse erano semiti, ma quello viene un po' dopo quando i discendenti fanno casino).

E invece no.

I dettagli della diversificazione evolutiva delle piante con fiori sono sempre rimasti un enigma, fin da quando Charles Darwin si riferì alla loro storia evolutiva come a un "abominevole mistero".

Ora, grazie al sequenziamento del genoma dei cloroplasti di queste piante, due gruppi di ricercatori dell'Università del Texas a Austin, diretti da Robert Jansen, e dell'Università della Florida, diretti da Doug e Pam Soltis, sono riusciti a tracciare un quadro generale dei rapporti filogenetici delle angiosperme, di cui danno conto in due articoli pubblicati sull'ultimo numero dei Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

Queste ricerche hanno confermato che il genere che oggi è più vicino alle piante che originariamente si separarono per dare origine alle angiosperme è rappresentato da una sola specie, Amborella trichopoda, che sopravvive unicamente nell'isola di Nuova Caledonia, nel Pacifico sud-occidentale.

Ancora più interessante è però il fatto che, come hanno dimostrato i ricercatori dell'Università della Florida, la più importante diversificazione fra le piante con fiori è avvenuta nel giro di un tempo estremamente breve dal punto di vista evolutivo, meno di cinque milioni di anni, tanto da indurli a parlare di una sorta di Big Bang dei fiori.

Se volete qualcosa di più, c'era il link in testa.

FORESTE

Voi pensate foreste, ed ecco l'immaginazione corre a quell'intricato mondo fatto di ombre, sentieri che arriano e vanno chissàdove e magari siete lì nascosti in un angolo ad aspettare Capuccetto rosso per vedere se passa o, non si sa mai proprio quando passa perchè LEI non lo sa ma magari siete il lupo, mannaro. C'è qualcosa anche per lui.

E invece no, alla fatta dei teologi verdi in Europa qualcosa sta andando meglio, le foreste fanno il loro dovere, in casa di qualche Paese d'Europa le foreste si mangiano tutte le emissioni locali e magari pure le esportano.

Lo studio ha infatti trovato che fra il 1990 e il 2005 l'espansione della vegetazione arborea nei 27 paesi dell'Unione europea ha assorbito ogni anno un sovrappiù di 126 teragrammi (126 milioni di tonnellate) di carbonio, pari all'11% delle emissioni della regione.
Il tasso varia dal 10% dei quindici stati più vecchi (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e UK) al 15% dei 12 nuovi membri (Bulgaria, Ciprp, Repubblica Ceca, Estonia, Ungeria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia). In Lettonia l'assorbimento da parte delle foreste supera addirittura le emissioni, mentre Lituania, Svezia, Slovenia, Bulgaria e Finlandia si trovano non lontani da una situazione di equilibrio. All'estremo opposto della scala si collocano invece Belgio, Irlanda, Paesi Bassi, Cipro e Danimarca.

I risultati sono sorprendenti, ha osservato Kauppi, perché da una precedente stima, eseguita nel 1992 dallo stesso Kauppi e collaboratori, sembrava difficile che il tasso di crescita dell'assorbimento di CO2 in seguito all'espansione delle aree a foresta potesse superare il 5%.

Dopo questa ventata di ottimismo continuate sul link, come sempre in testa.

DECODER

Non molto da dire, addirittura neppure sorprese. Chissàperchè!

Nella tv digitale terrestre non deve riproporsi il duopolio Rai-Mediaset. È questo in soldoni quello che esige la Commissione europea dall’Italia. La richiesta formale arriva lo scorso 17 luglio, sotto forma di parere motivato. Se il Parlamento non provvede al più presto ad approvare la legge Gentiloni, che elimina le barriere alla concorrenza poste dalla legge Gasparri, la Commissione depositerà gli atti alla Corte di giustizia europea, chiedendo una condanna formale, il che significa dover pagare una multa salatissima. La Commissione aveva già avviato una procedura di infrazione contro l’Italia, accogliendo proprio le richieste formulate da Altroconsumo con un esposto del maggio 2005. In quel documento denunciavamo il carattere discriminatorio e lesivo della concorrenza della Gasparri. Bruxelles ritiene che la legislazione italiana escluda di fatto i “nuovi entranti”, non rispettando la direttiva comunitaria sulla concorrenza. Auspichiamo che l’iter per l’approvazione della nuova legge sia accelerato e portato a termine senza ulteriori indugi.

Auspichiamo pure, ma per pararsi il culo c'è uno che ha già rinunciato al Partito del Popolo...

postato da: bkrema alle ore 04:31 | link | commenti (1)
categorie: politica, scienza, newsletters