Krema Blog

Il dolce e l'amaro dentro e intorno a noi

Chi sono

Utente: bkrema
Nome: benito cremonini
Un vecchio signore che non ha nessuna voglia di andare in pensione mentale ma che può finalmente scegliere orari tempi e colleghi.

Partecipano

 Il mio profilo Contattamibkrema
 Il mio profilo Contattamikreben

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 10 maggio 2009

e adesso anche tutti MUSICAAA!

in fondo basta poco, una cuffia speciale con un po' di elettrodi, un pc adatto e, credo, qualche programma che trasformi quel che passa per il cervello in qualcosa di udibile o, si spera, di "espressibile".

il tutto trovato su L'Espresso, ma che molti di VOI certamente conosceranno già e che certamente non meraviglia neppure me, chimica, biochimica, fisica, onde tutte cose legate all'energia e, soprattutto, legate alle piccole energie quelle che nella biochimica ci consentono di essere quel che siamo.

e il resto del mondo con NOI perchè tutti interagiscono con quel che li circonda. Chissà fra un po' riusciremo anche a captare quel che si dicono fra loro le foglie d'insalata mentre stanno aspettando di essere raccolte e condite.

Pensa una musica. E il pc la suona

 
Si possono tradurre i pensieri in musica, senza strumenti e direttamente dal cervello? Proviamo a immaginare che le nostri menti riescano a comandare dispositivi elettronici creando musica e video solo attraverso il pensiero. Che cosa succederebbe se fossimo in grado di produrre melodie attraverso pratiche di controllo mentale?

Non si tratta di uno scenario da fantascienza, ma di qualcosa su cui si sta lavorando da tempo, con risultati spesso straordinari. Sono soprattutto le grandi università a occuparsi delle opportunità che la tecnologia può offrire in questa direzione, aprendo la porta ad esperienze nuove. Così da qualche anno gli studi scientifici sulla mente e la musica, insieme all'utilizzo delle più recenti tecnologie, creano prospettive molto interessanti, legate sia a esperimenti di tipo artistico sia, più pragmaticamente, al miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità psicofisiche: nascono così campi di ricerca come la neuroscienza della musica e la Evolutionary Computer Music.

Dietro tutto ciò c'è la Bci (Brain Computer Interface), il sistema che permette il controllo dei macchinari con la forza del pensiero, nati per facilitare la comunicazione per disabili e basati sull'interazione tra cervello e computer.

In Inghilterra, nel Centro interdisciplinare per la ricerca della Computer Music dell'Università di Plymouth, il professor Eduardo Miranda, che dirige il Future Music Lab, sta lavorando con la sua équipe allo sviluppo di progetti legati alla Bcmi (Brain Computer Music Interface, termine da lui coniato), ovvero quella sezione della Bci applicata alla musica. "Uno degli obiettivi di questo progetto", spiega Miranda,"è utilizzare la musica come modalità di interazione per incrementare la qualità della vita delle persone disabili".


Il team ha dimostrato che l'idea di creare un'interfaccia tra il cervello e i computer attraverso applicazioni musicali non è fantascienza. Per creare musica con la mente il sistema usa la tecnologia degli elettroencefalogrammi. Ciò significa che, monitorando costantemente le onde elettroencefalografiche di un soggetto, il macchinario attiva ruoli generativi associati all'attività delle differenti bande di frequenza dello spettro del segnale che viene dal cervello. Si utilizza una specie di cuffia chiamata 'brain-cup' dove vengono inseriti gli elettrodi per captare le onde alpha e beta del cervello umano, che una volta intercettate vengono decodificate e trasformate in musica. L'équipe del Future Music Lab attualmente è l'unica ad occuparsi di Brain Computer Music Interface e il professor Miranda ha recentemente messo a punto una nuova dimostrazione (il cui video è on line sul sito de 'L'espresso'). In questa versione Bcmi gli algoritmi sono stati programmati per comporre note e musica originali, direttamente dalla mente di chi indossa la cuffia: tu dici alla persona di rilassarsi, e lui-lei crea una musica rilassante: e così via per diversi stati d'animo. "Stiamo cercando di capire come le persone possano controllare volontariamente il sistema che abbiamo progettato", spiega Miranda.

Il ricercatore Alexis Kirke, che da qualche anno collabora con Miranda, spiega che "l'esperimento si basa sugli stati mentali di chi vi si sottopone: gli elettrodi, collegati al computer, monitorano l'andamento dei propri stati emotivi a seconda della produzione musicale che ne deriva".
Naturalmente continua, almeno per un paio di pagine.

postato da: bkrema alle ore 09:24 | link | commenti
categorie: musica, scienza, tecnica, ricerca, potere, chimica