Krema Blog

Il dolce e l'amaro dentro e intorno a noi

Chi sono

Utente: bkrema
Nome: benito cremonini
Un vecchio signore che non ha nessuna voglia di andare in pensione mentale ma che può finalmente scegliere orari tempi e colleghi.

Partecipano

 Il mio profilo Contattamibkrema
 Il mio profilo Contattamikreben

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 25 settembre 2009

non ho capito molto

del resto per me non certo insolito, ma mi pare uno di quegli inconvenienti legati all'impiego di "mezzi di lavoro di massa" per la gestione di milioni di utenti uniti al "piccolo"darsi d'affare di manipoli organizzati a cui ogni contratto ottenuto darà loro qualche euro.

un po' come avviene attraverso l'ossessivo intervento per i cambi di gestore su telefonini e simili. Poi mi è capitato più volte, frequentando i rari punti ENEL visto che non amo i numeri versi, di utenti "elettrici" diversi dall'Enel classico trovarsi in situazioni di costo notevolmente diversi da quello preventivamente ipotizzato.

nonostante i vari enti di garanzia e controllo ho come l'impressione che viaggino tipologie di contratti di fornitura piuttosto equivoci. Per questo mi è parso interessante riportare questo articolo de Il Sole 24 Ore.

Le cassette postali dei cittadini extracomunitari finiscono nel mirino dei nuovi truffatori. Ad esserne certi sono molti stranieri che da tempo si vedono recapitare avvisi di pagamento per bollette scadute, in realtà mai recapitate. Ma c'è di più. Al momento della richiesta di chiarimenti all'ente erogatore del servizio, l'ignaro utente si sente dire di non essere più cliente per "intervenuto passaggio" ad altro gestore. Che però l'utente non avrebbe mai sottoscritto. Un vero rompicapo che sta emergendo negli ultimi mesi, portando a galla comportamenti sospetti.

Se dietro alle scomparse dalle cassette postali delle bollette ci siano ipotesi di reato a carico di agenti della concorrenza, è presto per dirlo. Certo è che in questi giorni molti cittadini, soprattutto stranieri, hanno deciso di rivolgersi all'avvocato di fiducia per far luce sulla vicenda.

Le vittime
Per molti, in gran parte cinesi, le difficoltà linguistiche avrebbero rallentato le procedure di segnalazione alle società di gestione delle utility, luce, gas, telefono. Con le conseguenze del caso. Oltre agli avvisi di pagamento, sono già arrivate le prime ingiunzioni dal tribunale. Le fatture non pagate possono essere eseguite coattivamente da parte delle società di gestione del servizio, in assenza di validi motivi che ne rendano illegittima la riscossione.

Per le vittime non ci sono dubbi: qualcuno preleva intenzionalmente le bollette dalla cassetta delle lettere e chiede il cambio di contratto, utilizzando i dati personali degli utenti ignari, spesso falsificando anche la firma dell'intestatario. Una truffa che colpirebbe soprattutto gli stranieri proprio perché più lenti a reagire e ad accorgersi dell'inganno. Segnalate anche telefonate e agenti sospetti che si presenterebbero dagli stranieri per proporre nuovi contratti o pretendere la riscossione delle vecchie bollette.

Come difendersi
Tra le norme di buona condotta quella di collocare la propria cassetta postale in luoghi sicuri, possibilmente all'interno di un portone, oppure di sceglierla in modo che la corrispondenza sia difficilmente estraibile da parte di terzi malintenzionati. Meglio chiedere anche al postino di non lasciare le bollette in vista o addirittura sotto al portone di casa.

E' sempre buona norma annotare le date di scadenza delle bollette: se il ritardo è superiore a un mese, conviene contattare il proprio gestore.

Al primo avviso di pagamento, inoltre, occorre chiamare il fornitore del servizio e chiedere chiarimenti.

Nel caso in cui venga comunicato un cambiamento di gestore non autorizzato, è necessario farsi inviare subito una copia della comunicazione inviata senza il proprio consenso.

Se la sottoscrizione è stata falsificata, sempre denunciare subito gli episodi sospetti alle forze dell'ordine o alla procura di competenza, producendo tutti i documenti utili per avviare le indagini.

Un altro consiglio utile per evitare una procedura esecutiva è quello di comunicare tempestivamente ad entrambi i gestori l'avvenuta denuncia: i reati possono andare dal falso ideologico, alla sostituzione di persona, fino alla truffa. Gli autori potrebbero aver lasciato tracce e se identificati potrebbero essere condannati anche a risarcire i danni.

postato da: bkrema alle ore 05:54 | link | commenti
categorie: politica, vita, guerra
sabato, 27 giugno 2009

RICORDI di famiglia.

E' una insolita commemorazione quella che leggo oggi su Il Sole 24 Ore, ma non poi così insolita per chi è nato (kg 1,650) nel 1936 e gli fu dato nome Benito e poi nel 1940 nasce un fratellone (kg 4,860) il 5 di agosto a cui viene dato nome Italo. 

Poco più di un mese prima nei cieli della Libia era stato ucciso, da fuoco amico come si direbbe oggi, Italo Balbo.

E non è casuale che in una famiglia decisamente fascista, la mia, al neonato fosse dato il nome Italo, non solo perchè quasi conterraneo (la provincia di Ravenna e quella di Ferrara sono intimamente connesse, specie verso la bassa), ma perchè l'ala oltranzista più che al Duce guardava Italo Balbo che , non dimentichiamolo, non voleva entrare in quella guerra che le piazze osannanti d'Italia invocavano all'inizio di giugno. 

Del resto gli italiani sono facili agli entusiasmi e altrettanto facili a cambiare santo da venerare, come il Calendario tradizionale che ogni giorno ne presenta uno nuovo, anche se pur sempre antico e sempre lo stesso a ricevere l'obolo per accendere ceri e salmodiare le solite strofe.

28 giugno 1940: cade Balbo, «l'aquila del fascismo»

E' l'unico gerarca che il duce tema. "L'unico - dice a denti stretti Mussolini - che sarebbe capace di uccidermi". L'unico che gli dia del tu in pubblico, che si permetta di scherzare a Palazzo Venezia, che lo provochi chiamandolo presidente, quasi a voler ostentare che complessi di inferiorità non ne ha. Lui, con quell'aria spregiudicata e moschettiera che seduce e irrita Mussolini, è Italo Balbo, virtuoso dello squadrismo, quadrumviro, trasvolatore, padre dell'aeronautica, grande amatore, ministro, governatore della Libia, il solo politico fascista, oltre al duce, celebre in tutto il mondo. Il solo, con Mussolini, a possedere il carisma del capo.

Il bastian contrario

La sua storia è la favola realizzata dell'uomo della strada che dice "se comandassi io" e arriva davvero a comandare, coautore, complice e vittima del sistema. Balbo è il bastian contrario del regime, con quel carattere orgoglioso, ironico e giocoso, di uno che va controcorrente e se ne vanta.

Brucia le tappe con un'ansia febbrile. In apparenza, sembra un condottiero rinascimentale, una cavaliere di ventura del Cinquecento paracadutato nel Ventesimo secolo, il Giovanni dalle Bande Nere del suo tempo. In realtà, è qualcosa di più: la sua immagine, complessa e sfaccettata, è quella di un leader moderno, che sa sfruttare i mass media, eccitare e pilotare le masse, crearsi una straordinaria popolarità come piedestallo per l'assalto al potere.

Ma il potere vero è un altro film e ha un altro nome: quello di Mussolini, il capo che accetta solo gregari. E così, dopo i trionfi di Rio e di New York e il mito dell'eroe azzurro nell'immensità del cielo, ecco giungere puntuale lo schiaffo dell'"esilio" in Libia, ras di uno scatolone di sabbia.

ITALO BALBO E IL DUCE LIBIA 1940

E' una sconfitta che gli resterà sempre dentro. Fino a quel fatale 28 giugno 1940, quando nel cielo di Tobruk, nel cuore di quella guerra che detesta, viene abbattuto dalla distratta contraerea italiana. La sua ala viene spezzata dal destino: tragica beffa per l'"aquila del regime" e per la presunzione del vincente, che nella vita si era sempre divertito a scommettere sulla fortuna.

La morte

Sono le 17,35 del diciannovesimo giorno di guerra. L'Italia è impegnata in Africa contro gli inglesi. Le mitragliere da venti dell'incrociatore San Giorgio, ancorato in rada, spediscono verso il cielo bordate di proiettili.

Il bersaglio? Due aerei presunti inglesi, in realtà due trimotori color piombo, i "gobbi maledetti" dell'aviazione italiana, resi sospetti da una precedente incursione della Raf e dal gioco del sole. Il primo aereo, raggiunto sotto l'ala destra, è in difficoltà. Il pilota si avvicina alla pista per atterrare. Il bersaglio è troppo facile, un invito a nozze. Una fiammata investe la fusoliera, centrata in pieno.

Il Savoia Marchetti esplode in una palla di fuoco. Si leva rauco un grido di esultanza, i serventi ai pezzi si abbracciano festosi. Pochi minuti e apprenderanno di avere abbattuto l'aereo del loro comandante, l'SM 79 I Manu di Italo Balbo. Nove passeggeri, nessun superstite.

Il "moschettiere" di Ferrara è morto come è vissuto, a modo suo. Irruente, innamorato del rischio, schierato sulle barricate. Volendo sempre, e comunque, vivere pericolosamente

postato da: kreben alle ore 17:30 | link | commenti
categorie: italia, politica, storia, guerra