un mondo, fatti, ancora fin troppo presenti dalle nostre parti di occidentali, cristiani e spesso sinistri evoluti.
non credo servano commenti, se non l'osservazione che di questo non avevo letto niente nei giornali che "fanno opinione". Una nuova tendenza del rinnovato LIBERAZIONE?
se è questo il motivo, la necessità del cambio di direttore veniva da molto lontano.
nella "civilissima" Lombardia, nella benestante Lombardia a volte accadono fenomeni collettivi che coinvolgono persino istituzioni che per loro natura dovrebbero essere ampiamente vaccinate da pregiudizi di razza o di censo.
eppure...
Due bimbi tolti ai genitori per disegni osé. Indagate 3 maestre: falsa testimonianza
MILANO (16 novembr) - Per la vicenda giudiziaria durante la quale furono allontanati per oltre due mesi dalla famiglia due bambini, fratello e sorella, di Basiglio (Milano) - per un disegno osè che qualcuno intese come raffigurante un rapporto sessuale tra i due piccoli - ora sono state iscritte nel registro degli indagati della Procura di Milano, per falsa testimonianza, una dirigente scolastica e due maestre. Tre avvisi di garanzia sono stati infatti notificati nei giorni scorsi, su ordine del pm milanese Marco Ghezzi, alla preside della scuola e a due maestre le cui dichiarazioni avevano contribuito a far sì che, nel marzo dell'anno scorso, il Tribunale dei Minori di Milano decidesse di sottrarre i piccoli alla famiglia e portarli in due diverse strutture protette. E per tutto quel tempo, l'intera comunità di Basiglio ha chiesto il ritorno a casa dei due fratellini e, anche con manifestazioni di piazza, ha preso strenuamente le parti dei genitori.
Era stata la preside, il 14 marzo scorso, a inoltrare una segnalazione con i requisiti di urgenza riguardante il disegno osè trovato alla sorellina in classe ai Servizi sociali del Comune di Basiglio, centro del Milanese noto per avere uno dei redditi pro-capite più alti d'Italia, e che aveva fatto scattare l'iter giudiziario.
La sera stessa, i bambini erano stati prelevati da casa e portati in alloggi protetti perché non avessero contatti con i genitori. Il 15 aprile il Tribunale aveva ratificato la decisione.
«Due giorni dopo l'episodio, la mamma di un'altra alunna si era presentata e aveva detto: quel disegno l'ha fatto mia figlia», racconta ora il legale della famiglia, Antonello Martinez. Nonostante ciò, preside e maestre avevano insistito nelle loro dichiarazioni con la conseguenza che i bambini erano stati restituiti ai genitori dopo oltre due mesi.
Nei giorni scorsi, è anche stata depositata una perizia la quale dimostra che il disegno non è opera della bambina e riconosce ai genitori «competenza genitoriale adeguata». Martinez, comunque, considera tutt'altro che conclusa la vicenda e si aspetta che altre persone siano chiamate a rispondere al pm in seguito alla denuncia presentata nei confronti dei servizi sociali del Comune di Basiglio per «violenza su minori».
PS: suggerisco uno sguardo a questo link, per ricostruire il clima. Particolarmente efficace la lettura di alcuni commenti "locali".
leggo con divertito ricordo questo articoletto di costume (legale) e ripenso a una riunione condominiale di quasi 40 anni fa.
Eravamo quindi tutti decisamente più giovani in quel condominio a Bologna. Nelle attese che il numero legale venisse raggiunto, mi viene in mente di cercar di capire chi è l'esuberante condomino che, con regolarità anche più che quotidiana, determina il crescendo, più che di vibrazioni, di vere e proprie percussioni che la spalliera del letto adiacente provocava sulla comune parete divisoria dei due appartamenti.
Nella mia fin troppo abituale non conoscenza della realtà che mi circonda chiesi chi poteva essere proprio all'interessato, giovane serio studioso.
L'imbarazzo di lui e la sospensione delle rullature me ne diedero la conferma.
L'omino bianco è andato a fare atto di scusa e di sottomissione alla giustizia e alla Società USA. Quella Società che, erede della democrazia britannica, non è succube di papi, di pope e di santoni e li accetta e li glorifica finchè non tralignano.
In Europa, quella cattolica italiana specialmente, non ha bisogno di far questo: qui si muove quanto e quando vuole. Secoli di non rispetto del singolo individuo ha da sempre sanamente educato questo popolo italiota.
Ma, tornando al viaggio in terra americana, mi hanno molto divertito alcuni passaggi delle considerazioni fatte da mister B 16, ancora euforico e carico dopo aver avuto l'ebbrezza e l'onore di essere accolto nel regno personale del BUSH (a quando un ricevimento nella villona sarda, luogo diletto per i potenti? magari nella sua prossima visita in Sardegna, già così enfatizzata).
MITO USA - Elogiato il mito dell'America come terra di libertà e opportunità, il Papa ha però esortato a non dimenticare le «ingiustizie» compiute dai colonizzatori nei confronti degli indiani e nel commercio degli schiavi dall'Africa. «Gli americani sono sempre stati un popolo della speranza: i vostri antenati sono venuti in questo Paese con l'aspettativa di trovare una nuova libertà e nuove opportunità, mentre la vastità del territorio inesplorato ispirava loro la speranza di essere capaci di cominciare completamente da capo creando una nuova nazione su nuovi fondamenti. Certo questa attesa non è stata l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese: basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e da quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi».
E l'altro interessante passaggio
ISPANICI - Il Papa ha infine salutato in spagnolo i fedeli di origine latinoamericana presenti in gran numero. «La Chiesa negli Stati Uniti, accogliendo nel suo grembo tanti suoi figli emigranti, è andata crescendo grazie anche alla vitalità della testimonianza di fede dei fedeli di lingua spagnola - ha detto Benedetto XVI -. Solo se rimarrete uniti a Cristo e tra di voi, la vostra testimonianza evangelizzatrice sarà credibile e si esprimerà in copiosi frutti di pace e di riconciliazione in mezzo a un mondo molte volte segnato da divisioni e scontri. La Chiesa attende molto da voi. Non la deludete nel vostro generoso impegno».
Con il primo l'Omino bianco ha dato un calcio negli stinchi a inglesi, olandesi e simili, cristiani ma protestanti, con il secondo ha richiamato all'ordine e all'obbedienza quell'America del Sud conquistata, dominata, schiavizzata proprio da quel mondo di coquistadores cattolici così ovviamente ignorati.
Se li avesse guardati bene, con i suoi occhietti austro-tedeschi, avrebbe visto facce segnate dal DNA autoctono e che in qualche modo, solo adesso attraverso e in mezzo a tragedie ed anche errori politici, cominciano finalmente a capire che nelle loro origini c'era anche tanta dignità di popoli non bianchi, non spagnoli, non cattolici.
A ben guardare, appesi in quella croce che gesuiti e cappellani dei conquistadores alzavano c'erano proprio i loro antenati e questo Omino bianco cercava di fregarli un'altra volta!
per le restanti parti rimando agli articoli inginocchiati apparsi nei nostri grandi quotidiani a partire da questo.
iniziò più di 40 anni fa il lento rinnovamento delle tipologie di magistrati, allora erano pretori adesso qualcuno è arrivato in Cassazione mantenendo intatti cultura e principi...
Una sentenza che farà discutere. E che ribalta quanto richiesto dal procuratore generale della Cassazione. Ma che per la prima volta segna dei «paletti» chiari dal punto di vista giuridico sul fronte dell'eutanasia. Ci sarà infatti un nuovo processo «in una diversa sezione della Corte d'Appello di Milano» sul caso di Eluana Englaro, la giovane in coma dal 1992 a seguito di un incidente stradale e per la quale il padre si è battuto per anni in tribunale affinchè venisse interrotta l'alimentazione fino al sopraggiungere della morte.
(...)
In proposito la Cassazione sottolinea di voler tenere presente la Convenzione di Oviedo sui trattamenti sanitari anche se non è stata «a tutt'oggi ratificata dallo Stato italiano» perchè la mancanza di un ratifica - spiega piazza Cavour - non significa che tale convenzione «sia priva di alcun effetto nel nostro ordinamento».
(...)
«Noi vescovi ribadiamo la difesa della vita fino alla sua naturale conclusione e il riconoscimento dell’idratazione indotta come diritto della persona alla vita e non come accanimento terapeutico» : è questa invece la posizione espressa dal segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori, alla domanda di come valuti la Chiesa il caso di Eluana Englaro. «Non vorrei entrare nel caso specifico - ha spiegato Betori - ma noi vescovi ribadiamo la difesa della vita sempre».
questi ultimi hanno già visto tutto migliaia di anni fa...
tribunale di Cagliari: ma dove andremo a finire, mio caro signore...
Una pianta di marijuana
CAGLIARI - Coltivare un paio di piantine di marijuana nel terrazzo della propria casa non è reato. Ma solo se si dimostra che la piantagione serve a soddisfare le esigenze personali di consumo. Il Tribunale di Cagliari questa mattina ha assolto un giovane denunciato dai carabinieri lo scorso agosto perchè nella sua abitazione erano state trovate due piante di marijuana.
L'imputato, giudicato col rito abbreviato, è stato assolto perché il fatto non sussiste. Le motivazioni si conosceranno fra trenta giorni, ma è probabile che il giudice abbia accolto le argomentazioni del suo difensore, l'avvocato Giovanni Battista Gallus, che ha richiamato una decisione della Cassazione dello scorso maggio e una, di analogo contenuto, del Gup di Cagliari, risalente a giugno.
Il 10 maggio la VI Sezione Penale della Suprema Corte, con la sentenza 17983, aveva annullato la decisione della Corte d'Appello di Roma, confermativa di quella di un tribunale locale, che aveva condannato un giovane per aver coltivato nel proprio fondo cinque piante di marijuana. La Cassazione aveva assolto il ragazzo perché il fatto non sussisteva, individuando una netta differenza tra la coltivazione in senso tecnico e la detenzione per uso personale. La coltivazione presuppone infatti la disponibilità di un terreno, oltre a una serie di attività, che vanno dalla preparazione della terra alla semina, dal controllo delle piante alla creazione di magazzini per la custodia del prodotto. La cosiddetta coltivazione "domestica" di poche piantine non poteva essere compresa all'interno del concetto tecnico-giuridico.
La piantagione casalinga era stata equiparata dalla Suprema Corte alla detenzione per uso personale, ragione per cui la condanna del giovane romano era stata annullata senza rinvio, mettendo fine alla vicenda. Insomma, di volta in volta, sarebbe toccato al giudice valutare se una coltivazione, per le sue caratteristiche e la sua estensione, rientrasse nel concetto di piantagione illecita oppure no. E il tribunale di Cagliari ha sentenziato: la coltivazione di quel ragazzo, due piantine in totale, è lecita, perché la droga è destinata solo a lui.
certo che in qualche modo bisogna intervenire, la cannabis è una pianta molto bella, molto rustica, molto "efficace" (un po' molto "robusta" se Geneticamente Modificata), con un inconveniente: molto alta, di statura.
Va quindi tutelata e anche i suoi ammiratori...
Al di là della battuta, ma Fini cosa dice? e l'Arcivescovo? Occorre leggere velocemente l'Unione Sarda per capire come va, prima la legge 40, adesso anche la droga. Dev'essere colpa di Soru.
vivaddio, c'è un giudice a Berlino, anzi a Cagliari!
Non so se il merito sia di una antica tradizione sarda, se qualcuno vuol documentarsi cerchi su giudici o giudicati + Sardegna (oppure guardi qui ), in cui un giudice-re regnava sotto il controllo del popolo ma in piena indipendenza. Certo quei giudici hanno deciso in piena indipendenza e preoccupandosi dei diritti e degli interessi legittimi di chi era ricorso a loro. E tutto questo nonostante l'arroganza dell'Arcivescovo locale, di cui trovate un esempio in Nitokrema.
"Ce l'ho fatta, ho vinto la mia battaglia contro una legge ingiusta. Ora, tra un mese avrò finalmente il mio primo figlio e subito dopo vorrò averne un altro".
C'è una donna sarda di 37 anni - la chiameremo Federica, con un nome di fantasia - che esulta per la sentenza emessa ieri dal tribunale di Cagliari. I magistrati sardi hanno detto sì alla diagnosi preimpianto, mettendo così in discussione uno dei punti-cardine della legge sulla procreazione assistita, la numero 40. La signora, di Quartu Sant'Elena, terza città della Sardegna considerata una sorta di appendice del capoluogo sardo, è felicissima e con lei e il suo compagno lo sono il suo ginecologo Gianni Monni il suo difensore Luigi Concas che ieri ha dato la notizia a Radio Radicale.
E' il secondo passaggio della legge ad essere aggirato nella pratica: il primo, si era scoperto solo poche settimane fa, si realizza attraverso le diffide legali ai medici da parte delle pazienti per non ricevere l'impianto di tre embrioni. Una procedura che porta al congelamento degli stessi embrioni, pratica anch'essa negata dalle norme in vigore.
Nel merito vi sono alcune dichiarazioni che fanno vomitare, sol che si pensi a quali leggi abbiano fatto approvare nella scorsa legislatura in preda alla cupidigia di servilismo verso il loro capo. Così come la legge 40 ha voluto dimostrare ai peggiori degli omini vestiti di bainco, di rosso e di nero o di porpora quanto erano zelanti così da raccoglierne i voti. Servili verso il capo per essere tra i candidati, servili verso gli altri perchè giocando con le coscienze e il confessionale gli procurassero i voti.
Di tutt'altro tenore le prese di posizione dell'associazione "Scienza e Vita" secondo cui "la sentenza rappresenta un caso di eugenetica", mentre il capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volontè, chiede al ministro della Giustizia "di verificare come le leggi vengano applicate dal tribunale del capoluogo sardo". (...) Per Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, infine, "è inaccettabile che in Italia la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita venga sistematicamente aggirata".
POVERI COCCHI!