fra tante notizie non certo gratificanti e tali da rendere almeno un po' diversi i nostri discorsi. Naturalmente son quasi sempre di tipo "pruriginoso" e che suscitano commenti, soprattutto di maschi, fra l'ironico e il preoccupato, come il fatterello riportato da IL MESSAGGERO. ROMA (9 novembre) - Né troppo bello, né troppo brutto, solo forse, troppo intenso e così dopo aver fatto sesso con il marito ha perso la memoria. Lo ha raccontato alla Cnn la cinquantanovenne Alice che ha detto di soffrire di amnesia a breve termine, fortunatamente per lei temporanea: tecnicamente si tratta di amnesia globale transitoria, che può verificarsi dopo un'attività faticosa, come l'esercizio fisico intenso, un tuffo in acque troppo fredde o troppo calde o, appunto, un rapporto sessuale. Deve essere proprio rara, ...... 'sta condizione neurologica che si verifica negli ultra-cinquantenni. Sennò ci avremmo tutta una classe politica che non si ricorderebbe manco la via di casa... commento inviato il 09-11-2009 alle 16:27 da Jesse la cosa che nessuno ha notato la cosa che nessuno ha notato è che dopo il sesso appassionato, lui ha acceso la tv.... Che poeta! PS: commento da maschietto: finchè ci saranno uomini così (grazie ai quali ci meritiamo i mal di testa delle donne) ci saranno tante fanciulle da consolare......... commento inviato il 09-11-2009 alle 16:48 da lugigio Secondo me...... la signora ha perso la memoria perchè preferisce non ricordare la prestazione mediocre del marito. commento inviato il 09-11-2009 alle 18:13 da Ceci PUÓ SUCCEDERE....Puó succedere anche agli uomini? Sii se sei rinc..... commento inviato il 09-11-2009 alle 20:34 da remo dk EPPURE SI PARLA di accesa performance fra le lenzuola col marito. Dunque perchè dare sempre la colpa al maschio? Magari era così frigida che lo sforzo le ha fatto perdere la memoria! commento inviato il 09-11-2009 alle 21:19 da Palmerio X JESSE 16,27 ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah il tuo commento è semplicemente fenomenale ! commento inviato il 09-11-2009 alle 21:35 da francesco61 se a 59.. fa sesso così io piuttosto la invidio.. chissenefrega se poi viene l'amnesia...vorrei vedere quanti giovani hanno "accese performance" dopo presumibilmente un po' di anni di matrimonio!!! commento inviato il 09-11-2009 alle 23:00 da Sandram
Il disturbo è comparso all'improvviso lo scorso agosto, di mattina. Dopo un'accesa performance fra le lenzuola con il marito. Anzichè apparire compiaciuta, Alice sembra confusa. Resta a letto, mentre Scott accende la tv e guarda le Olimpiadi di Pechino 2008. È l'estate della Michael Phelps-mania: il nuotatore e le sue vittorie sono praticamente ovunque. Eppure Alice chiede: «Ma come, ci sono le Olimpiadi?». Il marito è perplesso, capisce che qualcosa non va e le chiede, a sua volta: «Chi è il nostro presidente?». «Bill Clinton», è la risposta. Scatta immediata la chiamata al 911, i paramedici sospettano un ictus e la donna viene portata al pronto soccorso.
Una volta in ospedale, ogni 10 minuti rivolge al marito e a chi le sta intorno le stesse domande, tipo «dove sono?» o «che ci faccio qui?». I medici diagnosticano l'amnesia globale transitoria, una rara condizione neurologica che si verifica in particolare in persone con più di 50 anni. E, dopo il racconto del marito, indicano nel rapporto sessuale la causa che ha scatenato la perdita della memoria a breve termine. La donna ricorda soltanto che la notte precedente era andata a dormire con un leggero mal di testa, senza prendere nulla per farlo passare. E nonostante si sia ripresa completamente, tuttora non ricorda cosa successe quella mattina. Non ha smesso di fare sesso con il marito, l'unica precauzione è evitarlo quando ha mal di testa.
Vale la pena riportare i significativi commenti dei lettori de Il Messaggero.
Evitera' di far sesso quando ha il mal di testa? Non fanno tutte cosi'??????????? commento inviato il 09-11-2009 alle 15:25 da peaeye
Probabilmente l'ha fatto solo per richiamare l'attenzione perchè con quelle dimensioni forse non riusciva a farsi vedere in faccia dallo schermo.
In fondo però è ampiamnte scusata, chissà se qualcuno ricorda questi allegri signori, così arrabbiati con chi oggi li prende in giro, cosa urlavano contro questa signora scienziata?
Ecco una delle tante cose che in questa ghenga non arriverà, un qualche Nobel ad esempio. Non perchè il Nobel sia chissà cosa, l'hanno preso in molti specie all'estero, però anche quello dev'essere gestito da Komunisti, mai che arrivi a qualche onesto esponente degli attuali governanti. E nemmeno un Pulitzer (o un analogo europeo) a gente come Feltri, Fede o magari Pansa.
MILANO - Incredibile gaffe durante la registrazione della puntata del «Chiambretti Night» che andrà in onda questa sera su Italia 1. Cristina Del Basso, prorompente ex concorrente del «Grande Fratello 9», sollecitata da Piero Chiambretti a commentare le preferenze su Internet che la vedrebbero alle spalle della Montalcini, incappa in una «papera» clamorosa, affermando che la scienziata Premio Nobel per la medicina sarebbe morta.
CHIAMBRETTI - Contraddetta da Chiambretti, Del Basso ha tentato di scusarsi dicendo che gliel'avevano riferito. La showgirl, ospite del «Chiambretti Night» per intervenire sul tema della chirurgia estetica, uno dei fil rouge di questa nuova stagione, ha anche ammesso di portare la sesta misura di reggiseno.
Naturalmente tutto questo clamore ha certamente uno scopo: quello di aiutare Chiambretti ad essere un po' più visibile, perchè stando in Mediaset non può certo parla male del suo Kapo e Padrone.
Specie endemiche della Sardegna, è possibile trovarli all'interno di grotte con un alto tasso di umidità o nelle zone montane tra le spaccature delle rocciefino ad un massimo di 1700 m s.l.m. Escono dai nascondigli solamente di notte, di giorno solo in occasione di piogge. Si nutrono di artropodi, ovvero invertebrati di piccola o media grandezza. Vivono solitari eccetto durante i periodi di riproduzione. Assieme all'EUPROTTO costituiscono le ultime specie di vertebrati della fauna continentale terziaria. In Sardegna esistono quattro differenti specie, evolutesi differentemente per isolamento geografico.
Morfologia
Hanno una respirazione esclusivamente cutanea e bucco-faringea poiché privi di polmoni e branchie. Raggiungono circa 15 cm, la coda è lunga e schiacciata lateralmente. Hanno la testa grossa, appiattita e gli occhi sporgenti. La bocca è larga e la lingua è appiattita. Gli arti anteriori hanno quattro dita, mentre cinque le zampe posteriori. Le dita hanno una terminazione a ventosa per poter aderire sulle pareti liscie. Hanno un dorso grigio maculato, mentre il ventre è biancastro.
Riproduzione
A differenza delle altre specie, quelle della Sardegna possono riprodursi senza l'ausilio dell'acqua deponendo le uova singolarmente in sabbie umide all'interno di grotte. La riproduzione avviene nei periodi marzo – aprile e novembre - dicembre ed inizia con una complessa danza nunziale del maschio seguita dalla fecondazione interna I piccoli si sviluppano senza metamorfosi.
PS: notare come son saggi, non han bisogno dell'acqua sanno combattere e vivere anche dove le specie "comode" continentali sarebbero sempre lì a cercare la bottiglietta di minerale.
DIMENTICAVO
C'è anche l' Euprotto non è poi così lontano dal GEOTRITONE, forse è ancora però un po' più antico, li il maschio mantiene una qualche maggior cautela per raggiunger l'unico scopo che ne giustifica l'esistenza, come del resto ovunque in natura.
Il maschio si distingue dalla femmina per la presenza di uno sperone sulle zampe posteriori, usato per afferrare la femmina nell'accoppiamento, che superficialmente può assomigliare a un sesto dito.
Cautela sembra (o sembrava) necessaria anche tra gli umani.
presuntuosi, fanatici, repressori e repressi, di tutto e di più. Se appena si organizzano e imparano a leggere escrivere, tutte, manco come fuchi serviremo. Tanto più che per come pagano i ricercatori, nel mondo non solo in Italia, solo le femmine scelgono di lavorarci. I maschi, noi, tutti a dirigere, produrre e vendere... quel che loro trovano.
Scoperta rivoluzionaria del Northeast England Stem Cell Institute e dell’ateneo di Newcastle in Gran Bretagna. Per la prima volta al mondo, scrivono gli studiosi capitanati da Karim Nayernia sulla rivista Stem Cells and Development, è stato creato in laboratorio sperma umano, partendo da cellule staminali embrionali.
La ricerca britannica potrebbe rivoluzionare il campo delle cure per contrastare la sterilità. Nell’arco di appena una decina d’anni, stimano infatti i ricercatori, potrebbe essere utilizzata comunemente tra le terapie disponibili per veder spuntare la cicogna. E non è tutto.
Gli studiosi - a capo di una ricerca che sta già rimbalzando sulle testate online dell’intero pianeta - non escludono che un giorno potrebbero arrivare a creare sperma in laboratorio partendo da staminali femminili. Una possibilità che aprirebbe scenari senza precedenti, con il gentil sesso in grado di riprodursi da sè senza l’immancabile, per lo meno al momento, contributo maschile, con tutti gli inevitabili risvolti etici del caso.
Gli scienziati sono partiti da staminali derivate da embrioni donati in seguito a trattamenti di fecondazione assistita. Le cellule sono state conservate in contenitori saturi di azoto liquido, quindi portate a temperatura corporea e miscelate con un ’intrugliò chimico per incoraggiarne la crescita. Le staminali erano contrassegnate da un marcatore genetico che ha permesso ai ricercatori di individuare e separare le cosiddette germinali, ovvero quelle cellule che, durante le prime settimane di sviluppo dell’embrione, si differenziano fino a formare spermatozoi oppure oociti. Le cellule XY (maschili) sono state sottoposte, a questo punto, al processo di ’meiosì, meccanismo della riproduzione sessuale. Per arrivare alla creazione e allo sviluppo dello sperma ci sono volute dalle quattro alle sei settimane. Gli spermatozoi creati in laboratorio non sono perfetti, ammette lo stesso Nayernia, ma hanno tutte le qualità fondamentali per il processo riproduttivo. I ricercatori hanno prodotto un video per documentare la ricerca.
un mondo, fatti, ancora fin troppo presenti dalle nostre parti di occidentali, cristiani e spesso sinistri evoluti.
non credo servano commenti, se non l'osservazione che di questo non avevo letto niente nei giornali che "fanno opinione". Una nuova tendenza del rinnovato LIBERAZIONE?
se è questo il motivo, la necessità del cambio di direttore veniva da molto lontano.
letto e pubblicato
di Piero Fiorelli, Assistente ordinario di Stato del diritto italiano nell’Università di Roma
[Da «Enciclopedia Cattolica», vol. VII, coll. 526-527]
Che nel medioevo, particolarmente nei secc. dall’XI al XIII, ma anche molto prima e molto dopo, i signori feudali avessero ed esercitassero un diritto di trascorrere con le mogli dei loro sudditi la prima notte di matrimonio (ius primae noctis o più crudamente ius cunnatici), è un’opinione non ben fondata, che il fantasioso storico scozzese Ettore Boece (1526) mise per primo in circolazione, e che poi, accolta da scrittori anche seri, fu diffusa oltre i limiti dell’onesto da un’abbondante e per lo più scadente letteratura.
A cominciare da Girolamo Muzio (1553), che riferiva tradizioni al suo dire non remote, s’è creduto da qualcuno all’esistenza di tale diritto anche in terra italiana, e si sono interpretate come allusive ad esso alcune carte e narrazioni di vane regioni ed età, venete, piemontesi, meridionali, dal sec. XII in poi.
Quanto di vero e quanto d’arbitrario sia contenuto in quel che si racconta dello ius primae noctis, non si può stabilire se non distinguendo. Un costume di far deflorare la sposa da un personaggio autorevole della sua tribù, o della stessa sua famiglia, è attestato presso popoli primitivi, e le sue origini sono variamente spiegate dagli etnologi. E non è meno sicuro che abusi senza nome, in luoghi e tempi disparati, furon perpetrati da feudatari in danno delle spose dei loro sudditi. Non è invece provato che quel costume pagano si continuasse presso i popoli cristiani del medioevo, né che quegli abusi feudali assurgessero in alcun luogo o tempo a vero e proprio diritto. Provato è soltanto che molti signori feudali, in Italia e fuori, imposero ai loro sudditi tasse matrimoniali, da pagarsi dove una volta tanto, dove a determinate scadenze (anno, settimana) per tutta la durata del matrimonio: tasse, che hanno lasciato fino ai nostri giorni qualche tenue traccia nel costume di certe regioni, anche in Italia.
In esse non è da vedere il prezzo del riscatto di un ipotetico ius primae noctis, e forse neppure una trasformazione della compra germanica della sposa; ma piuttosto, e più semplicemente, il compenso per l’assentimento dato dal signore alle nozze; tanto più che nel medioevo una tassa simile fu spesso riscossa dall’autorità ecclesiastica per la dispensa dall’obbligo imposto agli sposi di serbar castità nella prima o nelle tre prime notti di matrimonio.
Bibliografia: K. Schmidt, I. p. n., Friburgo in Br. 1881; A. de Foras, Le droit du seigneur au rnoyen âge, Chambéry 1886; A. Manno, Di un preteso diritto infame medievale, in Atti della R. Accademia delle scienze di Torino, 22 (1886-87), p. 564 sgg.; A. H. Post, Grundriss der ethnologischen Juriprudenz, I, Oldenburg e Lipsia 1894, p. 24 sgg.; F. Gabotto, Un millennio di storia eporediese (356-1357), in Eporediensia, Pinerolo 1900, p. 131, n. 1; R. Corso, Von Geschlechtsleben in Kalabrien, in Anthropophyteia, 8 (1911), p. 148 sg.; G. Pansa, Miti, leggende e superstizioni dell’Abruzzo, I, Sulmona 1924, p. 251 sgg.; G. M. Monti, Il dominio universale feudale e l’«jus cunnatici» in terra d’ Otranto, in Annali del Seminario giuridico-economico dell’Università di Bari, Bari 1927, parte 2a, p. 14 sgg.
non sia mai detto che arrivino da noi pulciosi cani stranieri, le razze canine han da essere padane, parola di Gentilini! (ma qualcuno vuol far il DNA del vicesindaco.sindaco, fosse mai che qualche antenata avesse tralignato in passato, lei fortunata di esser morta prima).
TREVISO
Tolleranza zero, difesa dei diritti degli italiani, salvaguardia delle tradizioni locali. Non sono temi nuovi, quelli sul tavolo del prosindaco di Treviso, il leghista Gentilini. Solo, questa volta, la crociata è a difesa dei cani. Italiani, certo.
«Non vogliamo razze straniere - ha detto il vicesindaco- oggi chiedo un salto di qualità: avere come amico dell’uomo i cani e le razze che avevano i nostri progenitori. Vogliamo quegli amici dell’uomo che accompagnavano i nostri agricoltori e rispettavano l’economia floreale».
La notizia, riportata dalla "Tribuna" di Treviso ha suscitato la reazione di allevatori e veterinari. Ha detto Fabio Fattori: «I cani sono sempre incroci di razze che vengono da diverse aree geografiche. È difficile trovare una razza italiana di cane, figuriamoci una veneta o addirittura trevigiana». Anche l'allevatore Guido Pontello smentisce l'esistenza di "padani a quattro zampe". «Al massimo l’unica connotazione possibile è nazionale, vedi il setter inglese o il bracco italiano. Più specifici non si può andare».
Il Gentilini dev'essere uno di città, nei miei lontani anni di nascita contadina ho conosciuto cani di tutte le razze e, di solito, concentrate in un unico esemplare chiamato "can da pagliaio", poi c'eran i cani da caccia, spesso meticci anche quelli per unire il gusto della penna a quello del pelo, secondo sapienza di cacciatori contadini.
Magari il Gentilini farà il controllo anche di quel che mangia evitando prodotti estranei, tipo avocado o simili, pensate sol che gli venga il pensiero di ospitare all'interno un DNA di merda, in parte non padana!
fosse stato maschio se ne sarebbe stato fermo, al massimo nascondendosi per paura di perdere il tranquillo sito da bamboccio
LONDRA - Ha percorso 740 chilometri attraverso il Regno Unito, è stata ritrovata dalla padrona grazie a Google, salvo poi riperdersi. Infine è tornata a miagolare davanti alla sua casa. Protagonista di un viaggio avventuroso da Hapton a Londra, andata e ritorno, è la gatta Silver.
Sei anni, il felino era scappato dalla sua casa nel Lancashire il 14 aprile scorso. Ma la prima parte del suo viaggio è durata ben poco: appena due giorni dopo, infatti, è stata ritrovata per le strade di Finchley, a Nord di Londra. La signora Tara Kauser, che l'aveva accolta nella sua abitazione, ha pubblicato un annuncio sul sito gumtree.com, descrivendo minuziosamente le caratteristiche fisiche dell'animale, dalla grandezza alle striature simili a quelle di una tigre.
Anche la sua vera padrona, la 23enne Angel Jones, ha pensato subito di fare ricorso a internet per ritrovare Silver, cresciuta con lei sin da piccola. Il punto di partenza della sua ricerca è Google, sul quale ha digitato le parole "gatto perso" e "striature da tigre". Pochi clic e Angel riesce a trovare l'annuncio pubblicato da Tara Kauser. Le scrive immediatamente un'email, e in risposta riceve anche una sua foto: "E' lei, al 99,99%".
Ma la gioia di aver ritrovato il suo animale dura poco: Silver, infatti, si era di nuovo data alla fuga. A quel punto Angel si scoraggia, anche perché nei giorni seguenti le ricerche via internet non danno gli stessi frutti della prima volta. Ma il 26 aprile, 8 giorni dopo, accade qualcosa di inaspettato: Silver viene ritrovata vicino alla sua abitazione. "Era sporca e puzzava di benzina diesel", racconta Angel. "Io non riesco proprio a capire come abbia ritrovato la strada per casa. Di certo si sarà fatta dare un passaggio da un camion - osserva la padrona - è impossibile che in due giorni sia arrivata così lontana, a nord di Londra".
Come prima cosa, la gatta è stata lavata: "Ne aveva proprio bisogno. Sembrava appena uscita da un camino. Era anche dimagrita". Per la padrona, comunque, è scappata via per dispetto: "Il giorno della fuga, stavamo sistemando la sua nuova cuccia, ma lei ci stava continuamente tra i piedi. Così le abbiamo urlato di allontanarsi. Lei ci ha preso alla lettera".
non ditelo in giro rischieremmo di non avere più ministri, parlamentari, monsignori...
Pubblico «mea culpa» di Jeppe Kofod, stella dei socialdemocratici
«Ho dato prova di scarso giudizio ». Stringe i denti. «Ho tenuto una condotta moralmente inappropriata». Serra i pugni. «Sono il solo responsabile dell'accaduto». China il capo. «Mi dispiace profondamente». Mr. Gentleman se ne va. È la caduta in diretta del più amato (e lanciato) dei socialdemocratici danesi.
Colletto sbottonato e occhi tristi dietro le lenti da primo della classe, Jeppe Kofod si dimette dalla carica di vice presidente della Commissione Affari Esteri del partito per aver avuto rapporti sessuali con una ragazzina di quindici anni. «Venerdì scorso ero stato invitato a parlare nel corso di una riunione dei giovani socialdemocratici e durante la festa ho intrattenuto una relazione moralmente inappropriata», ha ammesso appena quattro giorni dopo il deputato di Copenhagen, 34 anni, studi ad Harvard, single. Passione e redenzione nella liberal-protestante Danimarca, dove la legge garantisce il diritto di avere relazioni sessuali dai quindici anni in poi (se la ragazza era consenziente Kofod non rischia alcun procedimento giudiziario) ma covano conflitti non risolti, recepiti e spesso amplificati nei riti della politica. «Il partito ha deciso di far cadere la testa di uno dei suoi personaggi di più alto profilo per evitare un scandalo di proporzioni ancora maggiori — spiega al Corriere Pjanre Steenseeck, editorialista del Berlingske Tidende, il più antico quotidiano nazionale —. In questi anni "Mr. Gentleman" Kofod si è conquistato la stima di colleghi ed elettori lavorando sodo e tenendo una condotta esemplare. La reazione collettiva all'episodio è stata di una violenza inaudita. Ieri i giornali gridavano allo scandalo, ma il tema che da domani tutti dovremo affrontare, è la pervasività di un puritanesimo del tutto scollegato dalla modernità. Non è stata violata la legge, ma il paradossale codice morale dei danesi, tra i primi negli anni Settanta a legalizzare la pornografia, chiama vendetta».
Certo che la parte sottolineata andrebbe bene a molti, non capisco però come mai approfittare del proprio ruolo sia più vicino alla modernità.
Evidentemente se è un capo partito a far trotterellare sulle ginocchia con le mani ben addentro allora va bene, se è un normale non si sa mai come si intenda.
Ci sono articoli che si commentano da soli e che vale la pena di leggere in prima persona. Anche perchè, almeno io, ne ho le "tasche" piene di politica che è peggio della peggior telenovela.
Affascinanti, slanciati,occhiali scuri e abbigliamento sportivo, sembrano usciti vincitori da un opportuno patteggiamento col diavolo, Nicolas Sarkozy e Carla Bruni, nella fotografia che occupa la prima pagina di Le Journal de Dimanche. Lei, a quarant’anni, sembra una ragazza e lui, a cinquantaquattro, un quarantenne di quelli eterni, appena appena appannati di grigio, uno di quelli che riescono a dimostrare quarant’anni fino a un passo dalla sepoltura. Al modello «forever young» mancava un bambino (il drappello di ventenni biondi generosamente offerti da Cecilia e il ragazzino prodotto insieme, seppur anch’essi avvenenti, non bastavano) ed ecco che Carla fornisce il piccolo Aurelien, e Nicolas, nella foto, se lo carica sulle spalle, con le mani gli tiene i piedini, forte come un toro, dolce come si portano i patrigni nelle favole moderne.
Mezza Francia è deliziata dall’immagine del Presidente con la fidanzata. L’altra metà è scandalizzata dalla rapidità con cui si è consolato della perdita della precedente Madame Sarkò.
E magari è scandalizzata anche dalla fama di mangiatrice di uomini che accompagna la futura Madame Sarko. Tutte e due le metà dei francesi sono unite nell’inevitabile invidia: sono, i due promessi sposi, l’incarnazione del modello eterosessuale dominante. Il più ovvio. Quello cui tutti, sapendolo o inconsciamente, non possiamo fare a meno di aspirare. Lei è bella, piena di grazia, canta come un angelo ed è famosa quanto basta perché tutti sappiano che è bella e piena di grazia. Lui è forte, determinato, ricco e potente. Un uomo di successo. La fiaba è una sorta di sequel di Cenerentola: anche se la nostra bella non è mai stata povera, neanche da bambina, il più piazzato è certamente lui. Una ex-mannequin neo-chanteuse conta, comunque, meno di un Presidente. Quindi lo schema del sogno eterosessuale è rispettato: lei conferisce valore a lui nella misura in cui accende il desiderio degli altri uomini. Lui premia il valore di lei, mettendole a disposizione il suo regno. Si sposeranno, pare, a febbraio. La mamma di lei benedice le nozze dalle pagine di quotidiani e settimanali, le vacanze e i weekend dimostrano che l’uomo di potere non trascura le gioie private.
Tutto perfetto. Auguri e figli maschi... Sì, proprio figli maschi, perché nascere maschi, ancora oggi, anche qui in occidente, continua ad essere una bella botta di fortuna. Provate per un attimo a immaginare, sempre restando in tema di presidenti francesi, che Sarko avesse perso le elezioni e le avesse vinte, invece, Ségolène Royal, anche lei di bell’aspetto, anche lei cinquantenne, anche lei madre, anche lei non proprio perfettamente felice col marito. Ci siete? La vedete passeggiare da padrona per i saloni dell’Eliseo? Bene. Ora immaginate che Francois Holland, scocciato dall’idea di fare il «first lady», abbia deciso di divorziare due giorni dopo il trionfo della moglie. Verosimile no? Agli uomini le posizioni vicarie sembrano, in genere, piuttosto imbarazzanti (perfino quando hanno parecchio da farsi perdonare come Bill Clinton), non hanno la libidine dell’accompagno. Quindi: immaginate Ségolène neopresidente e neodivorziata, un po’ triste, un po’ smarrita e immaginate che, con sospetta rapidità, un grandissimo pubblicitario amico suo (magari lo stesso, Jacques Séguela, che ha fatto la campagna elettorale di Mitterand e ha fatto incontrare Carla Bruni a Sarko), le abbia appena presentato un bellissimo esemplare della nostra razza, un italiano di fascino, chennesò... Kim Rossi Stuart... Raul Bova... immaginate che Ségolène lo corteggi e lui si lasci corteggiare. Li vedete? Lei è più vecchia, ma è una bella donna. Lui la ammira. Insieme sono una bella coppia.
Eppure... eppure, la fotografia di loro due, Ségolène e Kim, Segolene e Raul, non piace. Lei non è invidiata, perché la bellezza di lui, a lei, non conferisce valore. Lui non è invidiato, perché il potere di lei annulla il suo, e lui è maschio, e i maschi devono essere più potenti delle donne. Di lei si direbbe: se l’è comprato, guarda lì, che schifo, una donna di cinquant’anni che si piglia su un bell’ometto. Di lui si direbbe: ma che uomo è? Vuole vivere all’ombra di una donna Presidente della Repubblica. Ma ce l’ha una dignità? Ma ce l’ha le palle?
Esagero? No, siate onesti, ho ragione. L’uomo «con le palle» è quello che acchiappa Carla Bruni, non quello che acchiappa la prima donna Presidente della Repubblica, anche se un o una Presidente della Repubblica conta più di una/un cantante, di una/un fotomodello, di un attore o di un attrice. Del resto, basta la recente polemica sulle rughe della povera Hillary Clinton a dare la misura di quanto, per le donne, qualunque sia il risultato delle loro ambizioni, sia cambiato, a livello profondo, ben poco. L’immaginario collettivo vuole il Principe Maschio e Cenerentola Femmina. L’«ordinary people» continua a considerare un uomo che ha molte donne, invidiabile. Una donna che ha molti uomini un po’ puttana. E ciò che rende l’uomo più forte anche in amore, il potere, alle donne continua a costare caro. Ségolène non c’è l’ha fatta, per quanto ci sia andata vicino. Hillary, se ce la farà, dovrà tenersi ben stretto il marito, si innamorasse chennesò... di Brad Pitt, il poveretto verrebbe retrocesso a «stagista» nonostante la carriera hollywoodiana.
È un fatto: il potere, per noi donne, non è eroticamente utile. Sarà per questo che, in fondo, continua ad essere piuttosto limitato il numero di quelle che provano a conquistarlo?
PS: però almeno Sarkosy non è il nostro EX!