Krema Blog

Il dolce e l'amaro dentro e intorno a noi

Chi sono

Utente: bkrema
Nome: benito cremonini
Un vecchio signore che non ha nessuna voglia di andare in pensione mentale ma che può finalmente scegliere orari tempi e colleghi.

Partecipano

 Il mio profilo Contattamibkrema
 Il mio profilo Contattamikreben

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
martedì, 20 ottobre 2009

fantasia delusa

vatti a pensare che di lì passi il marito.

Gela, la donna si incontrava con l'amante in un bar chiuso
Ha lasciato fuori lo yorkshire che ha visto passare il suo padrone e gli ha fatto le feste

Moglie infedele "tradita" dal cane  Abbaiando la fa scoprire dal marito

GELA - Traditrice e tradita dal suo fedele cagnolino. E' accaduto a una donna di Gela, in provincia di Caltanissetta, scoperta dal marito in compagnia dell'amante a causa del suo yorkshire. Una vicenda sfociata in una rissa dentro un bar della zona.

Il racconto. Appuntamento con l'amante in un caffè del centro storico. La saracinesca è abbassata ma non del tutto. Lei, un'avvenente mamma di poco più di 30 anni, si abbandona a un impeto di passione con il gestore cinquantenne del locale, dopo essere uscita con la scusa di un appuntamento con le amiche. Fuori dal bar ha lasciato il cane legato a una fioriera del marciapiede.

In attesa del suo rientro, il marito e i due figli decidono di andare a comprare qualcosa da mangiare proprio in un fast-food a pochi metri di distanza dal bar. Il cane inizia ad abbaiare, fiutando la presenza dei padroni. Abbaia tanto da richiamare l'attenzione dei bambini che lo riconoscono. Una rapida occhiata all'interno del locale e accade l'irreparabile.

L'uomo alza di scatto la saracinesca e scopre i due amanti in flagrante. Lei prova a giustificarsi. Dice di avere bevuto un bicchiere di troppo e di avere ceduto alle avance dello spasimante. Scoppia una rissa furibonda. Mobili e suppellettili volano per aria, l'amante è colpito da una raffica di calci e pugni. Intervengono anche i carabinieri, chiamati da alcuni esterrefatti passanti.

Un'ambulanza del 118 si reca sul luogo per soccorrere il barista pestato a sangue. Guarirà in pochi giorni. L'operaio rischia ora la denuncia per aggressione e lesioni personali. A tutto il resto penseranno gli avvocati civilisti, che hanno già ricevuto l'istanza di divorzio da parte del coniuge tradito. Nulla si sa su chi dei due terrà il cane.

postato da: bkrema alle ore 20:51 | link | commenti
categorie: donne, vita, cronaca, provvidenza
sabato, 26 settembre 2009

PALLINA giraffa bambina

era nata e cresciuta nel lager elegante e coccolato dello zoo. Non sono di quelli che lanciano anatemi su queste istituzioni, son pur sempre un modo attraverso il quale piccoli e grandi costruiscono immagini  ricordi mentali di qualcosa che non potranno mai vedere in modo diretto.

rimane pur sempre un apologo di quanti sono nati dagli arrivati da fuori e dei loro problemi, nonostante tutte le integrazioni possibili.

ROMA (25 settembre) - Stava correndo nel suo recinto, una corsa giocosa, quando è inciampata, ha perso l’equilibrio ed è caduta per terra sbattendo violentemente la testa. E per Pallina non c’è stato niente da fare. La giraffina del Bioparco, la più amata dai bambini che l’anno scorso si mobiltarono per trovarle un nome, era ormai in fin di vita.
pallina, giraffa piccina 

Immediati sono stati i soccorsi da parte dei guardiani e dei veterinari, che, dopo averla messa in sicurezza per evitare ulteriori traumi, hanno sottoposto l’animale ai trattamenti anti shock e alle terapie del caso, oltre agli accertamenti ematici e radiografici.

È stato inoltre fatto un consulto con uno specialista neurologo di Milano. Nonostante l’assistenza continua infermieristica e veterinaria, l’animale è deceduto intorno all’una di notte.

Un dolore per tutti i piccoli e grandi frequentatori del Bioparco che avevano imparato ad amare la giraffina nata a maggio dello scorso anno. Il suo nome era stato scelto dai bambini di Roma grazie a un concorso cittadino al quale avevano partecipato più di 1.000 proposte.
postato da: kreben alle ore 08:33 | link | commenti (1)
categorie: politica, vita, cronaca, speranze, bambagia
mercoledì, 18 marzo 2009

no non è il solito, sic transit gloria mundi, perchè di vera gloria come attrice non ne ha mai avuta davvero molta. Schiacciata nel suo ruolo di oca molto ben dotata di attributi visibili e facilmente apprezzabili non ha avuto l'occasione di rivelare neppure a se stessa se avesse potuto dimostrarsi star.

isabella prima

 

certo che fra il prima e il dopo c'è qualcosa di abissale, tanto da richiamare l'attenzione dei media senza che per questo le si possa dare un qualche riscontro in più di quei 650 euro di pensione che attualmente prcepisce.

pochi, molti?  difficile rispondere perchè ci sono centinaia di migliaia e forse milioni di italiani nella stessa condizione reddituale.

la sua filmografia non è certo clamorosa ma il tono generale rispecchia un modo forse meno pecoreccio rispetto a molti film italiani di oggi della stessa categoria.

Biografia veloce da Wikipedia.

postato da: kreben alle ore 22:31 | link | commenti
categorie: politica, vita, eros, cronaca, biografia
lunedì, 17 novembre 2008

ISTERIE COLLETTIVE

nella "civilissima" Lombardia, nella benestante Lombardia a volte accadono fenomeni collettivi che coinvolgono persino istituzioni che per loro natura dovrebbero essere ampiamente vaccinate da pregiudizi di razza o di censo.

eppure...

Due bimbi tolti ai genitori per disegni osé.  Indagate 3 maestre: falsa testimonianza

MILANO (16 novembr) - Per la vicenda giudiziaria durante la quale furono allontanati per oltre due mesi dalla famiglia due bambini, fratello e sorella, di Basiglio (Milano) - per un disegno osè che qualcuno intese come raffigurante un rapporto sessuale tra i due piccoli - ora sono state iscritte nel registro degli indagati della Procura di Milano, per falsa testimonianza, una dirigente scolastica e due maestre. Tre avvisi di garanzia sono stati infatti notificati nei giorni scorsi, su ordine del pm milanese Marco Ghezzi, alla preside della scuola e a due maestre le cui dichiarazioni avevano contribuito a far sì che, nel marzo dell'anno scorso, il Tribunale dei Minori di Milano decidesse di sottrarre i piccoli alla famiglia e portarli in due diverse strutture protette. E per tutto quel tempo, l'intera comunità di Basiglio ha chiesto il ritorno a casa dei due fratellini e, anche con manifestazioni di piazza, ha preso strenuamente le parti dei genitori.

Era stata la preside, il 14 marzo scorso, a inoltrare una segnalazione con i requisiti di urgenza riguardante il disegno osè trovato alla sorellina in classe ai Servizi sociali del Comune di Basiglio, centro del Milanese noto per avere uno dei redditi pro-capite più alti d'Italia, e che aveva fatto scattare l'iter giudiziario.

La sera stessa, i bambini erano stati prelevati da casa e portati in alloggi protetti perché non avessero contatti con i genitori. Il 15 aprile il Tribunale aveva ratificato la decisione.

«Due giorni dopo l'episodio, la mamma di un'altra alunna si era presentata e aveva detto: quel disegno l'ha fatto mia figlia», racconta ora il legale della famiglia, Antonello Martinez. Nonostante ciò, preside e maestre avevano insistito nelle loro dichiarazioni con la conseguenza che i bambini erano stati restituiti ai genitori dopo oltre due mesi.

Nei giorni scorsi, è anche stata depositata una perizia la quale dimostra che il disegno non è opera della bambina e riconosce ai genitori «competenza genitoriale adeguata». Martinez, comunque, considera tutt'altro che conclusa la vicenda e si aspetta che altre persone siano chiamate a rispondere al pm in seguito alla denuncia presentata nei confronti dei servizi sociali del Comune di Basiglio per «violenza su minori».

PS: suggerisco uno sguardo a questo link, per ricostruire il clima. Particolarmente efficace la lettura di alcuni commenti "locali".

postato da: bkrema alle ore 16:06 | link | commenti
categorie: cultura, cronaca, societĂ , giudici, tribĂą
martedì, 21 ottobre 2008

uno sguardo su Cagliari

ci sono arrivato per caso, cercavo altro. Fa parte di un insieme  di articoli di Repubblica della serie "CHI COMANDA NELLE CITTA'". Vale la pena rileggerli, un po' alla volta. Prima o poi si vota,gli articoli son del 2007 ma queste letture danno a volte una spiegazione ai sommovimenti nei partiti.

non solo PD.

Cagliari sotto assedio tra banche e mattone

CAGLIARI - Nessuno saprebbe dire se è un concetto filosofico, un istituto giuridico, un topos geografico, una categoria dello spirito, una patologia isolana o l'Araba Fenice. Ma qualunque cosa sia, la "Continuità territoriale" agita - eterna croce e delizia - i sonni dei sardi. Arrivi al desk Alitalia di Fiumicino e cominci a capire il perché.

Chiedi gentilmente di imbarcarti per Cagliari, esibendo il numero del tuo regolare biglietto elettronico Alitalia, ti guardano come un minus habens e ti spediscono a Meridiana, la compagnia di Karim Aga Khan, da dove, con sguardo di compatimento, ti rispediscono all'Alitalia, in un balletto che farebbe infuriare non un sardo "fumino", come dicono i pisani, ma un flemmatico britannico. Anche l'Inghilterra è un'isola e non ci puoi andare in bicicletta, ma la British Airways ti ci porta da quando esiste l'aviazione civile senza farla tanto lunga. L'Alitalia di Giancarlo Cimoli, invece, quando l'anno scorso ci fu la gara per l'assegnazione delle tratte sarde, dice di essersi distratta un po' e di aver dimenticato di partecipare, lasciando sole Meridiana e Air One, che però non avevano aerei sufficienti. Per cui il governatore Renato Soru, che - pur nato figlio di un edicolante a Sanluri ai bordi delle mammellose colline della Marmilla - è uno di quei sardi che amano le valli interne e sono capaci di terribili ire fredde, si è dovuto sbattere da pazzi per tentare di risolvere alla meglio il problema.

Quando finalmente ci fanno sbarcare a Cagliari per la modica somma di 148 euro, solo andata, Soru lo troviamo proprio in una di quelle giornate di rabbia fredda che ben conosce Luigi Pomata, lo chef preferito dal coté di potere cagliaritano, tornato in città dopo aver lavorato a New York a "Le Cirque" di Sirio Maccioni. Da quando due anni e mezzo fa è stato eletto presidente della Regione autonoma della Sardegna, l'uomo che inventò Tiscali e cominciò a dare gratis Internet, che è un capitalista ma cita Gramsci, si è battuto per sfrattare dall'isola i sottomarini nucleari americani e liberarla almeno da una parte dalle asfissianti servitù militari. Ci è riuscito, gli americani se ne andranno dalla Maddalena nel 2008, come promesso. Ma adesso sono le "lobby militari italiane", come le chiama, a non voler schiodare, nonostante l'accordo politico già siglato. In una riunione tecnica al ministero della Difesa, retto dai corregionali Arturo Parisi, ministro, e Emidio Casula, sottosegretario, l'ammiraglio Paolo La Rosa, capo di stato maggiore della Marina, ha dichiarato con militaresca fermezza che non molleranno mai non solo il deposito munizioni della Maddalena, il più grande d'Italia, Punta Rossa, dove si fanno le esercitazioni degli incursori, Capo Frasca, Teulada e Capo Marrargiu, dove aveva sede "Gladio", l'organizzazione che, complice Francesco Cossiga, doveva salvare l'Italia da un eventuale attacco comunista, ma neanche le spiagge occupate dagli "Ops".

Che cosa sono gli "Ops"? Sono gli Organismi di Protezione Sociale, che, tradotto in italiano, significa le case di vacanze estive dei militari, dei dignitari ministeriali e dei loro cari. Altro che gli americani a Vicenza, la caserma Ederle e l'aeroporto Dal Molin. A Cagliari non c'è il Palladio, ma c'è quella che il governatore definisce "l'occupazione militare delle spiagge più belle del mondo". Mille ettari in tutta la regione, 120 solo nel capoluogo, con 42 immobili cittadini, a cominciare dall'immensa caserma Ederle - lo stesso nome di quella di Vicenza - a Calamosca.

Cagliari città delle "Tre Emme" - medici, massoni e mattoni - si è sempre detto, trascurando colpevolmente la quarta emme, quella dei militari. I medici cagliaritani sono vivi e vegeti, controllano la sanità privata, sono i padroni delle cliniche. Uno di loro, Emilio Floris, è il sindaco forzista di Cagliari.

Figlio di Mario Floris, vecchio vicesindaco democristiano soprannominato "Marpio", che controllava gran parte della sanità privata, Emilio è anche lui un perfetto democristiano, che con l'acuminato governatore mantiene un buon rapporto, sperando di succedergli nelle elezioni regionali del 2009, se Berlusconi ci sarà ancora e se punterà su di lui, e non magari sull'ex ministro dell'Interno Beppe Pisanu, dopo la tragicomica esperienza di Mauro Pili.

Pili era quel ragazzone berlusconiano che trescava con l'ex ragazza demichelisiana, l'opima Anna La Rosa televisiva, e che, diventato presidente della Regione, inaugurò il suo mandato leggendo lo stesso discorso che Roberto Formigoni aveva fatto all'insediamento in Lombardia. Fu scoperto per una piccola distrazione, perché parlava della sua regione come della regione nord-occidentale più industrializzata d'Italia, con un numero di province che purtroppo in Sardegna non tornava proprio. L'Antonio La Trippa del principe De Curtis - vot'Antonio, vot'Antonio! - al giovane Pili faceva un baffo.

Se i medici sono in salute, non si può dire lo stesso dei massoni, che pure tradizionalmente con i "clinicari" s'identificavano. Ora si riuniscono tristemente il lunedì sera da Beppe al Flora, in via Sassari, convocati da Francesco Puxeddu, ex presidente dell'Ersat, accusato anni fa di aver maneggiato una tangente del figlio di Claudio Abbado per cedere un terreno pubblico adiacente alla villa algherese del maestro. Altri tempi quelli in cui il Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, la massoneria di Palazzo Giustiniani, era Armandino Corona. Ex presidente regionale, lamalfiano, spadoliniano, Armandino, il "risanatore" massonico dopo il ciclone della P2 di Licio Gelli, era anche lui proprietario di cliniche, ma soprattutto era il grande mentore del potere cagliaritano, delle nomine, degli affari immobiliari e non. Oggi, ultraottantenne, vive defilato e tristissimo in lite con i figli per la gestione dell'ingente patrimonio familiare.

In compenso, la terza emme, quella dei mattoni, impazza, pur dovendosela vedere con il governatore Soru, che della difesa ambientale ha fatto la sua cifra politica, varando tra mille polemiche il suo piano paesaggistico. Sta vedendo i sorci verdi Gualtiero Cualbu, di amicizie trasversali, comprese quelle con il presidente della Provincia di Cagliari, il diessino Graziano Milia e con l'ex ministro lombardian-craxiano Giovanni Nonne, che stava colando cemento sul Colle di Tuvixeddu, la più importante necropoli punica del Mediterraneo, prima di essere fermato da Soru.

Sergio Zuncheddu, palazzinaro di Burcei proprietario dell'"Unione Sarda", il quotidiano cagliaritano che acquistò per un centinaio di miliardi da Niki Grauso, e comproprietario con Veronica Berlusconi del "Foglio" di Giuliano Ferrara, sta spargendo cemento anche lui al centro di Cagliari e aveva la promessa che i suoi palazzi sarebbero stati acquistati dalla Regione.

Ma Soru si è messo di traverso ed è ricambiato quotidianamente dagli attacchi del quotidiano cagliaritano, l'unico giornale italiano che ha un ex direttore affidato ai servizi sociali per reati patrimoniali. Lo attaccano tutti i giorni direttamente o per l'interposta persona del suo direttore generale Fulvio Dettori, docente di Diritto costituzionale regionale e figlio di un antico e stimato presidente democristiano della Regione, per una gara da 60 milioni di euro in tre anni vinta dalla Saatchi & Saatchi, che ha precedentemente lavorato per Tiscali, sulle tasse sul lusso, sul conflitto d'interessi, sugli ospedali cittadini, che vuole dismettere per destinarli ad altri usi e per costruirne uno tutto nuovo, sul progetto del grande museo nuragico da realizzare per risanare l'area degradata di Sant'Elia.

Anche Roberto Colaninno, l'uomo della scalata a Telecom della razza padana, ha esigenze cementifere a Is Molas, un complesso turistico-sportivo a due passi da Cagliari, e si sente ripetere dal governatore che non si può andare avanti con "una grande ricchezza di tutti usata solo da pochi". E c'è persino il rettore dell'Università Pasquale Mistretta, ingegnere, che ha una passione per gli immobili: ne compra, ne vende, ne affitta, costruisce nei giardini.

"Macché cultura, Gramsci si rivolta nella tomba, macché industriali, macché capitani coraggiosi, qui abbiamo solo palazzinari non propriamente coraggiosi e una nuova borghesia mercantile proveniente dai paesi, abbiamo gente che preferisce sfruttare il bene pubblico piuttosto che investire nell'industria", provoca il governatore. Non più le grandi famiglie borghesi, ma i re dei supermercati, i Murgia, i Pilloni.

E gli industriali, quei pochi che ci sono, offesi, gli rispondono per bocca del loro presidente Gianni Biggio, titolare di una piccola agenzia di "transhipment", con un sondaggio tra gli iscritti che giudica la politica di Soru "largamente inadeguata".

Come collocare, tra tante emme, Niki Grauso, discussa e nervosa star cittadina, inventore di Videolina, ex padrone dell'Unione Sarda e ora dei quotidiani gratuiti "E Polis", di cui sostiene di distribuire nelle città italiane un milione e più di copie?

L'uomo è genialoide e spesso avventuroso, come dimostrò nella mediazione che tentò di fare nel rapimento di Silvia Melis, ultimo dei grandi rapimenti sardi, perché - questo è un fatto - dopo il suicidio del giudice Lombardini e la misteriosa mediazione di Grauso, in Sardegna non ci sono più stati grandi sequestri.

Venduta a Giorgio Mazzella, presidente del Credito industriale sardo, oggi proprietà di Banca Intesa, la sua villa in viale Trento, dove si mangiava su piatti di cristallo poggiati su un tavolo di cristallo, avendo l'impressione che le pietanze levitassero nel vuoto, Grauso era scomparso da Cagliari, si dice per lidi libanesi. Ora è tornato, ha riportato le sue società a Cagliari per poter ottenere 3 milioni di euro di finanziamento dalla banca regionale Sfirs, presieduta dal sociologo Gianfranco Bottazzi.

Mauro Pili, quell'ex presidente berlusconiano un po' debole in geografia, ha fatto fuoco e fiamme, accusando Soru di proteggere Grauso, uomo della sinistra. Figurarsi. Che c'è mai di sinistra a Cagliari? "Assolutamente niente", secondo il vecchio dirigente comunista Andrea Raggio. "C'è solo una combinazione tra presidenzialismo forte e politica debole". Che piace, paradossalmente, a Rifondazione Comunista, come ci racconta Luigi Cogodi, nato in un paese vicino a quello di Emilio Lussu, detto Gigi il Rosso non solo per i capelli rossi, ma da quando, giovane assessore regionale all'Urbanistica con il presidente sardista Mario Melis, fece abbattere dalle ruspe in Costa Smeralda la villa miliardaria appena costruita da Antonio Gava, allora capo della Corrente del Golfo e potentissimo ministro democristiano. "Soru - giura Cogodi - è una contraddizione positiva, più illuminista che illuminato, è un uomo che fa una politica in una prospettiva di progresso con un taglio non direi dittatoriale, ma manageriale".

Anche Gigi il Rosso, oggi deputato di Rifondazione, naturalmente, soffre del terribile, trasversale chiacchiericcio cagliaritano. Raccontano di quel giornalista dell'"Unione", oggi suo braccio destro in Consiglio comunale, che era accreditato come il confidente di Niki Grauso nel controllo dei colleghi dell'Unione Sarda.

"Le banche, guardiamo alle banche che comandano da fuori", fa il governatore capitalista osteggiato dai partiti, che nel 2009 vorrebbero liberarsene. Una, il Cis, Credito industriale sardo, è ormai governata da Milano, l'altra, il Banco di Sardegna, nell'orbita della Banca Popolare dell'Emilia Romagna, con Natalino Oggiano, ex direttore dell'Antonveneta ai tempi di Silvano Pontello, che oggi passa le carte bolognesi. "Io - rivendica Mariotto Segni, l'uomo che con l'elezione diretta dei sindaci ha cambiato di fatto i pilastri della politica italiana - sono stato un fiero avversario della gestione politica delle banche fatta dalla Democrazia cristiana, ma oggi devo dire che il Banco di Sardegna democristiano dei Giagu De Martini era migliore di quello di oggi ai fini locali". E' nata da poco la Banca di Cagliari, creatura della famiglia Randazzo, padre, figli e discendenti vari, messa in piedi dalle cooperative rosse e dall'Aias, l'Associazione che dovrebbe assistere i portatori di handicap. Soldi pubblici, commistione di affari e politica, trasversalismo, quello che Cogodi chiama il potere che "veste pubblico e opera privato".

Come quello di Sandro Usai, presidente da antiche ere del Consorzio di sviluppo industriale e quello di Nino Granara, presidente del porto, autori della grande incompiuta, costata centinaia di miliardi di lire, del canale navigabile. Un'incompiuta che ha favorito in Calabria il successo del porto di Gioia Tauro, che sembrava all'inizio la peggiore cattedrale nel deserto d'Italia.

Si chiama Bètile la scommessa della Cagliari di Soru, che vorrebbe fare a meno delle quattro emme, integrate dalla B delle banche, dalla C dei comitati d'affari e dalla P dei poteri collaterali. Bètile è un idolo sardo di pietra, ma nella testa di Soru è un grande museo dell'arte nuragica e contemporanea, che spazierà dai bronzetti che colpirono Picasso, alla ricerca artistica attuale del Mediterraneo e del Nord Africa, in un bianchissimo palazzo a vela già progettato dall'architetta irachena Zaha Hadid.

"Cagliaricentrismo autolesionista" per la Sardegna, divina il sassarese Mario Segni, mentre la sua capitale del nord, in passato produttrice di classi dirigenti, perde posizioni a favore di Olbia. Soru, l'unico vero potere che resta, che comanda ma non è detto che governi, prepara, secondo lui, una Sardegna semispopolata, che fra trent'anni avrà poco più di un milione di abitanti, di cui 500 mila sul polo metropolitano di Cagliari. Se bastasse il sogno di Bétile, della Bilbao sarda, vagheggiata dall'uomo di Tiscali a salvarla...

Alberto Statera.Repubblica. (15 marzo 2007)

Alcune annotazioni sono un po' datate, non c'erano state le elezioni dell'Aprile, inteso come mese, non come metalmeccanici particolari.

Quelli vagolano qua e là.

postato da: bkrema alle ore 06:26 | link | commenti
categorie: politica, cronaca, cagliari, umanitĂ 
venerdì, 10 ottobre 2008

persino il Vicario di Cristo in terra TREMA

se non LUI, B16, di certo i suoi amministratore. E' vero che c'è la Provvidenza ma sui soldi meglio essere protestanti e ascoltare la parabola dei talenti, quella che insegna a darsi da fare, a rimboccarsi le maniche (e magari sporcare un po' le mani).

Si profila un nuovo anno di deficit per le finanze della Santa Sede, e ci sono preoccupazioni crescenti per la situazione di molte diocesi, specialmente negli Stati Uniti

L’attuale tempesta finanziaria che scuote il mondo fa giungere le sue raffiche anche in Vaticano; che però sembra di poter guardare ai marosi con una relativa tranquillità, dalla sua “roccia d’oro”. Infatti già dall’anno scorso, secondo indiscrezioni di ottima fonte, e prevedendo che una crisi di grandi proporzioni avrebbe fatto tremare la finanza mondiale, i responsabili economici della Santa Sede, consigliati da abili consulenti, avevano trasformato i restanti investimenti azionari in lingotti d’oro, oltre che in obbligazioni.

E’ vero che l’abbandono delle azioni come mezzo di investimento per il capitale dato nel 1929 dallo Stato italiano alla Santa Sede come compenso per la perdita dello Stato pontificio, e per la marea di espropri succeduti a all’unificazione non è una novità. Già ai tempi di Paolo VI si era presa questa strada, per evitare che, magari senza saperlo, in virtù di incroci azionari complicati, il Vaticano si trovasse coinvolto in fabbriche di armi o di altri oggetti giudicati moralmente imbarazzanti, per esempio preservativi. Ma certamente negli ultimi anni il trend si è molto consolidato.

Uno specialista britannico, rimasto anonimo, consultato dalla rivista cattolica inglese “The Tablet”, ha confermato queste voci, esaminando il rapporto presentato nel luglio scorso dalla Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede.

Secondo l’esperto, dopo la conversione in metallo prezioso stile “re Mida” dei suoi investimenti, il vaticano possiederebbe intorno a una tonnellata di oro, dal valore di circa diciannove milioni di euro.

Il Tablet – siamo sempre in Gran Bretagna, anche se cattolici - ironizza: "la roccia di Pietro, su cui è stata fondata la Chiesa, si è trasformata in una roccia d''oro". L’esperto finanziario giudica che la Santa Sede "appare finanziariamente ben posizionata per raccogliere profitti, anche nell''attuale tempesta finanziaria". "Complessivamente - aggiunge - la Santa Sede è stata ben consigliata e non ha probabilmente perso molto nella crisi. Hanno abbandonato man mano le azioni e nel tempo si sono concentrati su investimenti obbligazionari e monetari".

Il rapporto della Prefettura relativo al 2007, parla di 340 milioni di euro in valuta; di 520 milioni in obbligazioni e in (poche) azioni, oltre ai 19 milioni in oro e altri preziosi.

***

340+520+19 = 879  è quasi il totale dell'8 permille

***

Bisogna ricordare che lo Stato vaticano non ha cespiti di entrata (non ci sono tasse), e che grazie ai proventi di questo capitale mantiene 2748 persone, oltre a 929 pensionati. Nel 2007 il costo per il personale è ammontato a oltre 120 milioni di euro. Altre uscite di rilievo riguardano le nunziature (oltre cento), la Radio Vaticana e l’Osservatore Romano. Senza contare le “spese vive” per il funzionamento della macchina amministrativa.

Ma la serenità di cui parla il consulente del Tablet è molto effimera, se si ascolta l’opinione di monsignor Vicenzo Di Mauro, segretario della Prefettura per gli Affari Economici.

"I risultati del primo periodo del 2008 sono preoccupanti e non inducono all''ottimismo. Si rende sempre più il richiamo alle Amministrazioni della Santa Sede ad operare con prudenza e con la massima oculatezza nella gestione operativa delle spese e nell''assunzione di nuovo personale".

Già l’anno scorso il bilancio della Santa Sede fece registrare un “rosso” di nove milioni di euro; e probabilmente anche quello relativo al 2008 non andrà meglio, anzi. Il deficit 2007 era stato preceduto da tre annualità in profitto, dal 2004 al 2006: in totale un attivo di quindici milioni e duecentomila euro. Ancora una volta però sarà necessario il contributo delle chiese locali, per ripianare il deficit. Germani, Stati Uniti e Italia sono i tre paesi le cui diocesi contribuiscono in misura maggiora ad aiutare il Papa a pagare le spese di funzionamento del governo centrale della Chiesa. Ma la crisi in corso, che fa tremare banche riguarda direttamente le diocesi, che hanno i loro conti negli istituti di credito dei vari paesi, e indirettamente anche la Santa Sede, che può risentire di un calo in questo aiuto, che nel 2007 raggiunse quasi trenta milioni di dollari.

E il Vaticano ha una grande sfiga, mica può mandare a lavorare in fabbrica o a passeggiare la notte i suoi addetti. E' costretto a battere cassa ovunque può. Potremmo suggerire al nostro Presidente del Consiglio ad estendere anche a loro la social-card, o la cassa integrazione. In fondo anche il Vaticanocome già Alitalia sono fondamentali per il turismo, anzi forse anche di più! 

postato da: bkrema alle ore 06:59 | link | commenti
categorie: politica, cronaca, provvidenza, santa madre
venerdì, 22 agosto 2008

esempi e speranze

spesso lo sport è anche questo, la testimonianza che il destino non è necessariamente definito e affidato al caso.

van der Weijden, l'oro dopo  aver battuto la leucemia

L'olandese, trionfatore nella 10 km di fondo in acque aperte, sette anni lottava tra la vita e la morte: ''Sono la prova vivente - ha detto subito dopo la vittoria - che si può tornare a vincere anche dopo una malattia''

E' una bella storia di sport e soprattutto di vita quella che viene dal fondo nel nuoto in acque aperte. Il protagonista è la medaglia d'oro a sorpresa, l'olandese Maarten van der Weijden. Sette anni fa la sua vita era appesa ad un filo: i medici diagnosticarono una leucemia e poche speranze di farcela. Oggi il nuotatore è salito sul gradino più alto del podio della maratona di 10 chilometri.

"Sono la prova vivente - ha detto subito dopo la vittoria - che si può tornare a vincere la medaglia d'oro anche dopo una malattia". Dopo la diagnosi, van der Weijden si era sottoposto a un trapianto di staminali e a un ciclo di chemioterapia. Quindi aveva ripreso gli allenamenti per tornare competitivo. La sua storia ricorda in maniera impressionante qualla del ciclista Lance Armstrong.

Senza per questo sminuire il valore del carattere individuale, forse ha inciso anche una serie di vincoli minori in termini di staminali, vero molto onorevoli papisti?

postato da: bkrema alle ore 09:04 | link | commenti
categorie: politica, cronaca, scienza, religioni, umanitĂ 
martedì, 12 agosto 2008

giro del mondo senza biancaneve

un sequestro sorridente, e costoso, dell'armata anti nanetti.

Nanetto da giardino rapito, fa il giro del mondo e torna a casa

Scomparso da una casa a Gloucester, è ricomparso con le foto che lo ritraggono in 12 paesi diversi

LONDRA - Questa volta gli autori del furto del nanetto da giardino si sono voluti distinguere: oltre a rapirlo dal giardino della signora Eve Stuart Kelso, a Gloucester, lo hanno portato in giro per il mondo per sette mesi. Poi lo hanno rimesso al suo posto, con a fianco un elegante album rilegato in pelle nera. Dentro 48 foto scattate in tutto il mondo che mostrano il nano viaggiatore, sempre con la stessa inevitabile espressione, assorto ad annusare un fiorellino verde, mentre si cala da una montagna, nuota nel mare, usa la funivia, visita templi o guida una motocicletta.

IL GIRO DEL MONDO - Con il nanetto sono stati restituiti anche i timbri dell’ufficio di immigrazione di tutti i posti in cui è stato, tra cui Sudafrica, Swaziland, Mozambico, Nuova Zelanda, Australia, Singapore, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Cina, Hong Kong e Laos.

nanetti in trasferta

LA PROPRIETARIA: «STORIA INCREDIBILE» - «Mi è sembrato molto divertente. Mi ha fatto ridere vedere tutte le persone che ha incontrato durante i suo viaggio", ha commentato la proprietaria Eve, nonna di tre nipotini. «E’ stata una sorpresa stupenda. La storia è veramente incredibile».

postato da: bkrema alle ore 07:05 | link | commenti
categorie: cronaca
sabato, 09 agosto 2008

problemi da CONDOMINIO

leggo con divertito ricordo questo articoletto di costume (legale) e ripenso a una riunione condominiale di quasi 40 anni fa.

Eravamo quindi tutti decisamente più giovani in quel condominio a Bologna. Nelle attese che il numero legale venisse raggiunto, mi viene in mente di cercar di capire chi è l'esuberante condomino che, con regolarità anche più che quotidiana, determina il crescendo, più che di vibrazioni, di vere e proprie percussioni che la spalliera del letto adiacente provocava sulla comune parete divisoria dei due appartamenti.

Nella mia fin troppo abituale non conoscenza della realtà che mi circonda chiesi chi poteva essere proprio all'interessato, giovane serio studioso.

L'imbarazzo di lui e la sospensione delle rullature me ne diedero la conferma.

La notizia

Grida e gemiti nel cuore della notte tengono svegli i condomini
Kerry Norris, 29 anni, e il fidanzato Adam Hinton sono stati trascinati in tribunale per aver dato vita a ripetute sessioni di sesso sfrenato - con tanto di grida sconce - ed aver così impedito ai vicini di dormire sonni tranquilli. Gli esercizi d’amore della coppia, ha detto il pm Len Baten al tribunale di Brighton e Hove, tenevano svegli i vicini di casa sino alle sei del mattino - con la classica testiera del letto che sbatte contro la parete.

«Il loro letto - ha raccontato Richard Powell, 36 anni - martella il muro quando fanno sesso e mi tiene sveglio tutta la notte: ho dovuto prendere dei giorni di ferie a causa della mancanza di sonno». Ancora peggio è andata a Michelle Tyrrel, madre di tre bambini. «Fanno talmente tanto rumore - ha detto - che mia figlia di 4 anni non riesce a prendere sonno. Una mattina poi mi ha chiesto: mamma, cosa significa sco....?. Ora ha gli incubi».

Ma l’avvocato della Norris, Tony Waller, ha respinto tutte le accuse e ha detto che il rumore resta nella norma. Secondo Waller la sua cliente sta pagando per la confusione fatta dagli inquilini precedenti. Il processo continua.
Ho sempre sperato che la cessazione dell'invidiato disturbo fosse dovuto a una intelligente operazione di spostamento del letto!
postato da: bkrema alle ore 20:52 | link | commenti
categorie: eros, cronaca, giudici
mercoledì, 30 luglio 2008

sempre all'insegna del cambiamento.

qualcuna difende la propria visione e, poi, perchè darle torto che c'è di più vistoso e coinvolgente di un cactus che sporge sicuro in un piatto deserto?

Keira Knightley

Knightley va fiera delle sue forme, e le vuole sulla locandina
NEW YORK
Ad ogni suo film in uscita, le case di produzione scomodano i maghi della grafica e del fotoritocco, ma lei al decolleté dice sempre e ostinatamente no. L’attrice britannica Keira Knightley, 23 anni, va troppo fiera delle sue forme per farsi gonfiare il seno al computer per esigenze di marketing.
*
postato da: kreben alle ore 03:05 | link | commenti
categorie: vita, arte, eros, cronaca