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domenica, 03 febbraio 2008

la guerra delle due rose (1455-1485) e la guerra dei bar contro tutti, clienti compresi (2008-....)

Le lattine dai tabaccai fanno infuriare i bar
EMANUELA MINUCCI
Tempo poche settimane e a Torino nemmeno Vasco Rossi riuscirà a bersi una Coca-Cola. O meglio, sarà una «mission impossible» sorseggiarla al bancone di un bar, perché al grido «d’ora in poi serviamo solo Pepsi» i titolari dei caffè torinesi hanno deciso di boicottare le bollicine made in Atlanta. Motivo? L’associazione pubblici esercizi torinese, l’Epat, ha deciso di organizzare l’embargo in risposta al raggiunto accordo fra la Coca-Cola e la Fit (la Federazione italiana tabaccai, 48 mila associati) per la vendita al fianco delle «bionde» anche della celebre bevanda. Apriti cielo. Uno dei tanti effetti della liberalizzazione del mercato sotto la Mole sta creando un gran subbuglio. Condito però anche da effetti collaterali positivi: i rappresentanti della Pepsi, per esempio, si stanno fregando le mani.

Questione di ricarico
Il Coca-boicottaggio scatterà sul serio oppure si tratta delle solite grida «al lupo al lupo» dei commercianti per indurre qualche politico a ripensarci? «Ancora qualche giorno e vedrete, qui non stiamo aspettando altro - insorge il presidente dell’Epat Carlo Nebiolo - sono troppi mesi che subiamo ogni sorta di attentato ai nostri incassi: prima i panini che puoi acquistare anche dal panettiere, poi le macchinette del caffè con le cialde distribuite in tutti gli uffici e nella maggior parte delle case, adesso anche la Coca-Cola. Ma a noi che cosa resta da vendere? Un Lucano forse, per tirarci su...».
***
certo che è dura dover rinunciare a 3/4 euro a botta, magari rifornendosi al Market a poco più di un euro per un litro e mezzo!
Essì, la concorrenza è dura. Chissà se se lo ricordano quando assumono qualche avvenente barista un po' extra, ma che di sicuro oltre all'occhio dei clienti soddisfa ampiamente il loro borsellino!

postato da: bkrema alle ore 06:07 | link | commenti
categorie: politica, cronaca, commercio