(3). Dove si cerca di arrivare alla prima elementare fra interventi, viaggi e arrivi del fratellino, lui sì bello, biondo e paffutino come un vero e proprio puttino
Molta letteratura è stata spesa sul problema dell’arrivo del nuovo rompiscatole che attrae attenzione e interesse in modo esorbitante: così si mantiene in essere il mercato di prodotti, servizi psicologici, etc., tanto il mercato dell’ultimo neonato non lo porta via nessuno, almeno per chi ce la fa (per gli altri c’è il ben noto riciclo a scendere, tanto più oggi che vince l’unisex).
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Io francamente non ho ricordi in questa direzione, o forse mi sono mal rapportato con il mio subconscio, specie quello superaffondato. C’è comunque una foto significativa, che spero di recuperare fra gli avanzi dei troppi traslochi, dove i due fratellini sono all’interno della stessa carrozzina con uno che mette in primo piano la gambina destra ben ingessata e l’altro che ruba la scena con quel faccino splendido e i riccioli a far da cornice. E la madre ostentatamente soddisfatta e tutta pronta a proclamare che sì, son proprio i suoi quei due maschiotti e con nomi in linea con il tempo: Benito e Italo.
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Non è casuale e sta a dimostrare anche da una parte la resa del sistema di comunicazioni del partito e stato fascista e dall’altro la integrazione elevata di quei due genitori, mio padre e mia madre, nonostante il livello di scolarità della Valda (le quattro classi delle elementari esistenti nella piccola frazione di origine), mentre il Bruno ha alle spalle ben due classi dopo l’intera scuola elementare di 5 anni. Se il nome Benito è scontato (già quanti saranno i Silvio?), per Italo (che in Romagna non poteva avere le connotazioni nazionalistiche delle zone di confine) il riferimento era a Italo Balbo.Sembra l'ultimo commento di un mondo che non aveva ancora compreso quali conseguenze derivavano dai milioni di morti della Grande Guerra, dal cinismo del comportamento degli Stati Maggiori tutti e, soprattutto, aver posto gomito a gomito ragazzi e uomini, aver loro fatto toccar con mano l'incapacità e l'aridità dei loro maggiori capi e avere, forse ancor più determinante, dato l'occasione al diffondersi di virus socio-politici che esploderanno a breve.
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Ma chi era Italo Balbo? Essenzialmente un rompicoglioni: esponente importante del fascismo agrario ferrarese (terra di latifondo, zanzare, vino clinton, salama, poi di bonifica e anche di battaglie bracciantili nel dopoguerra, dopo il 1945 cioè, una in particolare, dalle parti di Codigoro, con i braccianti che fecero barriera con le bicilette, tutto il loro avere, e le blindo della Celere di Scelba passarci tranquillamente sopra), ma soprattutto di formazione repubblicana, nazionalista e combattente vero nella Grande Guerra fra gli Alpini.
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Ciliegina sulla torta era anche uno dei quadrumviri della marcia su Roma.
E' decisamente più bello, più colto (uno maestro, l’altro laureato) e trascinatore non declamatoriodel capo. Fra l’altro, politicamente intelligente aveva inquadrato i cani sciolti e riottosi del fascismo delle “eroiche” squadre d’assalto in una formazione, come
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Balbo poi aveva avuto l’onore delle cronache mondiali, con la trasvolata atlantica, primo esempio di aviazione non più individuale ma di squadra. Sottosegretario all’aeronautica nel 1926, quando l’aviazione in fondo era il ricordo delle gesta del barone rosso o del nostro lughese Baracca, prende il brevetto di pilota nel 1927 e nel 1928 è generale di squadra aerea a 32 anni.
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In questo modo Mussolini (13 anni più veccio) si liberava di un pericoloso concorrente, assecondandolo e lasciandolo “giocare". E qualche anno dopo se ne liberò anche meglio, facendolo Governatore della Libia. Solo che Balbo non era Graziani e la Libia era vicina ma contemporaneamente lontana, con un primo nucleo di italiani testa dura che avevano trovato da quelle parti finalmente terra da coltivare.
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E questi italiani godevano pure di una discreta libertà d'azione e trovarono in Balbo un punto di raccordo così efficace da determinare una resistenza non piccola alla futura guerra al seguito di Hitler: troppo alto il rischio, troppo ancora da costruire e già qualcosa che valeva la pena non perdere per quei contadini finalmente proprietari!
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Per questo, quando il 28 giugno del '40 Balbo tornava da una missione di guerra e il fuoco amico, così si dice oggi, abbattè l'aereo e ovviamente anche il suo pilota fu inevitabile pensare, non solo in Italia, a un fatto non puramente casuale .
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Piccola, ma non insignificante annotazione, il capo delle forze aeree inglesi del Vicino Oriente, generale Arthur Laymore, fece gettare su Tobruk un messaggio, racchiuso in un barattolo di latta legato con nastri tricolori, del seguente tenore: "Le forze aeree britanniche esprimono il loro sincero compianto per la morte del Maresciallo Balbo, un grande condottiero e valoroso aviatore, da me personalmente conosciuto, il destino ha voluto che fosse dell'opposto campo".
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Sembra l'ultimo commento di un mondo che non aveva ancora compreso quali conseguenze derivavano dai milioni di morti della Grande Guerra, dal cinismo del comportamento degli Stati Maggiori tutti e, soprattutto, aver posto gomito a gomito ragazzi e uomini, aver loro fatto toccar con mano l'incapacità e l'aridità dei loro maggiori capi e avere, forse ancor più determinante, dato l'occasione al diffondersi di virus socio-politici che esploderanno a breve.
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O forse no, semplicemente alcuni degli attori del momento, e non necessariamente i più marginali, non avevano capito che guerra, politica, economia eran tutti figli della stessa visione dove l'individuo, il piccolo normale individuo, nonostante le costituzioni lo blandissero, tutelassero e gli garantissero finanche la felicità, non esisteva più, esistevano invece altri enti, apparentemente economici, che erano in grado di garantire alleanze e risultati al di sopra e al di là dei governi e delle ideologie. Ed è così che a guerra finita i poteri allora riconosciuti fecero a gara nel garantirsi la proprietà degli uomini e delle suburre dei poteri sconfitti perchè "tecnicamente utili" agli obiettivi di "libertà e democrazia" mai in quanto tali ma con opportuni aggettivi che ne garantivano il copyright e l'appartenenza comunque.
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pope, papi e iman compresi.