la notizia è di quelle che in qualche modo colpiscono la fantasia in modo apparentemente macabro ma in fondo fa parte di un concetto omeopatico del vivere umano che si sposa con aspetti tecnologici quanto mai moderni.
passata la sbornia di molecole sintetiche generalizzate, che ha portato in questo ultimo secolo a importantissimi traguardi specie nella grande industria chimica (Sintesi della ammoniaca e dell'urea: fonte di azoto per l'agricoltura e quindi fondamentali nella catena alimentare. La grande avventura dei polimeri di sintesi: nylon, gomme, etc.) si è passati in modo sempre più deciso verso la chimica fine.
si è andati cioè verso la costruzione di molecole mirate sulla base degli effetti nelle più varie direzioni: farmaceutica, coloranti e, genericamente, ausiliari nelle più diverse specializzazioni specifiche. Esaurite, o comunque simili fra loro, le soluzioni brevettuali si è andati alla scoperta dei prodotti naturali, con un abbinamento di aspetti "magici" e tecnologici e contaminazioni fra la medicina "chimica" e quella "naturale", con le chiese e chiesette costituite da erboristerie, farmacia omeopatica, polveri di serpenti, corni di rinoceronti e simili.
e poi i nuovi trattamenti di estetica del corpo con particolari riferimenti alla vera e propria "scultura" attraverso la liposuzione di massa. Per la mentalità media vi è un giudizio indifferenziato verso il "grasso" come qualcosa di inutile o, al massimo, riserva energetica. In effetti il grasso umano e animale sono all'origine di processi e molecole biologiche molto importanti.
naturalmente un conto è il grasso umano come sottoprodotto di liposuzione o, perchè no, da cadaveri di origine traumatica o comunque autoptica, e un conto è l'omicidio proprio per ottenere qualche litro di sostanza grassa a 15 mila dollari al kilo. Ma, alla fine, una volta selezionato, diviso nei vari componenti, classificato e "provato" sul campo e sull'immaginario, c'è forse qualche differenza?
E' la stessa Italia di Padre Pio e di San Gennaro. E' la stessa Italia che alle superiori mal sopporta le lezioni di scienze, di fisica, di matematica e anche di chimica.
E' la stessa Italia che anche nel lavoro, nello studio cerca la scorciatoia, così come nella vita. L'Italia delle mode. L'Italia che mal sopporta di stare in coda e deve sorpassare per arrivare prima e imbottigliarsi così ancor meglio e sempre di più.
Parole antiquate? può essere. Meglio credere che una pillola, un estratto, rimediano perchè scegliere di vivere "normale" non è "in", non fa "figo".
fra tante notizie non certo gratificanti e tali da rendere almeno un po' diversi i nostri discorsi. Naturalmente son quasi sempre di tipo "pruriginoso" e che suscitano commenti, soprattutto di maschi, fra l'ironico e il preoccupato, come il fatterello riportato da IL MESSAGGERO.
ROMA (9 novembre) - Né troppo bello, né troppo brutto, solo forse, troppo intenso e così dopo aver fatto sesso con il marito ha perso la memoria. Lo ha raccontato alla Cnn la cinquantanovenne Alice che ha detto di soffrire di amnesia a breve termine, fortunatamente per lei temporanea: tecnicamente si tratta di amnesia globale transitoria, che può verificarsi dopo un'attività faticosa, come l'esercizio fisico intenso, un tuffo in acque troppo fredde o troppo calde o, appunto, un rapporto sessuale.
Il disturbo è comparso all'improvviso lo scorso agosto, di mattina. Dopo un'accesa performance fra le lenzuola con il marito. Anzichè apparire compiaciuta, Alice sembra confusa. Resta a letto, mentre Scott accende la tv e guarda le Olimpiadi di Pechino 2008. È l'estate della Michael Phelps-mania: il nuotatore e le sue vittorie sono praticamente ovunque. Eppure Alice chiede: «Ma come, ci sono le Olimpiadi?». Il marito è perplesso, capisce che qualcosa non va e le chiede, a sua volta: «Chi è il nostro presidente?». «Bill Clinton», è la risposta. Scatta immediata la chiamata al 911, i paramedici sospettano un ictus e la donna viene portata al pronto soccorso.
Una volta in ospedale, ogni 10 minuti rivolge al marito e a chi le sta intorno le stesse domande, tipo «dove sono?» o «che ci faccio qui?». I medici diagnosticano l'amnesia globale transitoria, una rara condizione neurologica che si verifica in particolare in persone con più di 50 anni. E, dopo il racconto del marito, indicano nel rapporto sessuale la causa che ha scatenato la perdita della memoria a breve termine. La donna ricorda soltanto che la notte precedente era andata a dormire con un leggero mal di testa, senza prendere nulla per farlo passare. E nonostante si sia ripresa completamente, tuttora non ricorda cosa successe quella mattina. Non ha smesso di fare sesso con il marito, l'unica precauzione è evitarlo quando ha mal di testa.
Vale la pena riportare i significativi commenti dei lettori de Il Messaggero.
Evitera' di far sesso quando ha il mal di testa? Non fanno tutte cosi'??????????? commento inviato il 09-11-2009 alle 15:25 da peaeye
Deve essere proprio rara, ...... 'sta condizione neurologica che si verifica negli ultra-cinquantenni. Sennò ci avremmo tutta una classe politica che non si ricorderebbe manco la via di casa... commento inviato il 09-11-2009 alle 16:27 da Jesse
la cosa che nessuno ha notato la cosa che nessuno ha notato è che dopo il sesso appassionato, lui ha acceso la tv.... Che poeta! PS: commento da maschietto: finchè ci saranno uomini così (grazie ai quali ci meritiamo i mal di testa delle donne) ci saranno tante fanciulle da consolare......... commento inviato il 09-11-2009 alle 16:48 da lugigio
Secondo me...... la signora ha perso la memoria perchè preferisce non ricordare la prestazione mediocre del marito. commento inviato il 09-11-2009 alle 18:13 da Ceci
PUÓ SUCCEDERE....Puó succedere anche agli uomini? Sii se sei rinc..... commento inviato il 09-11-2009 alle 20:34 da remo dk
EPPURE SI PARLA di accesa performance fra le lenzuola col marito. Dunque perchè dare sempre la colpa al maschio? Magari era così frigida che lo sforzo le ha fatto perdere la memoria! commento inviato il 09-11-2009 alle 21:19 da Palmerio
X JESSE 16,27 ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah il tuo commento è semplicemente fenomenale ! commento inviato il 09-11-2009 alle 21:35 da francesco61 se a 59..
fa sesso così io piuttosto la invidio.. chissenefrega se poi viene l'amnesia...vorrei vedere quanti giovani hanno "accese performance" dopo presumibilmente un po' di anni di matrimonio!!! commento inviato il 09-11-2009 alle 23:00 da Sandram
la presenza di un sito ispirato dal K K K, il caro e simpatico gruppetto o gruppone di persone che combattono in nome della buona e brava "razza" bianca contro il pericolo costituito dai miliardi di individui dalle molte sfumature di colore (privilegiando fra i nemici quelli particolarmente scuri) ha suscitato alcune perplessità nella rete.
riporto qui una delle opinioni, quella di ZAMBARDINO "opinion maker" (sòrbole!) del settore per Repubblica.
Un po’ di domande sul caso KKK on line.
Il ministro Mara Carfagna interviene sulla notizia che parla di un sito del KKK in Italia e dice: “Necessario l’intervento degli organismi preposti al controllo della rete per evitare la diffusione di messaggi così negativi e incivili”.
Ora a parte che non sapevamo che in Italia ci fossero “organismi preposti al controllo della rete” e l’informazione del ministro arriva certo non gradita ma utile – quali sono questi organismi, ministro? A parte questo, c’è che siamo, con questo caso, anche noi italiani nel cuore di un dibattito mondiale.
Tanti i casi precedenti: Yahoo! e i siti nazisti, i cimeli hitleriani su eBay, e davvero mille e mille altre evenienze. Il riflesso della politica e degli stessi gestori è eliminare il corpo del reato, che in questo caso è reato di opinione. E’ come se oscurare un sito che predica follie razziste, omofobe e liberticide – perché di questo si tratta – bastasse per risolvere il problema e liberasse la società da ogni altra incombenza.
E allora la domanda è: chiuso il sito, il problema è risolto? Basta impedire l’espressione di un pensiero criminale perché non vi faccia seguito l’azione? Non si tratterà di indagare, cercare, scavare? A margine: la permanenza del sito non farebbe bene a quelle indagini? Risposta: sì e speriamo che nessuno ci chieda come.
E il riflesso di reprimere le idee, anche se si tratta di idee abiette, sta nelle regole dello stato di diritto? Non è proprio dello stato di diritto e della democrazia il paradosso di dare voce ai nemici della libertà che essi garantiscono?
Non permette invece – la repressione dei siti a contenuto abietto – la nascita di una pratica, da parte degli “organismi preposti al controllo della rete”, che non ha potenzialmente alcun limite? E’ compito dei governanti tracciare cosa si reprime e cosa no? Se è così, ricordiamo la pagina Facebook con relativo giochino Buttiamo a mare l’immigrato, realizzata dal figlio del senatore Bossi. Se il giovanotto diventa ministro, quel gioco lo vendiamo alla Standa?
Non sarebbe meglio spostare altrove il limite e renderlo invalicabile?
Ripeto: è una questione delle pratiche che si abilitano. In Cina l’asticella sta molto più in là, e non è il limite estremo. Davvero. In Iran, dove i blog sono tutti registrati, come vorrebbe che fossero in Italia qualche proposta di legge già scritta, si può essere arrestati per “offesa alla religione” e per “vilipendio dei rappresentanti dello stato”. Praticamente, in quella società, tutto.
E allora, non sarebbe meglio inaugurare in Italia la prassi e il principio che l’espressione abominevole resta dov’è e sono da reprimere le connesse pratiche?
Anche perché è forte il sospetto, quasi una certezza, che, chiuso il sito, si ritenga risolto il problema.
Oppure pensiamo che l’emergere di questo e di altri fenomeni sia “proprio” della rete? Per cui basta spegnere internet e tutto scompare. Ma sì, e questo che al fondo pensiamo, il non detto dei signori della politica e della censura: che è la facoltà di parola che crea il crimine e non viceversa.
la notizia riguarda la Cina da noi, con l'aria che tira, non sarebbe scappato ma avrebbe inviato la signora a preparare il caffè (in Cina il THE) e avrebbe fatto posto nel letto al marito inaspettato.
