Con gli anni, com'è noto a molti di chi mi segue i miei a dicembre saranno 73 qualche mese in meno del PaPi, nascono preoccupazioni.
Capita a tutti di non trovare più le chiavi, a qualcuno forse non capita come a me l'altro giorno, in fase di trasloco, di partire lasciando qualche valigia e pacco sul cancellino dell villetta a schiera (giardino 20 mq) da cui me ne vado e arrivato a Bovolone (Vr) di notte rinviare al giorno dopo il viaggio di 200 km fra andatae ritorno.
Al mattino poi t'accorgi che non hai nemmeno il solito mini borsello dove dentro c'è tutto dalla patente alle prepagate e persino le chiavi di qualche pezzettino della casa colonica che mi ospiterà per un po' di anni. Casaccia in mezzo a un mare di piante di tabacco e un paio di kilometri di strade sterrate, con la civiltà dei capannoni lontana anche qualche kilometro. Rigorosamente in affitto, secondo abitudine.
Per fortuna le valige erano ancora lì, nonostante gli extra-comunitari dei vari colori che secondo alcuni invadono il bresciano. E anche il borsello c'era, dentro casa, posto su un di quei tanti cosi su cui si appende qualcosa.
Così leggendo un articolo de Le Scienze ho pensato di riportarlo qui, non fosse altro per prenotare in tempo quella finestra al decimo piano che impedirà a figli e nipotine/i di osservare l'implacabile dissolvimento di un individuo oltre a dover dipendere da una badante di cui non sarei neanche più capace di capirne la simpatia o anche solo la disponibilità umana e, perchè no, l'avvenenza. Quella che riempie gli occhi ed è come i fiori, non occorre necessariamente possederli.
Per una diagnosi precoce
Si tratta di un indice del rischio che si articola su una scala di 15 punti: le persone che ottengono 8 o più punti sono ad alto rischio di sviluppare demenza nei successivi sei anni
Un nuovo strumento individuare i soggetti ultrasessantacinquenni a maggior rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer è desritto sull'ultimo numero della rivista “Neurology”, organo dell'American Academy of Neurology.
"Questo nuovo indice potrebbe essere molto importante sia per la ricerca sia per le persone a rischio di sviluppare la patologia e per le loro famiglie”, ha commentato Deborah E. Barnes, ricercatrice dell' Università della California a San Francisco e membro del San Francisco Veterans Affairs Medical Center. "Il metodo potrebbe essere utilizzato per identificare alcuni segni di demenza precocemente, permettendo di cominciare per tempo il trattamento anche in soggetti che non mostrano ancora chiari segni di demenza, garantendo così un ausilio al mantenimento delle capacità di memoria e di elaborazione del pensiero e la conservazione di una qualità della vita soddisfacente.”
In definitiva, si tratta di un indice del rischio che si articola su una scala di 15 punti. Le persone che ottengono 8 o più punti sono ad alto rischio di sviluppare demenza nei successivi sei anni. Molti degli item sulla scala sono ben noti fattori di rischio per la malattia di Alzheimer, come l'età avanzata, bassi punteggi ottenuti nei test che misurano le competenze cognitive e un profilo genetico che predispone alla malattia.
Altri fattori, per contro, sono più sorprendenti: soggetti sottopeso, che non bevono alcol, che hanno subito interventi chirurgici di bypass coronarico, e ottengono bassi punteggi nei test fisici come abottonarsi una camicia, sono ritenuti infatti a maggior rischio di sviluppare demenza rispetto a soggetti che non hanno questi fattori di rischio.
Per sviluppare l'indice, i ricercatori del Cardiovascular Health Study hanno esaminato 3375 persone di età media pari a a 76 anni senza segni evidenti di demenza che sono state seguite per sei anni. Durante questo periodo, 480 soggetti – pari al 14 per cento del totale - hanno poi sviluppato demenza. Complessivamente, il 56 per cento di coloro che avevano totalizzato alti punteggi sull'indice ha poi sviluppato demenza, contro il 23 per cento di quelli con punteggi moderati e il 4 per cento di quelli che avevano ottenuto punteggi bassi. L'indice ha classificato in modo corretto l'88 per cento dei partecipanti. (fc)
Pensateci, gli anni corrono veloci!
e scopate in pace!
Non a caso è un francescano a riportare nel mondo cattolico la gioia di vivere in tutte le sue manifestazioni, compreso il momento più esplosivo e personale da vivere non tanto, o non solo, come imperativo procreativo ma come la realizzazione intima del CANTICO DEI CANTICI.
Del resto il fondatore del francescanesimo, sviluppatosi poi in varie direzioni, ha posto IL CANTICO DELLE CREATURE come il manifesto del suo messaggio profetico.
LONDRA. Avviso a tutte le coppie di cattolici praticanti: fate l’amore quanto e come volete, date sfogo alla fantasia e dateci dentro, non siate timorati e non vergognatevi. Dio è con voi. Non c’è proprio nulla da ridere o da scandalizzarsi, ci troviamo di fronte a un libro serissimo scritto dal padre francescano polacco Ksawery Knotz con il via libera della Chiesa di Varsavia. Il Guardian di Londra, con doveroso articolo in prima pagina, lo ha già battezzato: è il «Kama Sutra cattolico». Probabile che diventerà un best-seller, pare infatti che ci sia la coda degli editori europei per tradurlo. Chissà se arriverà anche in Italia.
E che regalo. Forse ci sarà chi storcerà il naso. Possibile che un frate riesca a disquisire così, lui casto e puro? Padre Ksawery non si è mica alzato una mattina e ha deciso di punto in bianco di scofessare un tabù. Ha ascoltato, ha parlato, ha raccolto le confessioni del suo gregge. E alla fine ha pensato che era venuto il momento di spiegare che il «sesso è divino», non diabolico. Che non bisogna averne paura, che non è peccato. Ha scritto un libro, benedetto dalle gerarchie polacche. E continuerà le prediche. Non in parrocchia. Ma sul web. Aprirà un sito internet dove potrà dare, a mariti pigri e mogli timorate, tutti i consigli del caso. No, non esiste solo «la posizione del francescano».
in fondo basta poco, una cuffia speciale con un po' di elettrodi, un pc adatto e, credo, qualche programma che trasformi quel che passa per il cervello in qualcosa di udibile o, si spera, di "espressibile".
il tutto trovato su L'Espresso, ma che molti di VOI certamente conosceranno già e che certamente non meraviglia neppure me, chimica, biochimica, fisica, onde tutte cose legate all'energia e, soprattutto, legate alle piccole energie quelle che nella biochimica ci consentono di essere quel che siamo.
e il resto del mondo con NOI perchè tutti interagiscono con quel che li circonda. Chissà fra un po' riusciremo anche a captare quel che si dicono fra loro le foglie d'insalata mentre stanno aspettando di essere raccolte e condite.