Più la Scienza affina i suoi strumenti di indagine più meraviglioso appare ogni più piccolo angolo di natura! Persino quella fastidiosa mosca che vi ronza attorno nei mesi estivi se solo vi togliete dal mondo ascettico e "confezionato", il termine "condizionato" non esprime tutta l'artificiosa essenza della situazione, è dotata di un apparato di osservazione e decisione ridotto al minimo di pezzi e al massimo del risultato.
Se lo confrontiamo con gli apparati complicati, e talvolta messi in crisi da una qualche oca o gabbiano volante, di un moderno velivolo pieno di accessori e segnalatori di "tutto", o quasi, i dispositivi della mosca in volo sono ben poca cosa.
Certo madre natura non parte da zero, si può appropriare di precedenti esperienze su altre creature senza dover pagare brevetti, e ha impiegato qualche miliardo di anni (luce?) per avviare l'inizio però, cavolo, che risultati!
e non cambia modello così per soddisfare la rete commerciale, ma solo se serve allo scopo.

La complessità delle connessioni fra pochi neuroni consente alla mosca, attraverso un efficiente "calcolo parallelo" un controllo perfetto dei suoi movimenti in volo.
Il cervello della mosca è formato da appena 250.000 cellule nervose e l'integrazione delle informazioni visive motorie - utili a controllare e correggere il volo - è assicurata da un'area di appena una sessantina di neuroni per ogni lato del cervello.
Proprio grazie al numero molto ridotto di neuroni, che pure permettono all'insetto un volo molto preciso, i ricercatori hanno potuto esaminare quest'area in grande dettaglio, suddividendola in sotto-aree che elaborano differenti schemi di movimenti: un gruppo di 10 cellule, chiamato VS, risponde per esempio ai movimenti rotazionali della mosca, ricevendo ciascuna di esse informazioni da una sottile striscia verticale di cellule situate nell'occhio, le cellule cosiddette del campo recettivo.
"L'aspetto più affascinante di queste cellule, è la complessità della rete delle loro connessioni, e in particolare il fatto che le cellule VS sono connesse a due differenti livelli", ha detto Alexander Borst, che ha diretto lo studio. Oltre all'input costituito dalle informazioni provenienti dall'occhio, ricevono quelle provenienti dai gruppi di cellule VS vicine, realizzando una complessa rete interattiva che i ricercatori hanno simulato al computer.
Il risultato è stato che ciascuna delle cellule di un'area VS possiede differenti campi recettivi, reagendo sia alle informazioni sensoriali dirette, sia a quelle delle unità vicine, tanto che il campo della visione della mosca è di fatto completamente coperto da ciascuna delle sei strisce di 10 cellule presenti nei due lati del cervello.
Magari fosse così anche per noi, sono più di 50 anni che parcheggio solo se c'è spazio per dieci e per immettermi da un incrocio mi viene il torcicollo a forza di guardare di qua e di là e rischio un collasso nervoso ogni volta!
Lei ottiene il suo risultato, la giustizia la arresterà per 24 ore, poi la metterà ai domiciliari e Lei potrà far crescere il figlio di un amore concluso, non per colpa Vostra, giudici, medici, papi, pretoni e pretonzoli e forse anche Ciccio Ferrara saranno contenti. A Maroni vedremo di spiegarlo.
e non pensi si FOTTANO, siamo già qualche milione a pensarlo.
Ha chiesto il prelievo del liquido seminale del marito in coma, per avere un bambino tramite la fecondazione assistita, ma l'ospedale non ha dato l'autorizzazione. È successo a Pavia, dove il 30 gennaio la Direzione Sanitaria del Policlinico San Matteo ha ricevuto la richiesta («effettuata verbalmente», precisa il nosocomio) della donna per prelevare il seme del marito 35enne, ricoverato in coma presso la Struttura Complessa di Rianimazione II. «Non essendo il paziente in grado di esprimere un valido consenso alla procedura - riferisce la Fondazione San Matteo - come richiesto dalla norma, la famiglia, in maniera autonoma, ha richiesto e ottenuto, da parte del Tribunale di Pavia, la nomina dell'amministratore di sostegno, nella figura del padre del paziente, finalizzato a decidere in merito al prelievo di liquido seminale.
La Direzione Sanitaria della Fondazione Policlinico San Matteo, alla quale quest'ultimo ha fatto richiesta per l'effettuazione della procedura, ha risposto che «la richiesta non poteva essere esaudita in quanto non finalizzata ad un trattamento diagnostico e/o terapeutico correlato alla gestione clinica del malato, ma si trattava di una richiesta personale da parte della signora» e che «il centro di procreazione assistita del San Matteo non è dotato delle attrezzature nè delle autorizzazione occorrenti alla conservazione del liquido seminale». Il nosocomio di Pavia, infatti, ribadisce che «la normativa italiana attualmente impedisce l'uso di liquido seminale per inseminazione in situazioni diverse da coppia eterosessuale con problemi di sterilità, in grado di esprimere un consenso valido». In questi ultimi giorni l'amministratore di sostegno ha contattato l'Azienda Ospedaliera di Padova per il relativo prelievo. «È questa struttura - conclude la Direzione Sanitaria della Fondazione San Matteo - che deve accettare di effettuare il prelievo e mettersi in contatto con noi per accedere nel Policlinico. Nessuna richiesta in questo senso è arrivata per ora a questa Fondazione».
Il Centro di crioconservazione dei gameti maschili dell'Azienda ospedaliera di Padova diretto dal prof. Carlo Foresta non ha chiuso la porta alla possibilità di accogliere la richiesta di Paola. Ma non ha ancora preso una decisione. Per ora ha dato solo la propria disponibilità ad approfondire il caso. Per consultare il Comitato di Bioetica e la direzione sanitaria aspetta una richiesta ufficiale dell'ospedale di Pavia e di poter esaminare tutta la documentazione. «A mia memoria, in Italia non ci sono precedenti - spiega il prof. Foresta - La signora ha fretta, ma si tratta di problematiche così delicate e difficili che hanno bisogno di un'attenta riflessione. Per ora ci siamo limitati a non avere un atteggiamento di chiusura pregiudiziale. Se arriverà una richiesta formale dall'ospedale che ha in carico il paziente studieremo attentemente il caso».
Prima che un gravissimo tumore al cervello lo devastasse , il marito della signora aveva progettato insieme a lei di avere un figlio, ma la malattia ha spezzato il loro sogno e anche la sua coscienza. Lui non è in grado di dare il suo consenso, di dire sì o no. È toccato al padre, nominato suo tutore, decidere. E ha detto sì: all'ipotesi di perdere il figlio e diventare nonno. Si è assunto la tremenda responsabilità di questa scelta a nome del figlio in coma, al quale i medici non danno più speranze.
«Dopo il tragico caso di Eluana Englaro non vogliamo rinfocolare polemiche su tematiche così complesse - sottolinea Foresta -. Quello che per ora posso dire è che la legge regionale prevede che al momento della raccolta del liquido seminale ci sia la volontà esplicita dell'interessato. In Italia inoltre è vietata la fecondazione con gameti di persone decedute - fa presente il direttore del Centro di crioconservazione -. Di qui la corsa contro il tempo della signora». E se dovesse morire dopo il prelievo del liquido seminale, ma prima dell'inizio delle procedure di fecondazione? «Sarebbe finita perchè dopo la morte è impossibile utilizzare i gameti: la legge lo proibisce».
Vede come è difficile? E se andasse all'estero? Forse lo dichiarerebbero figlio di N.N. o come si dice oggi? E che gliene importa a LEI, sarebbe sempre meglio che figlio di uno di quei signori, con e senza tonaca.
da Guido Ceronetti
“La ballata dell’angelo ferito”
di GUIDO CERONETTI
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Urlate urlate urlate urlate.
Non voglio lacrime. Urlate.
Idolo e vittima di opachi riti
Nutrita a forza in corpo che giace
Io Eluana grido per non darvi pace
Diciassette di coma che m’impietra
Gli anni di stupro mio che non ha fine.
Una marea di sangue repentina
Angelica mi venne e fu menzogna
Resto attaccata alla loro vergogna
Ero troppo felice? Mi ha ghermita
Triste fato una notte e non finita.
Gloria a te Medicina che mi hai rinata
Da naso a stomaco una sonda ficcata
Priva di morte e orfana di vita
Ho bussato alla porta del Gran Prete
Benedetto: Santità fammi morire!
Il papa è immerso in teologica fumata
Mi ha detto da una finestra un Cardinale
Bevi il tuo calice finché sia secco
Ti saluta Sua Santità con tanto affetto
Ho bussato alla porta del Dalai Lama.
Tu il Riverito dai gioghi tibetani
Tu che il male conosci e l’oppressura
Accendimi Nirvana e i tubi oscura
Ma gli occhi abbassa muto il Dalai Lama
Ho bussato alla porta del Tribunale
E il Giudice mi ha detto sei prosciolta
La legge oggi ti libera ma tu domani
Andrai tra di altri giudici le mani.
Iniquità che predichi io gemo senza gola
Bandiera persa qui nel gelo sola
Ho bussato alla porta del Signore
Se tu ci sei e vedi non mi abbandonare
Chiamami in cielo o dove mai ti pare
Soffia questa candela d’innocente
Ma il Signore non dice e non fa niente
Ho bussato alla porta del padre mio
Lui sì risponde! Figlia ti so capire
Dolcissimo io vorrei darti morire
Ma c’è una bieca Italia di congiura
Che mi sentenzia che non è natura
E il mio papà piangeva da fontana
Me tra ganasce di sorte puttana.
Cittadini, di tanta inferta offesa
Venga alla vostra bocca il sale amaro.
Pensate a me Eluana Englaro.
AUMENTANDO I CONTROLLI calano quelli oltre i limiti per l'alcol, e non solo, almeno a Torino.
E calano anche gli incidenti! Cose dell'altro mondo, signora mia!
un mondo, fatti, ancora fin troppo presenti dalle nostre parti di occidentali, cristiani e spesso sinistri evoluti.
non credo servano commenti, se non l'osservazione che di questo non avevo letto niente nei giornali che "fanno opinione". Una nuova tendenza del rinnovato LIBERAZIONE?
se è questo il motivo, la necessità del cambio di direttore veniva da molto lontano.