non è il titolo di un film, è un'idea all'avanguardia del vicesindaco che evidentemente vuol eliminare il servizio e incrementare gli incassi di bar e consimili. Che strano, qualche settimana fa, in Austria, incontravo dei cartelli vistosi che mi spedivano alla toilette almeno qualche centinaio di metri prima. Gratis.
e pensare che nell'antica Roma conquistare l'appalto dei "pisciatoi" era una vittoria economica non da poco.
gli appaltatori erano i tintori che in questo modo ottenevano l'ammoniaca necessaria a sviluppare i colori per tingere le tuniche ed accessori.
O magari, come succedeva anche prima, approfittare della prima calle a disposizione.
Speriamo, per i vecchietti come me, nello sconto pannoloni di farmacie e sanitarie.
Gli esperti si sono riuniti, hanno valutato, hanno forse concluso. Io spero che poi tutto non si risolva con la "medicalizzazione" del sistema del cosiddetto "recupero".
Ma che ne vuoi sapere tu, che sei un chimico?
Già che ne posso sapere io... Eppure basta conoscere, amicalmente e dico amicalmente perchè si è più rilassati, più spontanei, meno "professionali", degli "operatori" (che brutto termine!) della scuola di base. Non la materna, tutto sommato spesso alla teoria si abbina il buon senso, ma il primo ciclo, così si diceva un tempo, della scuola un tempo elementare.
E mi riferisco a quella perchè lì entrano in funzione da subito i misuratori, quegli impossibili voti tra i primini quando le differenze sono abissali, quando i mesi di differenza, le diverse provenienze, le diverse tipologie famigliari sono tutti fattori che pesano.
E quando, ormai lo si sa, quel 8/9 %sono 1/2/3 bambini per classe con tutte le sfumature di problemi. E accade che i più fortunati sian proprio i casi più gravi, così i gruppi di lavoro, gli "esperti", sanno come intervenire: scaricado il tutto sugli insegnanti d'appoggio. Per gli altri nasce la bagarre tra i genitori con l'ossessione del risultato e della velocità di apprendimento, ovviamente rallentata da quelli con "problemi".
Di tutte le soluzioni prospettate forse la risolutiva sarebbe quella delle "città del sorriso"! Peccato che tutto gli sia contro, dalla urbanistica esistente, alla scomparsa del circuito di cortile, di strada, di quartiere. A testimoniarlo sono quelli falciati sulle strisce pedonali, i semafori (Milano, ma non solo) spesso spenti per non rallentare il traffico, l'ossessività degli orari.
Certo sono ricordi di un vecchio, cresciuto nella civiltà del cortile di un quartiere di case popolari all'etrema periferia di Ravenna. Città allora estremamente povera. E con una madre casalinga, questa però alle prese con il dopo sbornia (non etilico) del fascismo e della guerra.
Eppure ancora la generazione dei miei figli (1965-70) è cresciuta meglio, ma si cominciava a cambiare. C'erano già problemi di condominio, i genitori erano giovani ma c'erano già i primi pensionati "proprietari" che non sopportavano i disturbi dei bimbi.
Una ipotesi di fare un unicum di verde condominiale (lo spazio verde comune raddopiava a quasi 3000 mq) portò immediatamente alla costruzione di un muretto con sopra una bella inferriata per evitare commistioni e provocando immediatamente le premesse per la guerra per bande fra i due civici. Fra adulti, prima che fra i bimbi.
Ed era una bella zona, tutta di bravi impiegati, insegnanti, con un giusto rapporto fra cemento e verde come si usava a Bologna. E una discreta presenza di giovani adulti DEMOCRATICI, visto che era una zona di cooperative di parte BIANCA (nel senso di DC, PRI, PSDI e un po' di FASCIO).
Già, già allora gli allevamenti si costruivano con l'etichetta, anche se c'eran sempre degli abusivi, dei contigui. I ROSSI avevano le aree e non i soldi dalle Banche locali, i Bianchi avevano il contrario e ogni tanto facevano un armistizio a livello Comune.
Il Comune mollava le licenze, da Roma arrivavano i soldi per i mutui.
MILANO - Ansia, depressione, iperattività patologica, anoressia, disturbo ossessivo. In Italia quasi un bambino su 10 fra gli 11 e i 14 anni soffre di un disagio mentale. A lanciare l'allarme sono gli esperti dell'Irccs Eugenio Medea di Lecco, che hanno promosso e coordinato il primo studio epidemiologico italiano realizzato per valutare la diffusione delle patologie psichiche nei pre-adolescenti delle zone urbane. Una ricerca presentata mercoledì 21 gennaio a Milano, con il lancio di una task force interdisciplinare dedicata alla salute mentale dei più piccoli.
I dati, in corso di pubblicazione sulla rivista «European Child and Adolescent Psychiatry», sono stati raccolti con la collaborazione di 7 strutture italiane, su un campione di 3.418 ragazzi reclutati sia nelle metropoli che in città medio-piccole. Milano, Roma, Lecco, Pisa, Rimini, Cagliari, Conegliano Veneto i centri coinvolti nella ricerca, iniziata 4 anni fa e chiusa nel 2007. I dati raccolti indicano che l'8,2% degli 11-14enni mostra segnali riconducibili a disturbi mentali clinicamente. Se si aggiungono i casi di disagio emozionale (che non sempre sfociano in un disturbo clinico conclamato), la percentuale sale a 9,8%.
«POCHI QUELLI INTERCETTATI» - «La preoccupazione non è dovuta a numeri da record», rassicura Massimo Molteni, responsabile dell'Unità di neuroriabilitazione e servizio di psicologia dell'educazione nel polo di Bosisio Parini dell'Irccs Medea. «L'Italia rispetto al resto del mondo si colloca nelle posizioni basse della classifica, ma qui riscontriamo la difficoltà di intervento. Sappiamo che la sofferenza nei bambini è in aumento. Con il calo demografico che incombe, ci sembra doveroso riuscire a preservare quanti più bimbi possibile». Molteni incalza: «La situazione è preoccupante. Anche in una delle Regioni più avanzate come la Lombardia, che ha approvato una delibera sui servizi di psichiatria infantile e ha un sistema che funziona, si riesce a intercettare solo il 5% dei casi».
LA TASK FORCE - Con questo spirito a Milano una sessantina di professionisti (medici, psichiatri, psicologi e pediatri, ma anche avvocati, notai, ingegneri, politici, industriali, esperti informatici, sportivi) hanno deciso di dare vita a un piano strategico. Gli obiettivi sono: promuovere ricerche epidemiologiche per calibrare gli interventi, battere la strada della prevenzione stimolando servizi che seguano i minori nel loro percorso di crescita, dare vita a una «città del sorriso.
non mi stancherò mai di ricorrere ad esempi apparentemente banali. Questo è un altro di quegli esempi, in particolare alla fine, là dove si parla degli esperimenti di una "ragazzina", semplici come tutti gli esperimenti solo che si abbia voglia di sapere se c'è una risposta.
NON sarà una memoria da elefanti, ma sicuramente non dura pochi secondi. E' una ricerca di un'università israeliana a sfatare la credenza popolare secondo la quale la memoria dei pesci duri solo una manciata di secondi. Gli scienziati dell'Institute of Technology Technion, di Haifa, hanno, infatti, dimostrato, con un semplice esperimento, che questa può arrivare sino a cinque mesi. Una ricerca che offre anche importanti prospettive relative ad una nuova modalità di allevamento per questo genere di vertebrati.
I ricercatori israeliani hanno preso un gruppo di pesci e li hanno allenati, all'interno della loro struttura, ad associare uno specifico suono al momento in cui ricevono il mangime. Dopo circa un mese di training, li hanno rilasciati in mare aperto. Passati altri quattro mesi, agli stessi pesci è stato fatto risentire il suono associato al cibo: con grande stupore degli scienziati, tutti gli esemplari hanno fatto ritorno nel punto in cui avrebbero ricevuto il loro mangime. Un risultato importante, viene fatto notare dall'università, che potrebbe aprire nuovi orizzonti nell'allevamento ittico praticato nelle zone costiere. Oggi, infatti, si usano spesso delle gabbie, posizionate sott'acqua. "Un metodo diffuso in gran parte del mondo - spiega l'università - anche se è dispendioso, sia per quanto riguarda l'acquisto delle stesse gabbie, che per il costo del lavoro delle persone che le devono monitorare, e, soprattutto, devono dar da mangiare agli animali. Un metodo controverso dal punto di vista dell'inquinamento generato dai pesci, sotto forma di azoto".
Così controverso che in alcune zone costiere questo genere di allevamento è vietato. "Lo scopo della nostra ricerca era quello di offrire una valida alternativa alle gabbie: far crescere i pesci in mare aperto, senza danneggiare l'ambiente e, soprattutto, in modo da non far fuggire questi animali". Adesso, infatti, basterà allenare i pesci a riconoscere un determinato suono, per poi farli tornare indietro, quando saranno pronti per essere catturati e immessi sul mercato per la vendita. "Tra l'altro questo metodo è molto più economico - dicono i ricercatori, Boaz Zion, Ilan Karplus e Assaf Barki - perché il nutrimento viene reperito in maniera naturale dai pesci stessi".
Già lo scorso anno, una studentessa australiana di 15 anni, Rory Stokes, aveva condotto un esperimento, che aveva permesso di dimostrare che la memoria dei pesci rossi durava fino ad una settimana. La ragazza aveva acceso ogni giorno un piccolo faro lampeggiante nella vaschetta, e subito dopo aveva sparso il mangime attorno al faro. Misurando il tempo che i pesciolini impiegavano a raggiungere il cibo, Rory si era accorta che i suoi animali avevano imparato ad associare la luce alla presenza di cibo, e presto il tempo impiegato per arrivare al faro era passato da un minuto a pochi secondi. Successivamente, la ragazza aveva rimosso per sei giorni il faro dalla vaschetta; quando, il settimo giorno, lo aveva riposizionato al suo interno e lo aveva riacceso, i pesci rossi non avevano esitato a nuotare in quella direzione e a raggiungere la "fonte di cibo".
FACILE, VERO? dopo, lo è sempre!
c'è chi sostiene che si è trattato "solo" di una rapina collegiale, c'è chi incolpa una deriva inevitabile del capitalismo, io sono fra quelli che ritiene che quando ci sono coglioni a milioni l'odore dei soldi provoca desideri e iniziative adeguate per farli fessi.

e invece no, è tutta colpa del demonio che volando volando e organizzando le legioni di addetti (chi non ricorda la risposta alla domanda "come ti chiami" e fu "legione"?) ha suggerito azioni ed operazioni a cui mai avrebbero pensato.

peccato che la Chiesa di oggi creda poco a Satana e agli inevitabili annessi e connessi, altrimenti potremmo riunire tutti i governatori di Banche Nazionali assieme agli AD delle principali banche e multinazionali per ripulirne i loro animi e poi, raccogliendo i loro vomiti d'esorcizzo, tramite combustione provvedere a ripulire il mondo e ripartire certi che per almeno un po' anche i coglioni avidi saranno protetti.
e noi, coglioni qualunque, potremmo dormire tranquilli almeno fino a quando morte non ci coglierà benevola così da riposare finalmente in eterno e in pace.
