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Un vecchio signore che non ha nessuna voglia di andare in pensione mentale ma che può finalmente scegliere orari tempi e colleghi.

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domenica, 27 aprile 2008

sa tanto di ritorno al passato, magari nel microchip del passaporto, opportunamente criptato, qualche bollino "speciale" che autentica origine razziale e tutto il resto, compreso se avviene nella postura del missionario o in modi meno ortodossi!


Passi per nome, cognome e nazionalità. Passi, volendo, anche per le impronte digitali. Ma il motivo per cui, in futuro, le autorità statunitensi potranno scoprire persino l'orientamento e le pratiche sessuali dei tedeschi sospettati di terrorismo resta un mistero. Fatto sta che l'autorizzazione a conoscere la vita intima dei cittadini è arrivata direttamente dal governo di Berlino, nel più completo silenzio. L’ 11 marzo i ministri degli Interni e della Giustizia, Wolfgang Schäuble e Brigitte Zypries, hanno firmato con i colleghi statunitensi per la Sicurezza nazionale e per la Giustizia, Michael Chertoff e Michael Mukasey, un accordo per la lotta al terrorismo.

L'intesa, che consente ai due Paesi uno scambio più rapido di informazioni sensibili, tra cui i profili del Dna dei sospetti, contiene alcuni passaggi rimasti finora segreti. Come l'articolo 12. Anche i dati personali relativi a «razza o provenienza etnica, opinioni politiche, religiose o altre convinzioni», come pure quelli riguardanti «appartenenza sindacale, stato di salute o vita sessuale» potranno essere scambiati, «se rilevanti ai fini dell'accordo», si legge nel testo. Non è chiaro come Berlino possa ricostruire i profili sessuali dei suoi cittadini né in che misura tali dettagli possano aiutare a combattere il terrorismo internazionale.
***
e poi con il microchip non servono neppure i KAPO', si apre solo la porta giusta e con le piste mobili subito a destinazione!

postato da: bkrema alle ore 08:21 | link | commenti
categorie: politica, potere
martedì, 22 aprile 2008

tempo, attenzione, tecnologia, curiosità, desiderio di conoscere come eravamo, come saremo, quale è la storia dell'Universo, tutto questo dietro ai viaggi spaziali, anche per sapere, se mai saremo troppi dove andare...

Mi vien da pensare a un gruppo di cellule del pollicione del piede sinistro che han saputo, chissà se vero, che i loro traumi imprevedibili dipendono dal cattivo funzionamnto del pianeta "occhio". Allora hanno spedito un virus informativo che tornerà fra qualche centinaia di repliche, sue, con nel DNA spiegazioni proprio su questo "occhio" (sempre che lo trovino) che con il suo cattivo funzionamento provoca lo sbucciamento  dell suddetto pollicone.

Saturno, due anni di indagini supplementari di Piero Bianucci.

La Nasa e l’ESA, Agenzia spaziale europea, hanno deciso di prolungare di due anni la missione Cassini-Huygens impegnata nell’esplorazione del sistema di Saturno: pianeta, anelli, satelliti. Secondo i piani la sonda “Cassini” avrebbe dovuto concludere il suo lavoro tra pochi mesi, nel luglio 2008. Sarebbe stato comunque uno dei maggiori successi dell’esplorazione spaziale: “Huygens”, la sonda europea, è scesa felicemente sul satellite Titano, una prima ssoluta; e “Cassini” ha rivoluzionato le conoscenze sul pianeta degli anelli, e soprattutto sulle sue lune.

Il prolungamento della missione prevede 60 nuove orbite intorno a Saturno. Ciò permetterà di sorvolare Titano per ventisei volte, Encelado per sette volte, e per una volta Rhea, Dione e Helene. La nuova pianificazione include inoltre lo studio degli anelli di Saturno, della sua complessa magnetosfera e del pianeta stesso.

Il satellite Encelado ha riservato una sorpresa particolarmente interessante e tale da richiedere un approfondimento delle osservazioni: sulla base dei dati forniti da “Cassini”, gli scienziati ritengono che sotto la sua superficie possa esserci acqua liquida. Questa piccola luna, solo un decimo di Titano e un settimo delle dimensioni della Luna terrestre, è una delle principali priorità dei prossimi due anni di missione.

L’osservazione diretta e poi ravvicinata di Titano ha tolto un velo a ciò forse fu la Terra prima dell’evolversi della vita. Titano ha laghi e fiumi di metano liquido, canali, dune, pioggia, neve, nuvole, montagne e probabilmente vulcani.

A più di dieci anni dall’inizio della sua missione la sonda Cassini è ancora in ottime condizioni, e ha abbastanza propellente per affrontare la nuova fase della missione.

Lanciata il 15 ottobre 1997 dalla base USA di Cape Canaveral, la sonda “Cassini” ha raggiunto Saturno dopo sette anni di viaggio durante i quali ha percorso oltre tre miliardi e mezzo di chilometri.

Al decollo dalla Florida, «Cassini-Huygens» fu una delle più grandi, complesse e costose sonde spaziali mai costruite: sei tonnellate il suo peso, più di tre miliardi di dollari l’investimento complessivo, 12 strumenti a bordo più altri sei sulla sonda-figlia che scenderà su Titano, tre generatori nucleari a radioisotopi. L’itinerario che ha portato «Cassini» in prossimità della sua meta è stato necessariamente tortuoso. Poiché non era disponibile nessun razzo in grado di lanciare un oggetto di sei tonnellate verso l’esterno del sistema solare, «Cassini» è partita verso l’interno, in direzione di Venere. Per due volte ha sfiorato questo pianeta, ricevendone una spinta gravitazionale che l’ha ulteriormente accelerata, poi ha fatto la stessa manovra con la Terra, e infine con Giove.

Tra il 2004 e il 2008 “Cassini” ha percorso 74 orbite attorno a Saturno, modificando la propria traiettoria in modo da compiere 44 sorvoli ravvicinati dei satelliti principali. Una impresa che ha richiesto la collaborazione di tre agenzie spaziali: la Nasa per la «Cassini», l’Esa (Agenzia Spaziale Europea) per «Huygens» e l’Asi (Agenzia Spaziale Italiana) per il radar che mapperà la superficie di Titano penetrando la spessa coperta di nubi che la nasconde alla nostra vista. Sono 17 i paesi che hanno contribuito agli strumenti di bordo.

Saturno è uno dei pianeti più intriganti. Il suo diametro supera i 120 mila chilometri. Per dimensioni è al secondo posto, dopo Giove e prima di Urano e Nettuno. Ma è stranamente leggero. La sua densità è inferiore a quella dell’acqua: se si potesse gettarlo in una piscina sufficientemente grande, galleggerebbe come un tappo di sughero.

Pur con una densità media di appena 0,71 grammi per centimetro cubo, la sua massa è 95 volte quella della Terra. Ruota su se stesso velocemente, in 10 ore, 39 minuti e 22 secondi. Questo fatto, combinato con la bassa densità, ne ha determinato la forma fortemente schiacciata ai poli. Undici volte più lontano dal Sole della Terra, impiega 29 anni e mezzo a compiere un giro intorno al Sole: come dire che in una vita umana stanno - ad essere fortunati - tre anni di Saturno.

Pensiamoci, in queste sere, quando lo vediamo splendere vicino a Regulus, il “piccolo re”, nella costellazione del Leone. Ve lo dice uno che sta vivendo il suo terzo anno saturniano.

I 12 strumenti di «Cassini» sono progettati per compiere 27 diverse ricerche. La telecamera rivela particolari piccolissimi: è in grado di mostrare una moneta di un euro a 4 chilometri di distanza. Lo spettrometro del plasma misura l’energia e la carica elettrica delle particelle subatomiche (elettroni e protoni) che incontra intorno a Saturno. Un rivelatore di polvere interplanetaria analizza questi minuscoli detriti, fini come il fumo di una sigaretta (tra l’altro, fu proprio Cassini a osservare per primo il riflesso della luce solare da parte della polvere interplanetaria che dà origine alla «luce zodiacale»). Uno spettrometro infrarosso misura l’emissione termica degli anelli e dell’atmosfera di Saturno. Il magnetometro traccia la forma tridimensionale del campo magnetico di Saturno, che dà luogo a splendide aurore polari alle alte latitudini del pianeta. Il radar, che è il contributo specifico dell’Agenzia spaziale italiana, disegnando la mappa di Titano, ha svelato canyon e altre strutture nascoste dall’atmosfera, come già si è fatto per il pianeta Venere.

postato da: bkrema alle ore 03:03 | link | commenti
categorie: cultura, politica, viaggio, scienza, umanitĂ 
domenica, 20 aprile 2008

PIPPA BACCA, una vita insolita

Vi sono fatti e comportamenti che non sempre si comprendono, o i "normali", come me, non riescono sempre a comprendere. Sono comportamenti che amiamo definire "folli" e che vanno ovviamente rispettati, visto che nascono dall'innocenza e dal desiderio di amore e pace.

Ed è una "follia", a volte, che ha illustri precedenti e nel caso di PIPPA BACCA il riferimento più immediato è alla "follia" di frate Francesco, e dei suoi fraticelli, alla corte del Sultano d'Egitto.

L'ultimo saluto a Pippa Bacca, una festa conclude il funerale
L'addio all'artista milanese ha visto la partecipazione di centinaia di persone tra cui il sindaco Moratti e il ministro Pollastrini
MILANO
Si sono conclusi con una festa sul sagrato antistante la chiesa di San Simpliciano nel quartiere Brera di Milano i funerali di Giuseppina Pasqualino di Marineo, in arte Pippa Bacca, assassinata in Turchia il 12 aprile scorso.

Alle esequie hanno partecipato oltre un migliaio di persone, soprattutto giovani, oltre al sindaco di Milano, Letizia Moratti, al console turco, al ministro Barbara Pollastrini e l’esponente di Alleanza nazionale Ignazio La Russa. «Chiedo a tutti di difendere e testimoniare da oggi nella vostra vita di tutti i giorni - ha affermato nel suo ricordo durante la cerimonia la madre di Pippa, Elena Manzoni - l’apertura e l’amicizia verso gli altri che ha testimoniato mia figlia. Dunque non è finita qua, rispettiamo ora - ha concluso la madre - l’impegno a vivere come Pippa ci ha insegnato».

La bara è sfilata tra la grande folla assiepata sul sagrato tra tantissimi palloncini verdi e diversi canzoni che seguivano le melodie scandite dai brani musicali interpretati dalla «Banda degli ottoni». Il verde, colore preferito da Pippa Bacca, è un pò ovunque e ha caratterizzato, come aveva richiesto la famiglia, l’intera cerimonia funebre. All’uscita dalla chiesa il sindaco Moratti è stato avvicinata da alcune signore turche che le hanno spiegato la loro «vergogna» per l’omicidio della 33enne artista milanese, invitando la popolazione milanese a «non odiarci». «Settanta milioni di turchi - hanno concluso le donne - in questo momento provano grande vergogna». A loro il sindaco ha replicato: «Non vergognatevi, c’è violenza in qualsiasi parte del mondo».

Pollastrini e Moratti hanno definito Pippa Bacca «una donna straordinaria, un simbolo che indica la strada». In merito al discorso sulla sicurezza, i due esponenti politici hanno spiegato che non va confusa con «la ricerca del dialogo e il confronto quotidiano con le altre culture». Il primo cittadino ha infine sottolineato come i «localismi impediscono l’apertura nei confronti degli altri» e chi ha responsabilità «deve garantire per tutti una vita serena e sicura, proprio per garantire la libertà di aprirsi agli altri».
***
Per i curiosi, vi è una interessante photogallery, come si usa dire, di cui riporto un esempio. Mi ricorda tanto i passato, quando finite le cerimonie nel cimitero trestino di S.Anna poi si andava a festeggiare la nuova vita del defunto in qualche vicina osteria, secondo una visione meno funerea tipica di un certo cattolicesimo.
PS:mi ha molto colpito il testo e i commenti che lascio giudicare a voi di un gruppo di brave "ragazze" che forse inebriate dal potersi permettere, non so a che prezzo, del meglio della pochezza ITALIAN STYLE, si sono abbandonate a frasi e commenti molto insoliti anche nei loro blog.
E sto usando un eufemismo!
postato da: bkrema alle ore 06:46 | link | commenti (2)
categorie: cultura, politica, vita, religioni, umanitĂ 
venerdì, 18 aprile 2008

Omino bianco, negli USA sei solo uno dei tanti...

L'omino bianco è andato a fare atto di scusa e di sottomissione alla giustizia e alla Società USA. Quella Società che, erede della democrazia britannica, non è succube di papi, di pope e di santoni e li accetta e li glorifica finchè non tralignano.

In Europa, quella cattolica italiana specialmente, non ha bisogno di far questo: qui si muove quanto e quando vuole. Secoli di non rispetto del singolo individuo ha da sempre sanamente educato questo popolo italiota.

Ma, tornando al viaggio in terra americana, mi hanno molto divertito alcuni passaggi delle considerazioni fatte da mister B 16, ancora euforico e carico dopo aver avuto l'ebbrezza e l'onore di essere accolto nel regno personale del BUSH (a quando un ricevimento nella villona sarda, luogo diletto per i potenti? magari nella sua prossima visita in Sardegna, già così enfatizzata).

MITO USA - Elogiato il mito dell'America come terra di libertà e opportunità, il Papa ha però esortato a non dimenticare le «ingiustizie» compiute dai colonizzatori nei confronti degli indiani e nel commercio degli schiavi dall'Africa. «Gli americani sono sempre stati un popolo della speranza: i vostri antenati sono venuti in questo Paese con l'aspettativa di trovare una nuova libertà e nuove opportunità, mentre la vastità del territorio inesplorato ispirava loro la speranza di essere capaci di cominciare completamente da capo creando una nuova nazione su nuovi fondamenti. Certo questa attesa non è stata l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese: basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e da quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi».

E l'altro interessante passaggio

ISPANICI - Il Papa ha infine salutato in spagnolo i fedeli di origine latinoamericana presenti in gran numero. «La Chiesa negli Stati Uniti, accogliendo nel suo grembo tanti suoi figli emigranti, è andata crescendo grazie anche alla vitalità della testimonianza di fede dei fedeli di lingua spagnola - ha detto Benedetto XVI -. Solo se rimarrete uniti a Cristo e tra di voi, la vostra testimonianza evangelizzatrice sarà credibile e si esprimerà in copiosi frutti di pace e di riconciliazione in mezzo a un mondo molte volte segnato da divisioni e scontri. La Chiesa attende molto da voi. Non la deludete nel vostro generoso impegno».

Con il primo l'Omino bianco ha dato un calcio negli stinchi a inglesi, olandesi e simili, cristiani ma protestanti, con il secondo ha richiamato all'ordine e all'obbedienza quell'America del Sud conquistata, dominata, schiavizzata proprio da quel mondo di coquistadores cattolici così ovviamente ignorati.

Se li avesse guardati bene, con i suoi occhietti austro-tedeschi, avrebbe visto facce segnate dal DNA autoctono e che in qualche modo, solo adesso attraverso e in mezzo a tragedie ed anche errori politici, cominciano finalmente a capire che nelle loro origini c'era anche tanta dignità di popoli non bianchi, non spagnoli, non cattolici.

A ben guardare, appesi in quella croce che gesuiti e cappellani dei conquistadores alzavano c'erano proprio i loro antenati e questo Omino bianco cercava di fregarli un'altra volta! 

per le restanti parti rimando agli articoli inginocchiati apparsi nei nostri grandi quotidiani a partire da questo.  

postato da: bkrema alle ore 04:46 | link | commenti
categorie: cultura, politica, cronaca, religioni, giudici, santa madre
domenica, 13 aprile 2008

eppure c'è chi riesce a trasmettere voglia di vivere

nei blog, di solito, abbondano tristezza e noia di vivere, ma non tutti sono così, per questo mi permetto di senalarvi questo

Spesso mi si chiede come faccio ad essere sempre così energico, sorridente e felice. Innanzitutto vorrei precisare che non è, che io non sia mai stanco, triste ed infelice, ma quando sto giù cerco di darmi una mossa/scossa, per reagire a quella sensazione di stanchezza, tristezza ed infelicità che mi prende...

Basta veramente poco per essere sempre in forma caratterialmente e di conseguenza fisicamente.

Il concetto essenziale, principale, fondamentale, è che basta rendersi conto ed essere felici per tutte le esperienze buone che ci capitano quotidianamente... inoltre trasformare quelle negative in energia buona per affrontare nel migliore modo possibile i momenti buoi che si presentano.

Qualsiasi difficoltà che si incontri, chiediamoci innanzitutto se c'è una soluzione oppure no, se non c'è una soluzione è inutile starci male, bisogna quanto prima ritrovare la serenità ricordandosi che la vita va avanti...

Se c'è una soluzione invece, bisogna quanto prima ritrovare la serenità per far si che si riesce ad applicare la soluzione e vivere sereni e felici...

questo almeno è quello che provo io e cerco di trasmettere agli altri.

Il desiderio di vivere serenamente, deve farci superare tutti i momenti sconfortanti.

Ricordatevi di vivere che è fantastico e non di sopravvivere che è deprimente!

Vi spedisco un abbraccio pieno di energia positiva, felicità e serenità.

Buona vita!

Nessuna difficoltà è insormontabile (solo alla morte non c'è soluzione)...

quindi nei momenti di crisi soprattutto bisogna rimboccarsi le maniche ed essere ancora più forti, più energici, più carichi di quanto va tutto bene.

Un mega sorriso, Manoli.

postato da: Manoli alle ore 13:09 | Permalink | commenti (57)
postato da: bkrema alle ore 02:35 | link | commenti
categorie: italia, politica, vita, umanitĂ 
giovedì, 10 aprile 2008

uno sguardo sul '400 toscano

Il mondo cambia, ma la struttura fondamentale non poi tanto. Ricchezza e potere son sempre gli strumenti iù forti.

Uno studio sulla situazione "anagrafica" di Leonardo scopre un tassello che a noi, poveri qualsiasi di spirito di potere e di ricchezza oltreche di cultura specifica, possono apparire inaspettati.

Il notaio Ser Piero da Vinci "ereditò" la schiava di un amico. Da quella schiava sarebbe nato il grande genio fiorentino

Figlio di una schiava, ma sempre genio. Parliamo di Leonardo Da Vinci e della tesi sulle sue origini, raccolta da alcuni studiosi. Vanni di Niccolò di Ser Vanni, banchiere fiorentino e anche usuraio, vissuto nel ’400, cambiò il suo testamento nel giro di due mesi e lasciò la sua casa di via Ghibellina, nel quartiere di Santa Croce, in usufrutto alla moglie Agnola fino alla morte: dopo la casa sarebbe andata al notaio Ser Piero da Vinci, suo esecutore testamentario e anche amico. Nel frattempo, il testamento destinava a Ser Piero la schiava di Ser Vanni, Caterina, e da lei sarebbe nato Leonardo. La storia è raccontata nel libro «La madre di Leonardo era una schiava?», di Francesco Cianchi, presentato stamani al museo del Bigallo di Firenze insieme al volume «Per la genealogia di Leonardo», di Elisabetta Ulivi.

Notare l'incipit dell'articolo del Corriere: Figlio di una schiava, ma sempre genio.

Quel MA SEMPRE dice più di un sogghigno.

LA TESI. E’ quanto emerge da documenti inediti raccolti in due nuovi volumi a cura di Agnese Sabato e Alessandro Vezzosi, direttore del museo Ideale di Vinci dedicato all’artista fiorentino, che avvalorano ipotesi emerse già alcuni anni fa. Il libro “La madre di Leonardo era una schiava?” di Francesco Cianchi, racconta la storia di una certa “Caterina sclava”, a oggi la più probabile donna madre di Leonardo. Nel secondo libro, di Elisabetta Ulivi, dal titolo “Per la genealogia di Leonardo”, si aggiorna invece l’albero genealogico dell’artista: secondo quanto emerge, Leonardo aveva in totale 21 fratelli e viene scoperta per la prima volta l’esistenza di altri due fratellastri. Con loro Leonardo ebbe vivaci rapporti, anche legati a questioni di eredità.

SCHIAVI. «Parlare di schiavi a Firenze nel ’400 - hanno spiegato Sabato e Vezzosi - sembra quasi un’eresia, ma in realtà erano molte le famiglie di notabili e benestanti che compravano donne dall’est Europa o dal Medio Oriente. Le giovani venivano poi ribattezzate, e i nomi più comuni erano Maria, Marta e anche Caterina». Come appurato dai documenti, Ser Piero va a vivere nella casa di via Ghibellina nel 1480, tre anni dopo la morte di Ser Vanni, mentre Caterina segue il figlio a Milano. Nel frattempo il padre si era sposato quattro volte e aveva avuto numerosi figli. Il libro di Ulivi, grazie alla consultazione di nuovi documenti compresi registri battesimali di Santa Maria del Fiore, scopre anche due nuovi fratellastri. Fratelli e sorelle avevano avuto rapporti con Leonardo, figlio illegittimo, e anche tensioni per motivi di eredità visto che lo zio di Leonardo, Francesco, fratello di Ser Piero, aveva lasciato a lui molti dei suoi beni. «Molti viaggi di Leonardo - ha detto Vezzosi - erano dovuti proprio alle tensioni familiari». Quel che emerge nel complesso, dunque, è «una famiglia allargata - ha continuato Vezzosi - e i nuovi documenti svelano anche molto della vita e dei luoghi fiorentini del tempo».
***
Complicate storie di qualche secolo fa, chissà chi era Papa, Vescovo, Cardinale o semplicemente parroco allora. O forse no,
in fondo anche adesso divorziati, concubini, e simili, quando sono potenti o utili alla Chiesa, hanno sempre un trattamento che nasce dalla umana comprensione. La rigidità è per il VOLGO. 

postato da: bkrema alle ore 00:41 | link | commenti (2)
categorie: cultura, italia, politica, arte, storia, umanitĂ , potere
venerdì, 04 aprile 2008

LIBERA INGHILTERRA

nudi in piscina, allora sì che si inquina...

Non entro nel merito del fatto, cioè se sia eticamente o commercialmente corretto consentire ad alcuni di nuotare nudi in piscina, sia pure in un momento esclusivo come ore e persone, e a tutti gli altri no.

E' però molto scientifico sostenere che nudi si inquina o si è più contagiosi con gli slip o senza. E' proprio vero, siamo nel 2008, la scienza ogni giorno raggiunge risultati inimmaginabili ma nel pensiero che corre nei cervelli della maggioranza siamo ancora nel mondo magico degi influssi misteriosi.

Se questo succede in Inghilterra, figuriamoci nella patria di Padre PIO e dei miracoli napoletani del SANTO per antonomasia, San GENNARO, appunto.

LONDRA - Ad un gruppo naturista-omosessuale è stata concessa l'autorizzazione a nuotare nudi in una piscina comunale di Manchester. E subito è esplosa la polemica. Un nutrito gruppo di mamme inferocite, appena appresa la notizia, ha espresso forti lamentele: la piscina, dicono, è frequentata da bambini e pensionati. E poco importa se le sessioni di nuoto al naturale avvengano a porte chiuse.

L'associazione - dal nome molto esplicito 'Naked Swim', ovvero 'Nuotare Nudi' - affitta, infatti, una vasca del complesso rionale di Levenshulme, Manchester, ogni giovedì sera fin dal giugno del 2007. Per un pò tutto è filato liscio. Poi i primi pettegolezzi, e quindi la crisi. Lynne Mills, una delle mamme che in segno di protesta ha ritirato il figlio dalle lezioni di nuoto, all'inizio pensava fosse uno scherzo - sino a che non ha ricevuto conferma dello staff della piscina.

«Questo è un impianto usato da bambini e pensionati»ha tuonato, «e sono preoccupata dall'aspetto igienico: se non permettono ai bambini di nuotare nudi perchè possono farlo gli adulti?». Elaine Howarth, madre di due figli, sceglie invece un altro argomento, che va diretto al cuore della questione: «Non ho niente in contrario ai momenti di aggregazione riservati a dei gruppi in particolare, ma perchè nuotare nudi?». Ma il comune di Manchester ha fatto quadrato: «'Naked Swim' continuerà ad essere il benvenuto», ha detto un portavoce. «Le nostre misure garantiscono la massima igiene», ha poi precisato.
,

vogliamo ricordare Francesco Bacone (si proprio quello ce un certo bauscia lombardo dice di conoscere a memoria)?

Morì infatti di polmonite, proprio mentre si dedicava ad esperimenti naturalistici riguardanti gli effetti del rigido freddo invernale. Nei suoi scritti filosofici si dipana una complessa metodologia scientifica, spesso indicata con il suo nome (metodo baconiano).

Sir Francis Bacon è il filosofo empirista della rivoluzione scientifica che ha incentrato la sua riflessione nella ricerca di un metodo di conoscenza della natura che possiamo definire scientifico, nel senso che vuole essere ripetibile, parte dall'osservazione della natura e come la scienza è volto al suo dominio per ricavarne applicazioni utili per il genere umano come erano quelle dell'età industriale.

Riprendendo le idee dei pensatori del '400 italiani (fra i quali Leonardo da Vinci), Francis Bacon teorizza che l'osservazione della natura deve essere praticata compilando una tabula presentiae e una tabula absentiae in proximitate in cui si mettono per iscritto i dati di temperatura, oggetti anche nel dettaglio di sostanze chimiche e altri fattori ambientali presenti e assenti in un dato momento in cui si è ottenuto un fenomeno di cui si cerca di scoprire i fattori favorevoli e poi la causa determinante.

Se il fenomeno si manifesta sia in presenza che in assenza di un dato fattore presunto, allora il fattore che è rilevato nel contesto è ininfluente. Se il fenomeno muta d'intensità, in presenza del fattore, ma si manifesta anche in sua assenza, ciò significa che il fattore condiziona il fenomeno ma non ne è ancora la causa.

L'obiettivo dell'analisi è trovare quel fattore la cui presenza è condizione necessaria (anche se non sufficiente) del fenomeno stesso, almeno questo è quanto si direbbe oggi.

banalmente da Wikipedia ed eravamo agli albori del 1600 e, pensate, si era ispirato a quegli italiani del 1400 ancora liberi di pensare e, dopo, solo di pregare.

« \mathfrak{S}e l'uomo vuole cominciare con certezze, allora finirà con dei dubbi; ma se sarà contento di cominciare con dei dubbi, allora finirà con certezze »

postato da: bkrema alle ore 11:53 | link | commenti
categorie: politica, cronaca, scienza
giovedì, 03 aprile 2008

LA SCUOLA e il PD

un interessante articolo su l'Unità comincia finalmente ad uscire dagli stereotipi del tutto buono, tutto no buono. E' questo il primo passo per cominciare a prevedere delle soluzioni possibili e, soprattutto, ragionevolmente attuabili.

(...)

Sui risultati della valutazione va aperto un confronto misurato e sereno che eviti il più possibile catastrofismi e sensazionalismi, quali ad esempio periodicamente avvengono sui dati Ocse-Pisa che, come è noto, rivelano insoddisfacenti performances medie degli alunni italiani riguardo a tutti gli indicatori presi in considerazione. Ma se vogliamo farne dati utili per l’agire politico occorre uscire dalle “medie”, ed entrare più puntualmente nel merito.

Si scoprirà allora che nel Nord-Est del paese siamo in Finlandia - e comunque ben sopra alle performances medie del Regno Unito e degli Stati Uniti, che alcuni vorrebbero prendere a modello - e che nei licei si trovano a tutt’oggi eccellenze di tutto rispetto.

Non è così al Sud, né negli istituti professionali, né tanto meno nella maggior parte delle scuole paritarie. L’Italia è al di sotto della media Ocse, ma lo è in maniera ineguale, e l’ineguaglianza è data, ancora oggi, principalmente dal territorio in cui si è nati, e dalla condizione sociale della famiglia d’origine, che dispone ancora oggi i ragazzi secondo le sciagurate gerarchie su cui la cultura idealistica mise in fila le scuole italiane, secondo il principio che la scuola è tanto più alta quanto più lontana dalla concretezza e dal saper fare.

È su questa ineguaglianza che bisogna intervenire, rimuovendo gli ostacoli sociali, culturali, organizzativi che ancora oggi, la originano. Nel nostro programma sono indicate una serie di azioni concrete, per far sì che le differenze dipendano sempre più dal merito e dall’impegno, e sempre meno dal luogo e dalla famiglia in cui si è nati.

Per fare questo consideriamo l’autonomia una risorsa, e non un limite. Essa rappresenta una forte assunzione di responsabilità delle scuole rispetto ai risultati raggiunti dai propri ragazzi, sulla base degli obiettivi formativi nazionalmente stabiliti e seriamente valutati. I differenziali fra Nord e Sud sono frutto di decenni di centralismo, e non l’effetto perverso dell’autonomia, come del resto è facilmente deducibile dai differenziali nei livelli di istruzione formali e informali della popolazione adulta fra il Nord e il Sud del nostro Paese, che è la variabile che più di ogni altra influenza - assieme alla qualità dell’edilizia scolastica, e alla preparazione e all’impegno degli insegnanti - i risultati scolastici dei nostri ragazzi. Del resto sono sicuri i laudatori del bel tempo passato - quelli a cui evidentemente la scuola è andata bene, tanto è vero che scrivono sui libri e sui giornali - che se l’Ocse-Pisa avesse indagato sui livelli di apprendimento dei ragazzi italiani ai tempi in cui loro andavano a scuola, i risultati medi sarebbero stati migliori di quelli di adesso? Ho seri dubbi in proposito, se penso ai tassi di analfabetismo linguistico, matematico, scientifico che le analisi internazionali mettono in luce quando passano a indagare le competenze della popolazione adulta, e che rivelano una distanza dagli altri paesi dell’Ocse ancor più marcata di quanto avviene per i nostri studenti.

Ben vengano dunque gli appelli al merito e alla responsabilità, purché non fatti con la testa rivolta all’indietro, ma affrontando con serietà i nodi necessari per valorizzare merito e responsabilità della scuola del Terzo Millennio.

Andrea Ranieri
Responsabile Area Sapere Pd

postato da: bkrema alle ore 02:17 | link | commenti
categorie: italia, politica, scuola
mercoledì, 02 aprile 2008

lettera al giornalista Marco Zatterin

caro Marco dal cognome così facile da ricordare, il ministro non è stato costretto alle dimissioni per il contenuto dei 200 SMS roventi di passione erotica, ma, e per un italiano apparirà impossibile, per aver usato a questo scopo il telefono ufficiale che lo STATO gli paga.

MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
Lei si chiama Johanna Tukiainen, ha 29 anni, vive a Miami e guida un gruppo di spogliarelliste dall'ammiccante nome di Scandinavian Girls, del quale fanno parte anche le sorelle Julia e Jasmin. Lui è Ilkka Kanerva, di anni ne ha 60, e fino a ieri era il ministro degli Esteri finlandese. Ora è il primo politico della storia del Paese nordico a lasciare il governo per «ragioni personali», spazzato via dai duecento sms a sfondo sessuale inviati in tre mesi col cellulare di servizio alla prorompente modella naturalizzata americana e pubblicati da una rivista scandalistica. «Possiamo farlo in un luogo eccitante?» recitava uno dei messaggini galeotti, inizialmente smentiti e poi confermati a testa bassa. Immediato il rimpasto con la nomina a ministro di Alexander Stubb, quarantenne, europarlamentare dal 2004. Succede nel Grande Nord, terra sulla carta povera di tabù, dove però le regole e le apparenze sono ancora considerate importanti. Uno se li immagina tolleranti e aperti, invece no, il responsabile della diplomazia nazionale non può farsi cogliere a corteggiare un'attricetta, cosa che dalle nostre parti passa inosservata anche sul palco del Family Day. L'etica finlandese impone che l'intestatario di uno stipendio pubblico, soprattutto se alfiere internazionale del Paese, non possa usare le pause di un vertice europeo per tacchinare una fotomodella: l'interferenza fra sfera privata e politica è considerata inaccettabile.
(continua)
Johanna, la bionda che ha fatto perdere la testa a Kanerva
***
E non è poi così strano, vero?, tanto che c'è un partito, quello del Berlusone tanto per non far nomi, che arruola un generalone della Finanza, molto noto perchè mobilita aerei di servizio per mangiare in privato, e con ospiti privati, del pesce fresco.
Notizia che ben poco scalpore ha suscitato della GRANDE STAMPA italiana, moto colpita invece dal fatto che qualcuno l'abbia mandato a casa in un modo forse irrituale.
LEI, caro Marco dal cognome che mi ricorda qualcosa, con i rimborsi spese al giornale come fa?


postato da: bkrema alle ore 13:56 | link | commenti
categorie: italia, politica, cronaca, giornalisti