cosa scegliereste fra questo e un video sul web?
Cronache28 set 19:43 Stati Uniti: studente armato prende ostaggi a scuola
WASHINGTON - Uno studente armato avrebbe preso in ostaggio un insegnante e alcuni compagni in una scuola superiore di Oroville, in California. Lo riferisce la polizia locale e la notizia e' stata ripresa dalla Cnn. Presso la scuola sono stati uditi colpi d'arma da fuoco. (Agr)
tribunale di Cagliari: ma dove andremo a finire, mio caro signore...
Una pianta di marijuana
CAGLIARI - Coltivare un paio di piantine di marijuana nel terrazzo della propria casa non è reato. Ma solo se si dimostra che la piantagione serve a soddisfare le esigenze personali di consumo. Il Tribunale di Cagliari questa mattina ha assolto un giovane denunciato dai carabinieri lo scorso agosto perchè nella sua abitazione erano state trovate due piante di marijuana.
L'imputato, giudicato col rito abbreviato, è stato assolto perché il fatto non sussiste. Le motivazioni si conosceranno fra trenta giorni, ma è probabile che il giudice abbia accolto le argomentazioni del suo difensore, l'avvocato Giovanni Battista Gallus, che ha richiamato una decisione della Cassazione dello scorso maggio e una, di analogo contenuto, del Gup di Cagliari, risalente a giugno.
Il 10 maggio la VI Sezione Penale della Suprema Corte, con la sentenza 17983, aveva annullato la decisione della Corte d'Appello di Roma, confermativa di quella di un tribunale locale, che aveva condannato un giovane per aver coltivato nel proprio fondo cinque piante di marijuana. La Cassazione aveva assolto il ragazzo perché il fatto non sussisteva, individuando una netta differenza tra la coltivazione in senso tecnico e la detenzione per uso personale. La coltivazione presuppone infatti la disponibilità di un terreno, oltre a una serie di attività, che vanno dalla preparazione della terra alla semina, dal controllo delle piante alla creazione di magazzini per la custodia del prodotto. La cosiddetta coltivazione "domestica" di poche piantine non poteva essere compresa all'interno del concetto tecnico-giuridico.
La piantagione casalinga era stata equiparata dalla Suprema Corte alla detenzione per uso personale, ragione per cui la condanna del giovane romano era stata annullata senza rinvio, mettendo fine alla vicenda. Insomma, di volta in volta, sarebbe toccato al giudice valutare se una coltivazione, per le sue caratteristiche e la sua estensione, rientrasse nel concetto di piantagione illecita oppure no. E il tribunale di Cagliari ha sentenziato: la coltivazione di quel ragazzo, due piantine in totale, è lecita, perché la droga è destinata solo a lui.
certo che in qualche modo bisogna intervenire, la cannabis è una pianta molto bella, molto rustica, molto "efficace" (un po' molto "robusta" se Geneticamente Modificata), con un inconveniente: molto alta, di statura.
Va quindi tutelata e anche i suoi ammiratori...
Al di là della battuta, ma Fini cosa dice? e l'Arcivescovo? Occorre leggere velocemente l'Unione Sarda per capire come va, prima la legge 40, adesso anche la droga. Dev'essere colpa di Soru.
Preoccupazioni profonde lato commercio. I consumi scendono o crescono malino, anzi decisamente male. Per chiudere i conti debbo aumentare i prezzi...
Era questa una frase ricorrente sulla bocca di molti intervistati. Onestamente non ho una grande preparazione economica, negli aspetti teorici, ma mi è sempre parso strano che in una situazione di acquisti malmostosi anzichè scendere i prezzi salgano. Credo che non ci sia dimostrazione meno clamorosa di come il nostro sistema distribtivo sia molto, molto mal messo.
Ma nella testa! Negli anni della fuga dalle campagne un piccolo quadro della situazione la ebbi vicino a casa, quando i fratelli di mia madre chiusero l'attività agricola. Con i soldi ricavati dalla vendita dei due poderi ricvarono di che procurarsi qualche appartamento e un di più per avviare qualche attività commerciale. E come loro molti altri, il commercio è stato uno sfogo normale di chi non avevano nè vocazione, nè altra preparazione.
Allora andava comunque bene, di là da venire la distribuzione organizzata, pubblicit ottima e bevibile, non c'era negozio o negoziante che non andasse: in pochi anni si pagavano i debiti, arrivava l'auto e le moto giuste e pian piano pure la seconda casa. Per la terza e la villona ci voleva altro.
Poi arriva la grande distribuzione e rimase la pretesa di continuare come prima, senza cioè muoversi, adeguarsi al nuovo, specializzarsi in qualcosa, magari anche solo un sorriso e una consegna a domicilio. E invece no, cribbio, con queste bilance ho comprato casa, l'ho comprata per i miei figli e adesso che tocca ai nipoti mi volete fregare?
Molto giusto, ma tutti assieme hanno fatto un errore ai tempi beati del grande EX, il raddoppio dei prezzi. In questo modo hanno spinto i clienti a guardarsi attorno, fare confronti non solo di prezzi ma anche di scelta comodità di orari e quando uno si dimentica di come è simpatica la Gina e suo marito, il signor Giulio , così veloce dopo non li ripeschi più. Certo rimane qualcuno, il pensionato perchè il negozio sotto casa accetta di incassare quando arriva la pensione e pochi altri.
Nelle fabbriche quando è crisi, si chiude, nel commercio quando non va si aumentano i prezzi. Misteri d'Italia.
Le vendite al dettaglio nel mese di luglio sono cresciute dello 0,1 per cento rispetto a luglio 2006, mentre a giugno l'incremento era stato dello 0,7 per cento. Lo comunica l'Istat, precisando che le vendite dei prodotti alimentari hanno avuto una flessione dello 0,8 per cento, mentre quelle dei non alimentari sono cresciute dello 0,6 per cento. Rispetto a giugno l'indice destagionalizzato segna un calo dello 0,2 per cento. Non sembra così drammatica, del resto che colpa ne ha il consumatore se di certe cose ne ha piena la casa e anche la cantina. Fategli delle propost nuove, sicuramente vi ascolta incuriosito, ma se avete le solite cose di tutti, che me ne faccio?
Nel mese preso in considerazione, spiega l'Istituto nazionale di statistica, tutte le forme di vendita della grande distribuzione hanno registrato variazioni tendenziali negative, a eccezione degli ipermercati, che hanno segnato un incremento dello 0,1 per cento. Le flessioni maggiori hanno riguardato gli hard discount (meno 1,1 per cento) e i supermercati (meno 0,8 per cento).
Saldo positivo, invece, per la bilancia commerciale italiana. A luglio, afferma l'Istat, l'avanzo è stato di 1.806 milioni di euro, contro un surplus di 105 milioni registrato nello stesso mese del 2006. «A luglio si confermano le tendenze registrate a giugno», spiegano i ricercatori che aggiungono «questo è il miglior risultato da dopo luglio 2005».
Le esportazioni aumentano su base annua del 17,9 per cento, mentre le importazioni crescono del 12,2 per cento. Rispetto a giugno, invece i dati destagionalizzati indicano un meno 0,9 per cento per l'export e un più 4 per cento per l'import. Nel periodo gennaio-luglio, infine, rispetto ai primi 7 mesi del 2006, le esportazioni riportano un +12,6 per cento e le importazioni un +7,4 per cento.
vivaddio, c'è un giudice a Berlino, anzi a Cagliari!
Non so se il merito sia di una antica tradizione sarda, se qualcuno vuol documentarsi cerchi su giudici o giudicati + Sardegna (oppure guardi qui ), in cui un giudice-re regnava sotto il controllo del popolo ma in piena indipendenza. Certo quei giudici hanno deciso in piena indipendenza e preoccupandosi dei diritti e degli interessi legittimi di chi era ricorso a loro. E tutto questo nonostante l'arroganza dell'Arcivescovo locale, di cui trovate un esempio in Nitokrema.
"Ce l'ho fatta, ho vinto la mia battaglia contro una legge ingiusta. Ora, tra un mese avrò finalmente il mio primo figlio e subito dopo vorrò averne un altro".
C'è una donna sarda di 37 anni - la chiameremo Federica, con un nome di fantasia - che esulta per la sentenza emessa ieri dal tribunale di Cagliari. I magistrati sardi hanno detto sì alla diagnosi preimpianto, mettendo così in discussione uno dei punti-cardine della legge sulla procreazione assistita, la numero 40. La signora, di Quartu Sant'Elena, terza città della Sardegna considerata una sorta di appendice del capoluogo sardo, è felicissima e con lei e il suo compagno lo sono il suo ginecologo Gianni Monni il suo difensore Luigi Concas che ieri ha dato la notizia a Radio Radicale.
E' il secondo passaggio della legge ad essere aggirato nella pratica: il primo, si era scoperto solo poche settimane fa, si realizza attraverso le diffide legali ai medici da parte delle pazienti per non ricevere l'impianto di tre embrioni. Una procedura che porta al congelamento degli stessi embrioni, pratica anch'essa negata dalle norme in vigore.
Nel merito vi sono alcune dichiarazioni che fanno vomitare, sol che si pensi a quali leggi abbiano fatto approvare nella scorsa legislatura in preda alla cupidigia di servilismo verso il loro capo. Così come la legge 40 ha voluto dimostrare ai peggiori degli omini vestiti di bainco, di rosso e di nero o di porpora quanto erano zelanti così da raccoglierne i voti. Servili verso il capo per essere tra i candidati, servili verso gli altri perchè giocando con le coscienze e il confessionale gli procurassero i voti.
Di tutt'altro tenore le prese di posizione dell'associazione "Scienza e Vita" secondo cui "la sentenza rappresenta un caso di eugenetica", mentre il capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volontè, chiede al ministro della Giustizia "di verificare come le leggi vengano applicate dal tribunale del capoluogo sardo". (...) Per Isabella Bertolini, vicepresidente dei deputati di Forza Italia, infine, "è inaccettabile che in Italia la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita venga sistematicamente aggirata".
POVERI COCCHI!
Dal signor Pino Fasulo ricevo questo commento che è doveroso rendere noto e a cui, naturalmente, dovrò dare risposta. Il tutto è nato dal post in cui commentavo il risultato del ri-esame ormai famoso all'Istituto Moreschi di Milano.
Gentile signor Fasulo, le assicuro che l'avvenimento, di cui ho commentato la conclusione nel modo da lei non condiviso, l'ho seguito fin dall'inizio non fosse altro perchè nella scuola ho vissuto, come insegnante, per oltre 35 anni e insegnando materie ostiche come le varie chimiche, dall'analisi agli impianti chimici, in un Istituto a indirizzo chimico e in una città come Bologna dove eravamo l'unico corso e i nostri studenti erano molto richiesti.
Per questo ho atteso per vedere come finiva. Pur essendo la mia una scuola "legalmente riconosciuta" era tuttavia pubblica perchè gestita direttamente dal Comune di Bologna e per questo, fin dall'inizio, prevedevo finali non troppo allegri per quanti coinvolti in questa vicenda.
Prendo atto che sua figlia, e suppongo anche gli altri tre allievi, non meritavano le mie generalizzazioni nè la mia battuta finale, e me ne rallegro.. E quindi non sono loro applicabili. Cosa certamente probabile, visto che io mi basavo non su una conoscenza personale degli interessati ma su una esperienza professionale piuttosto lunga e su dati statistici non poi così negativi: su 40 studenti e in una situazione così difficile "solo" cinque (a parte i privatisti) avevano avuto esito negativo e, ma forse sbaglio, non si boccia mai per un voto negativo in un'unica materia. Sottolineo anche che ho parlato solo dei fatti senza mai indicare nomi, che del resto non conoscevo, almeno fino a oggi. E do per scontato che il nome e cognome indicati nel commento siano veri
Dico questo perchè raramente gli esami ripetuti danno risultati diversi, sia per la serietà media degli insegnanti, di gran lunga superiore a quanto si va dicendo, sia per la presenza dell'ispettore che rende tutto ancora più formale e per averne vissuti di simili come commissario interno.
Premesso quindi che pur in presenza delle stesse difficoltà degli altri studenti devono essere altri i motivi che hanno provocato l'esito della sua figliola, problemi che è facile immaginare legati alla sfera personale, allo stato di salute, all'avere risentito di più dell'abbandono e trascuratezza del docente da tutta la stampa vituperato e che non certo io difendo. Ci mancherebbe e non perchè io sia stato perfetto nel mio lavoro ma c'è un minimo di deontologia e serietà a cui non si può derogare.
Quando ero io in fase maturità (1955) non mi pare fosse più facile visto che si portavano tutte le materie e i riferimenti a tutti gli ultimi tre anni, tanto più che all'epoca era ancora più insolito che un figlio di operai (non è facile vittimismo tanto più che di nome, e di idee allora, mi chiamo Benito) riuscisse a cavarsela decentemente nei classici cinque anni di un liceo scientifico come l'Oberdan di Trieste.
Aggiungo che quando una famiglia ha la cultura e le capacità economiche per imbastire un ricorso forse doveva o poteva trovare tempi e modi per scuotere l'istituzione scuola e nello stesso tempo provvedere a compensare le difficoltà di preparazione della allieva.
Per i miei ricordi di studente per preparare un esame universitario di media difficoltà, naturalmente in qualche modo già seguito, servivano circa 6 settimane e quindi una volta scelta la strada difficile dello scontro diretto c'era anche il tempo per raggiungere un livello sufficiente di preparazione.
Sempre che gli strati sottostanti di preparazione degli anni precedenti non fossero eccessivamente fragili.
Se poi tutto questo è stato fatto e se anche la situazione psicologica della allieva era "tonica", rimane sempre l'imprevisto o, ma questo lo sapete solo voi, un andamento non brillante negli scritti e nell'altro orale o, sempre come ultima ipotesi, il classico infortunio del destino.
Un ultimo appunto, un blog non fa informazione, esprime opinioni e si sottopone alle critiche osservazioni degli abituali amici o di chi, come lei, ha trovato sul web il mio riferimento.
Quanto poi al finale in cui Lei "verificherà", se vuole le rendo disponibile anche la mia e-mail "bkrema@yahoo.it", anche se il tono fa presagire fin da subito un atteggiamento da "te la faccio vedere io". Atteggiamento che, se realmente esistente, può aver condizionato non poco e la commissione e la allieva in questione, sottoposta a una responsabilità al di sopra della sua condizione personale.
Un'altra annotazione, se Lei ha osservato sono ben presente con nome e cognome e, se ritiene, le comunicherò i miei dati di residenza a cui far arrivare tutte le comunicazioni legali che Lei riterrà opportune. Tenga presente che l'unico patrimonio è la mia pensione.
Non c'è nessun intento ironico, solo che è la prima volta che mi vedo esposto in una questione quasi "nazionale" e non sono Beppe Grillo o, come lo chiamo amichevolemente io, Grulloblog.
Mi spiace poi per lei, la sua figliola e gli altri ma è diventato una questione grossa non per mia volontà e credo vadano valutati anche gli altri, quelli che nelle stresse condizioni ce l'hanno fatta. Anche loro in qualche modo da ritenere favoriti?
Saluti per me cordiali e con la stessa simpatia, verso questi studenti, con cui ho seguito sempre i miei di studenti, ma loro passavano con me dalle 8 alle 15 ore alla settimana e molte di laboratorio.
In un momento come questo di Santa Madre Chiesa arroccata nei no severi e irrevocabili è consolante leggere di quando, e non era poi molto fa solo un po' prima degli illuministi quando potevano sollazzarsi in pace fra i potenti senza farlo sapere troppo ai suoi allocchi seguaci.
Riprende il discorso Claudio Rendina in un libro intitolato CARDINALI e CORTIGIANE, presentato in modo stimolante e ampio da Gian Antonio Stella sul Corriere, libro che val la pena leggere se non altro per capire che spesso, oltre ad essere cardinali e papi di qualità, sapevano essere anche uomini, nel senso più gaudioso del termine, altrettanto impegnati ed esuberanti. Magari in questo modo facevano meno danni o danni non superiori a un principe qualsiasi.
Segnalo la frase terminale della presentazione di Gian Antonio Stella
Indimenticabile, tra l'altro, la descrizione, ripresa dalle memorie di Giovanni Burcardo, cancelliere del Papa e noto come cardinale d'Argentina, del banchetto organizzato dal duca Valentino «al quale prendono parte cinquanta meretrici oneste, quelle dette cortigiane. Finito di cenare ecco le cortigiane danzare con i servitori e altre persone che si trovano lì; da principio vestite, poi nude. Sempre dopo cena vengono posati in terra i candelabri con le candele accese che illuminano la mensa; dove vengono sparse delle castagne che le meretrici, nude, raccolgono passando fra i candelabri sulle mani o sui piedi. Tutto alla presenza e sotto lo sguardo del Papa, del duca e di sua sorella Lucrezia… ».
Altrettato interessante la ripresa di una frase di Montesqiueu, che si riferisce a Venezia:
«Mai in nessun luogo si sono visti tanti devoti e tanta poca devozione come in Italia. Bisogna tuttavia ammettere che i veneziani e le veneziane hanno una devozione che riesce a stupire: un uomo ha un bel mantenere una puttana, non mancherà certo la sua messa per nessuna cosa al mondo». Proprio un proverbio veneziano del Settecento riassumeva così la dolce vita suggerita ai nobiluomini: «La matina una messetta, dopo pranzo una bassetta, dopo cena una donnetta». Messa, bisca, amante.
leggendo le cronache di oggi non è cambiato moltissimo, solo che pare che sian cambiati i partner, come se un clero meno combattivo preferisca battagliare con minori o con omogenei, chissà magari speravano in occhi e individui più sottomessi e discreti.
Ecco che, finalmente, Santa Madre è d'accordo, finalmente una fonte di staminali tutta maschile e che non può portare a un clone (finora!).
Eccola la sorgente delle staminali che si cercava da 10 anni, da quando furono scoperte queste cellule nascoste nel corpo dell'adulto che rigenerano gli organi. La fonte è inesauribile, di facile accesso - basta una biopsia di pochi secondi - e regala cellule ognuna capace di ricreare tutte la parti del corpo.
La scoperta evoca lo spettro della clonazione - riacceso di recente con gli embrioni chimera britannici - ma, di fatto, lo seppellisce definitivamente. A queste staminali appena scoperte nell'adulto infatti, manca solo la capacità di generare la placenta e quant'altro gli servirebbe per impiantarsi nell'utero, e nascere. Ma proprio perché sono capaci di fare tutti i tessuti del corpo queste cellule rendono ora inutile la "clonazione terapeutica", la controversa strada imboccata anche dalla Gran Bretagna per arrivare alla "fabbrica degli organi".
Ma da dove vengono? Se continuate a leggere qui lo capirete e se non volete farlo ve lo dico io dai coglioni, pardon, testicoli. E' meglio specificarlo altrimenti si pensa a quei tali segnalati dal grande ex prima delle elezioni politiche ultime. Tali che forse potrebbero anche costituire le cellule staminali per la società, però prima bisogna che provvedano a selezionarsi meglio, provvedendo cioè, ad esempio e da subito cominciando intanto a s-cremaschi. Errori di scritura a parte.
Però un pericolo c'è, dice il Monsignore, le demoplutocrazie- massoeconomicolaicomarxiste.
"Attenzione ora a non mantenere gli steccati per nascondere altri interessi", osserva monsignor Sergio Pintor, membro della Cei e del Pontificio Consiglio sulla salute, "magari perché certi filoni di ricerca sembrano anche più promettenti dal punto di vista economico, salvo poi esseri smentiti dal progresso delle conoscenze. Infine: spero che questo successo svegli l'attenzione nel nostro Paese verso il lavoro dei nostri ricercatori, e li porti ad esigere maggiori investimenti nella ricerca e maggiore attenzione alle competenze e non alle appartenenze".
Notizie sensibili.
Cronache19 set 20:19 Milano: prof assenteista, a esami bis solo un promosso
MILANO - Quattro bocciati e un promosso. E' andato a finire cosi' l'esame di maturita' bis che cinque studenti dell'istituto tecnico Moreschi di Milano hanno affrontato oggi davanti alla stessa commissione che li aveva bocciati nel luglio scorso, con in piu' una ispettrice ministeriale. La ripetizione dell'esame in seguito alla sentenza del Tar che aveva accolto il loro ricorso contro il professore di economia aziendale assenteista. (Agr)
Il promosso è una promossa, il dopo esame orale visto da Repubblica
I cinque studenti bocciati e che avevano fatto ricorso al Tar contro il loro professore "assenteista" hanno ripetuto stamattina l'esame di maturità all'istituto tecnico Moreschi di Milano.
Verso le 11 è uscita Dominique, la prima studentessa che ha sostenuto nuovamente l'esame. La ragazza ha liberato la tensione con un lungo pianto. "Ero molto preoccupata, ma ora va molto meglio - ha spiegato Dominique - la Commissione si è comportata bene, adesso aspetto i risultati".
Subito dopo è stata la volta dellle altre tre studentesse e dello studente per ripetere, davanti alla stessa commissione, l'esame di maturità al quale erano stati bocciati a luglio. "Non sono teso - ha spiegato Andrea, seduto davanti all'aula - noi ce l'aspettavamo che avremmo vinto il ricorso e quindi abbiamo cominciato a preparci dai primi di agosto".
Intanto, nei corridoi della scuola amici e parenti dei cinque candidati parlano tra loro e con i ragazzi per stemperare la tensione. "Certo non deve essere facile dal punto di vista psicologico ripresentarsi davanti agli stessi professori che ti hanno bocciato - ha spiegato il padre di Chiara, una delle studentesse -. Noi infatti ci saremmo augurati che cambiassero anche la commissione".
E magari il bacio in fronte e fronde d'alloro. I genitori per consolarli avranno preparato loro un viaggio premio!
Giravo per il blog di Astime. A suo tempo l'avevo perso. Penso che valga più di qualsiasi post, anche incazzato molto, che avrei potuto scrivere in merito.
GRAZIE.
C'è un eufemismo imbecille, "mal da cultura". Con questo termine si tende a indicare tutte quelle patologie collegate al trasporto quotidiano che gli allievi fanno dei sacri testi.
Ed è doppiamente imbecille perchè si copre con un eufemismo una vera stortura didattico sociologica, e nello stesso tempo dimostra l'assurdità didattica e culturale (nel senso di capacità di ragionamento e di osservazione e di sedimenti tradizionali) sia di quanti nella scuola operano e dei genitori e parenti di chi nella scuola va per crescere.
Certo il mondo è cambiato, forse non basta la valigetta in "fibra" Giovanardi a contenere il monolibro sussidiario, il calamaio e la "cannetta" portapennino dei miei tempi.
Eppure qualcuno l'ha adottata qualche azione in questa direzione, ad esempio lo sposalizio stretto fra la singola classe e la relativa aula, indispensabile per classi a tempo pieno o prolungato, ma utile anche nelle altre, visto che la riduzione delle nascite ha notevolmente ridotto i casi di doppi e anche tripli turni che pure esistevano.
C'è una considerazione che spesso viaggia per tranquilizzare l'animo dei prof: in fondo molti di loro non compreranno altri libri nella loro vita. Di certo cominciando ad odiarli da subito diventa molto probabile, ma spesso sono anche gli unici libri su cui i docenti impostano le loro lezioni.
Poi arrivano i palliativi: usate il trolley! e perchè non il carrello del supermercato?
O la scuola è il luogo di lavoro e di vita di docenti ed allievi (e su questo spesso i docenti per motivi personali non sono assolutamente d'accordo, per poter poi vantare il lavoro fatto a casa spesso per ben altri scopi) o come contenitore a ore è almeno doveroso alleggerire il trasporto degli strumenti indispensabili.
In fondo era quasi 50 anni fa che il manovale si presentava al lavoro armato di carriola e pala, acquistati in proprio.
ROMA —L'ideale sarebbe trascinare i libri fino al banco col trolley. E così fanno una buona parte dei bambini fino alla terza o quarta elementare. Poi la moda impone di passare al modello classico con le cinghie da issare sulle spalle, meglio se firmato e con le scritte giuste. Quello con le rotelle, più pratico e meno caro, viene considerato out, conferma il Moige, il movimento italiano genitori. Ed è un errore perché protegge dalle malattie da zaino. Lesioni, distorsioni e strappi alla schiena. In un grande ospedale pediatrico come il Bambin Gesù di Roma su 10 mila visite ortopediche all'anno, il 20% riguardano patologie dolorose della colonna e fra queste 7 su 10 sono dovute al cosiddetto peso della cultura.
Secondo uno studio della Consumer Product Sabety Commission, negli Stati Uniti nel 2006 sono state 7.300 le lesioni di questo tipo.
Comunque per chi non è ancora genitore in età da scuola può approfondire la questione qui , ma preferirei fosse un interessamento culturale, non un atto di rassegnazione. La soluzione è altrove, non solo perchè costa meno ed è meno fastidioso ma perchè cambia in senso positivo la didattica complessiva e una parte del risparmio può essere indirizzata alla biblioteca di classe o personale.
ma perchè questo accada bisogna sentire la scuola come un fattore indispensabile per la crescita fisica e intellettuale dei ragazzi e non un contenitore adattabile ai propri orari di lavoro, sia come docenti che come genitori.
Io sono il padre di una dei bocciati e credo che in tutto questo non ci sia nulla su cui scherzare. E neppure viaggi premio, caro signore! I ragazzi da lunedì riprenderanno la scuola regolarmente e ricominceranno il loro anno "a testa alta". La loro dignità non deve essere intaccata da nessuno. Mi permetto comunque di sottolineare che fare informazione (o almeno cercare di farla) presuppone che l'informazione sia nota nella sua intierezza e non solo il rilancio di uno strillo d'agenzia. Ti consiglio vivamente di andare a leggere la storia fin da luglio e, probabilmente, riposterai il tuo commento con altro taglio. Almeno lo spero. Verificherò. Pino Fasulo