NELLA MIA IGNORANZA TECNICA NON RIESCO A CAPIRE PERCHE' LA PRIMA FOTO NEI POST A ME VIENE SEMPRE CON PROBLEMI.
ALLORA LA RIPRENDO QUI.
La didascalia diceva, VA BENE CARA ARRIVO, SPERIAMO SIA LA VOLTA BUONA (SI STAVA COSI' BENE QUI!).
Bangkok, 27 mar . - (Aki/Ign) - L'inseminazione artificiale è, secondo gli esperti, l'unica soluzione per favorire la riproduzione del panda gigante Xuang Xuang dello zoo di Chiang Mai. L'accompiamento con la sua compagna, Lin Hui, era già stato 'ricercato' imponendo una dieta ferrea al panda e mostrandogli video 'hard' nei quali appaiono panda che si accoppiano.

La storia di Xuang Xuang ha attirato l'attenzione in Thailandia, dove la sua apatia sessuale lo ha portato a diventare un fenomeno mediatico. Xuang Xuang e Lin Hui, di origine cinese, sono stati trasferiti allo zoo di Chiang Mai nel 2003. L'idea dello zoo era che i due si sarebbero accoppiati e avrebbero procreato. Ma così non è andata, almeno non fino ad ora. In un primo tempo, gli esperti hanno pensato che il problema era il peso: Xuang Xuang era troppo grasso. Sottoposto a una dieta ferrea, il panda è calato di 142 chili, ma nemmeno questo lo ha spinto ad accoppiarsi.
Gli esperti hanno allora pensato di sollecitarlo visivamente e ormai da settimane - dopo che i due panda sono stati separati - Xuang Xuang è stato bombardato da video di panda che si accoppiano. Nemmeno questa soluzione sembra aver sortito gli effetti sperati, anche se la prova decisiva sarà la prossima settimana, quando Lin Hui entrerà nel periodo ideale per accoppiarsi e i due saranno riuniti. In molti, comunque, ormai pensano che l'unico modo per superare l'empasse sarà la fecondazione artificiale. In merito il 'The Bangkok Post' riporta che un esperto di fecondazione artificiale cinese sarà in Thailandia la prossima settimana.

CARO, HAI PENSATO DI CONVERTIRTI AL CATTOLICESIMO? MAGARI POSSIAMO CHIEDERE UDIENZA A RUINI, ADESSO CHE HA PIU' TEMPO...
E' una storia piccola piccola, da gatto e anche rosso quale sono.
Capita anche ai gatti, talvolta, di non essere solo, o almeno credere.
Eccolo lì, in posa, grasso e tronfio.

*
Poi, sapete com'è con le gatte, ogni tanto le cerchi, le cerchi e non sai mai dove sono.
A volte, dicono, a spasso con le amiche. Qualche volta portano il cane in giri incommensarubili. Qualche volta non funziona il telefona o il rumore della lavatrice copre il suono.
Oppure ... Vallo a capire.
E' INUTILE CHE CERCHI O ANNUSI. SE GUARDI BENE C'E' LA FINESTRA APERTA.
UN GATTO SAGGIO CAPISCE.
ALLORA LASCIALE UN PO' DI SPAZIO.
DICE IL SAGGIO:
LE GATTE TORNANO SEMPRE. FATTI UNA DORMITA !
SCENE DI VIAGGIO IN TRENO
Da una lettera a La Repubblica del 22.03.2007 di Giordano Sangiorgi. FAENZA
L’NTERCITY su cui salgo alcuni giorni fa è strapieno. Mi siedo sul sedile all’ingresso del corridoio, passo a fianco di una giovane punk seduta sui gradini della porta e mi sistemo.
La giovane punk ha tutto a posto: i chiodi in bocca e nel naso, la cresta, gli anfibi, il trucco pesante. C’è un caldo terribile, la gente è accalcata, arriva il carrellino delle bibite, con un giovane simpatico che ha bisogno di spazio. Ci si alza, ci si siede, ci si alza di nuovo, ci si stringe,non c’è posto.
GIOCATE A INDOVINARE. COM'ERA LA PUNK?


O PIUTTOSTO COSI'

Nel frattempo arriva una signora anziana vestita a festa, con al fianco, una terribile valigia, coordinata al vestito, tutto in fucsia, con uno straordinario cappellino.
Troppa gente, decide di fermarsi vicino alla giovane.
Mentre sto per alzarmi e lasciarle il posto, pochi secondi, e sento la signora che dice:”Ah, io me ne sto qui, non attraverso mica tutto il corridoio con questa valigia” La giovane punk le risponde “Ha ragione e poi fa un caldo”.
Mi distraggo e dopo un po’ sento che il discorso vira verso la pittura e l’arte. Tutt’e due dipingono e si stanno facendo una bella chiacchierata.
GIA', MA LA PITTRICE?

0 FORSE SEMPLICEMENTE COSI'?
In quel momento arriva un controllore.

“Ah, io non ce l’ho il biglietto!” fa la giovane punk e snocciola tutta una serie di scuse che però non fa tempo a finire perché interviene la signora “Non si preoccupi pago io il biglietto della ragazza; sa stavamo parlando di pittura”.
Il controllore le guarda ed esclama “Allora facciamo così: io faccio il biglietto normale, la ragazza mi dice dove va, paga la signora ma senza multa. Saranno dieci euro così.
E il motivo di tanta bontà e comprensione non si fa attendere, e cambia anche l'immagine del controllore ridiventato un normale e umano personaggio
“Sa anch’io mi occupo di pittura, paesaggi”. Subito la signora tira fuori il depliant con i quadri della mostra che va ad inaugurare, la giovane punk racconta che sta andando a una serata che ne inaura un’altra e il ferroviere si bea raccontando com’è bello dipingere dopo il lavoro.

I tre dimenticano il resto e si guardano negi occhi contenti.
E io ero contento con loro.
E anche noi, probabilmente la punk si è trasformata e allora è semplicemente una ragazzina che non sa ancora correre nella vita e si maschera, mentre forse vorrebbe un futuro allegro, semplice, sereno. Non proprio così, ma non poi così lontano

E anche la pittrice trova felicità e serenità nella allegra fantasia del suo studio

E anche noi, come il narratore, siamo pronti a seguirli facendo finta che il treno non sia troppo spesso quel che ci capita di incontrare come per molti ogni mattina nel lento partire e arrivare, per poi ripartire con i mezzi per arrivare là dove si sta la maggior parte del tempo.
E alla sera di nuovo ed è sempre troppo lento il ritornare, anche nella solita compagnia dei soliti nella solita tratta.
Ma perchè disperare, con il ferroviere anche noi abbandoniamoci al sogno del suo ultimo paesaggio, quello che gli hanno detto andrà a dipingere in Perù, non oggi, più avanti, anzi ancora un poco più avanti, se incasserà la liquidazione e se, o quando, andrà anche lui in pensione.

Ricordate il post-icino di un po' di tempo fa? quello dell'I.POD vibrante? è ancora fra i primissimi posti con le sue cosine colorate per lui o per lei, o per i lui lui, o per le lei lei. Anche se non ci sono i DICO, quelli di legge, mentre nella vita ci sono dalle caverne in poi.
Altrimenti fra un passatempo e l'altro e qualche incidente di percorso non ci saremmo neanche noi.
Oggi l'argomento è serioso, anche se mi pare molto vicino alla scoperta dell'acqua calda, non che si sapesse proprio della rosa ma memoria e profumi sono ben dentro a tutti noi e se la rosa nei secoli ha acquisito quel significato che tutti sanno (e relativo prezzo in soldi e "drammatiche" conseguenze) vuol dire che qualcosa i nostri geni avevano capito.
Ma non è la scoperta in sè, mi sono divertito a cercare sul web delle foto significative e ve le sottopongo in un sabato di primavera ma tutto sommato uggioso nonostante il sole con sola compagnia il pc e i pochi o molti che si divertono a girare per il web.
Odore di rosa in sonno, bene alla memoria
I ricercatori dell'Università di Lubeck hanno scoperto una correlazione tra il profumo del delicato fiore e le capacità mnemoniche
Milano, 10 mar. - Il profumo di rosa rinforza la memoria, se le nostre narici se ne saziano mentre dormiamo. Non è l'ultima trovata di qualche pratica salutistica 'esoterica', ma quanto sembra suggerire la scoperta di ricercatori tedeschi dell'Università di Lubeck che ipotizzano: gli stimoli olfattivi durante la notte potrebbero aiutare il consolidamento dei ricordi.
foto prima. Spesso comincia così

Secondo quanto riferito sulla rivista Science gli esperti hanno visto che quando dei volontari eseguivano un test di memoria in una stanza che emanava la fragranza del fiore e poi, durante il sonno, i soggetti erano nuovamente esposti all'aroma, il giorno dopo le performance dei volontari nel test erano maggiori. Ad un'analisi dell'attività cerebrale dei soggetti inoltre, è risultato che l'esposizione all'odore aumenta l'attività del centro della memoria, l'ippocampo.
foto seconda E magari finisce pure cosi'

Che gli odori abbiano una qualche influenza sui nostri ricordi non sembra cosa nuova: quante volte la scia di un profumo vi ha guidato fino a un luogo remoto della vostra infanzia e da tempo sepolto nella memoria? Ma che potessero in qualche modo essere usati per aiutarci a ricordare ciò che apprendiamo giorno per giorno finora non era mai stato dimostrato. Ci ha pensato per la prima volta l'equipe di Bjorn Rasch usando l'effluvio di rosa. I ricercatori tedeschi hanno chiesto a un gruppo di volontari di compiere una specie di esercizio mnemonico in una stanza pervasa di fragranza di rosa.
foto Terza e magari poi rimangono solo i ricordi.

Poi di notte, nella cosiddetta fase del sonno profondo, ossia quando nel nostro cervello sono registrabili le onde corte, gli esperti hanno diffuso nella stanza di alcuni dei partecipanti lo stesso aroma floreale. Il giorno seguente i ricercatori hanno chiesto all'intero gruppo di cimentarsi nuovamente nel compito mnemonico. A questo punto si è visto che l'odore di rosa faceva la differenza: quelli che inconsciamente nel sonno hanno respirato l'aroma riuscivano meglio a portare a termine il lavoro imparato il giorno prima, segno che lo ricordavano meglio. Il profumo però non ha sortito lo stesso effetto quando i volontari lo respiravano in fasi diverse del sonno, per esempio durante i sogni.
Ma siamo sinceri, raramente i ricordi sono tristi, talvolta non li ricordiamo neppure più,ma poi arrivano veloci, magari come nelle favole dell'infanzia che tornano improvvisamente. alla mente.

Certo sono ricordi di un tempo per molti di voi sconosciuto, ma basta essere stati bimbi sulle nostre valli per ricordare l'impacciato amichetto che eravate voi che, dopo aver mal sopportato la coetanea vista per l'ennesima volta, improvvisamente non sapete neppure perchè vi siete trovato con degli striminziti fiori in mano.
Ed era presto, diciamo fra gli otto e gli undici anni e non vedevate l'ora di fuggire nel timore che qualche altro vi vedesse e quella furbina gongolava nel vedervi in quel modo impacciato e devoto.
E naturalmente vi viene in mente il profumo del nonno, un misto di tabacco, acqua di colonia o dopobarba che raramente incontravate, perchè oggi i nonni sono quasi introvabili quando servono o si abita lontani, ma quei ricordi tornano di quando in quandoo specie quando non ci sono più.
Vi capiterà anche per i genitori, quegli insopportabili limitatori, ma adesso è presto, non lo sapete nè voi nè loro.
Com'era semplice il mondo di un tempo.
Ma non è del tutto vero, cercate dentro i ricordi, ripensate ai profumi di erba, di campo, quando non pensavate ancora al motorino e ogni tanto si fermava la voglia di crescere veloci.
Poi crescerete e qualche volte nel leggere una vecchia stampa, o riandare a un film d'epoca
ecco arrivare, sembra quasi Gozzano, che forse neppure conoscete, quell'impasto di cose di odori, di gusti un po' particolari, quelle cose che adesso qualche volta cercate sui mercatini. Adesso che va di moda il modernariato.
E vi sembra quasi disdicevole che vi piacciano, ma non sono quelle cose che vi piacciono, è l'odore del legno, della cera che vi si dava sopra, il ricordo di cibi non precotti, tutte sensazioni che non riuscite neppure ad analizzare e che pure qualche volta vi fa bene analizzare, senza cercare sui numeri che vi dicono tutto qual è il ristorante più vicino.
SAPETE, TUTTO E' NATO DA QUI.
BUON VIAGGIO E BUONA DOMENICA.
E non dimenticatelo, siete stati anche così
, è inutile nasconderlo, avevate dai tre ai cinque anni.
Qui in Lombardia non si scherza, il sabato è un giorno come tutti, o quasi.
Infatti si arriva in stabilimento alle 7, che sarebbero le 6 e 45 perchè si timbra dopo cambiati, e si riparte alle 11 e 15, si timbra alle 11 e 02 poi ci si cambia.
Prima però son passato dal reparto, al sabato c'è meno gente, io e qualche extra.com, così faccio la verifica alla bilancia. Meglio sarebbe la verifica alla pancia.
Sorpresa indicibile, son quasi un paio di chili di meno rispetto a sabato scorso. Allora è vero, dopo avere introdotto le mele nella dieta e avere eliminato trippa, pasta e fagioli, ragù e piatti pasta, qualche cosa eppur sucede!
Infatti. Poi alle 11.05 la delusione, riindossando i vestiti da persona civile mi sono accorto che c'erano quasi due chili di vestiti in meno: calzoni di tela e non velluto, maglioncino leggero e non quello tipo esercito tedesco, camiciola e non la solita camicia flanella iper colorata e anche qualche cento grammi di berretta in testa.
E allora?

ALLORA E' PRIMAVERA!

Meno male mi ero spaventato. E' la 71a primavera, ma è sempre la notizia più bella.
Eppure me ne dovevo accorgere prima, al mattino c'è già la luce del sole, la sera in colonna i fari servono solo per far contenta le legge e poi l'altro giorno nel mio iper giardino di metri quadri 47,62 ho appena piantato un fico (nero), un cako (giallo), due rose rampicanti, sbianchina e rossa.
E allora, nessuna paura mi DICO. Passerà anche questa, l'inverno prima o poi finisce sempre e poi è necessario, fa maturare i semi, quelli buoni, e affossa gli scemi, quelli eterni.
Sarà che i Talebani han preso un loro collega, sarà che è la "festa della donna" e magari fra un po' il 19 marzo con la festa dei babbi più o meno putativi, fatto sta che è apparsa su Repubblica la lettera di uno studente e per di più napoletano che urla sommessamente ci sono anch'io, no, anche noi ci siamo. E sciamo tanti ma non ci vedete, non ci ascoltate, non ci contate. Ve ne fregate!
E io credo che sia veramente il caso di smetterla anche perchè è ormai un gioco vecchio, l'abbiamo già visato, è figlio della pubblicità. Ricordate? La prima parte del settimanale femminile parla di quelle drammatiche cose che rendono instabile e precaria la vita di una donna, secondo loro, le rughe, i peli superflui, il colore dei capelli, le ascelle, i chili... poi arriva il miracolo, il prodotto, la cura nuova, 100 chili in meno in due ore...
E' la stessa cosa, la scuola non funziona, la disoccupazione, il pattume per le strade, lo smog, l'Apocalisse prossima ventura. Certo tutte cose giuste che non appena cambierà e tornerà la vecchia maggioranza spariranno non dalla realtà ma delle pagine dei quotidiani compresi quelli maggiori.
Un esempio clamoroso è proprio "Repubblica.it" rispetto a Repubblica di carta, sembra un clone dei peggiori momenti di Mediaset, quelli tutto suonerie e simili.
E chi ci sguazza in questo, a parte il superifatto di pelle di ossa e di anima? Proprio i santoni quaresimalisti che giocano su due tavoli, da una parte una nuova linea culturale che coinvolge i padri nobili della sinistra, i residui sindacali nella inutile ricerca di distinguersi (l'ultima fola, la stanza delle meditazioni), o magarti mister topo Amato da nessuno ma alla ricerca di qualche "spin of" come credo si dica e dall'altra i cortei anti i deviati, i non ortodossi, gli anti famiglia che non vogliono procreare, o non possono.
Beh| adesso beccatevi lo studente, manca una "h" e forse anche qualche accento ma non so se è colpa sua o di chi l'ha ribattuto su Repubblica, del resto i miei testi sono spesso ben più pieni di questi refusi o errori legati allo scrivere in prima battuta, come credo abbia fatto quel ragazzo emozionato nel dire e far dire delle enormità A SCUOLA C'E' MOLTA GENTE CHE STUDIA E LAVORA.
"Non picchio i compagni e amo la scuola
ditemi la verità: non sarò mica un folle?"
di GIUSEPPE ROSARIO ESPOSITO
Mi presento, il mio nome e Giuseppe Rosario Esposito sono un ragazzo napoletano, uno di quelli che ha la fortuna di poter andare a scuola, un ragazzo come tanti, uno di quelli che può sedersi di fronte ad un Pc per scrivere una lettera che probabilmente sarà ignorata poiché non fa abbastanza "Spettacolo". Non siamo forse nella società dello spettacolo ad ogni costo?
Ed allora guardando la televisione leggendo i quotidiani, non sento che parlare della "Non scuola" , non leggo altro che articoli interminabili sull'ennesimo video caricato su YouTube che riprende chissà quale altro atto di vandalismo o di bullismo.
Si parla solo di questa "non scuola" che ormai sembra aver preso il sopravvento su tutto e tutti!
E la scuola? Quella vera, quella dei ragazzi che scrivono per far sentire la loro voce, quelli che in centinaia e centinaia parlano della "scuola che c'é" su di un forum on-line di cui nessuno ha scritto, quelli che si interessano dei reali problemi dei sistemi di istruzione, quelli che hanno deciso di creare un manifesto europeo degli studenti
Che fine a fatto quella scuola ?
Indubbiamente è più spettacolare far parlare di sé piuttosto che parlare di sé. Allora forse più che scrivere una lettera, dovrei filmarmi con uno di quei videofonini mentre riempio di botte qualche insegnante. Non lo so! Forse sono un folle se penso che a qualcuno importerà questa lettera, sono un sognatore nel cercare ogni mattina sui titoli dei giornali "la scuola che c'è" restando puntualmente deluso da quei caratteri cubitali
Forse dovrei già sapere che nessuno risponderà a questa lettera. E forse mi dovrei abituare a non sapere cosa sono gli obbiettivi di Lisbona 2010, in fondo cosa importa! So cos'è YouTube. Ma scusate se non posso fare a meno di sognare
Kreben mi ha chiesto ospitalità, volentieri lo faccio, però cambi almeno le immagini
Qualcuno ha suggerito che il TG 5 stamattina fosse un po' più attento alle date così da non dare l'esclusiva dell'8 marzo agli odiati avversari.
Non sempre sappiamo scindere l'atmosfera di competizione sul luogo di lavoro da quella nella vita di ogni giorno.
Diceva anche il TG 5 che quest'anno per la primavera troppo precoce le mimose erano scarse, il chè significa al solito che ci sarà chi alzerà il prezzo.
Se parliamo di fiori, e non solo di simboli a volte quasi ritriti, altri sono i fiori, e sono tanti, di vario genere e origine, di tanti colori tenui o vivaci, splendenti o schivi, che madre natura ci offre e tutti però hanno una caratteristica quella di volere, disperatamente volere emergere, vivere, combattere. E questo non solo perchè, come qualcuno vorrebbe, servissero solo o soprattutto a produrre frutti e quindi altro seme per altre piante, ma perchè i fiori sono il simbolo vivente di battaglie vinte e la certezza che comunque il combattimento non si ferma, anche nei terreni peggiori.



PER UN FUTURO DI LOTTE E DI SPERANZE COMUNI E CONDIVISE.
Qualche giorno fa passeggiando dalle parti di Spartaus ([Resistere, resistere e magari vincere]) avevo citato una antica reminiscenza scolastica, una di quelle cose che ti rimangono dentro sepolte dalla polvere del tempo e con quella dimensione fra il misterioso e il ridicolo che hanno spesso questi ricordi. Volevo affermare, in modo al solito provocatorio, tanto più che ero nella versione kreben, l'inutiltà del lamentarsi delle difficoltà e delle vacuità sempre presenti nella vita e nella società, lamentazioni che a mio avviso portano solo a disperazione rassegnazione e rinuncia.
Per questo riprendevo il mito di Sisifo, nel modo banale, di questo Re di Corinto condannato a far risalire un masso in alto sul monte per vederlo poi rotolare di nuovo giù prima di raggiungere la cima e, allora, tutto di nuovo da capo e in eterno.
E mi pareva che il lamentarsi e il gemere fosse inutile, mentre era meglio armarsi di un nodoso bastone e andare alla ricerca e alla caccia di chi, non fra gli dei ma fra gli umani, si dava da fare per mantenere, come si dice "lo status quo ante (spero sia giusto)", e toglierlo di mezzo.
Questa la premessa e poi stanotte la curiosità di rivedere quei miti nel modo solito usando Google e arrivare allora alle Metamorfosi di Ovidio e poi a un sito meraviglioso www.iconos.it curato da una docente della Università La Sapienza sulla iconografia e i miti antichi. Certo meraviglioso forse solo per me spaurito e incolto "pratico", ma anche meraviglioso strumento di diffusione di conoscenza in cui persone di elevata sensibilità e cultura specifica attrezzano il proprio sapere, avvalendosi delle moderne tecniche, perchè altri ne godano e in qualche modo se ne arricchiscano.
Riporto qualche piccolo esempio perchè sono tante le riproduzioni di miniature, statue, dipinti, ceramiche e medaglie che ce n'è da riempire serate e serate.
Chiedo scusa agli esperti per questo mio entusiasmo così naive (la dieresi non so ttovarlas), molto dipende anche dai commenti su ogni particolare illustrato, commenti con cui si può consentire o litigare e quindi costringersi ogni tanto a uscire dal pedestre quotidiano e ragionare, ad esempio, del rapporto tra umani e dei con quella semplicità profonda con cui gli "antichi" ragionavano ricorrendo al mito, mito tuttavia ancorato alla esperienza e alla vita quotidiana ma soprattutto senza il peso di anatemi e di dogmi dai togati custodi della "vera" e "unica" religione inumana.
TIZIANO 1548 sisifo MABUSE 1527 danae


Nella vicenda telefonini si inserisce il sindacato, quel sindacato sempre pronto a preoccuparsi del pensiero alto, in difesa delle donne, se in pubblicità (con molto meno efficacia, o volontà, nelle aziende), o di altri elevati principi, ma che nella vicenda assume un atteggiamento un po' particolare.
In fondo è lo stesso sindacato che non si accorgeva di quel che accadeva in Telecom alle spalle degli utenti, lo stesso sindacato che non si è mai preoccupato di come certi contratti via telefono arrivassero senza alcun consenso chiaro dei "clienti".
Un esempio banalissimo, ieri mi telefona una signora Wind, onestamente la voce è dimessa, di una che si guadagna il pane rompendo le scatole, la proposta magari era ragionevole però il mio piano Wind è da secoli così, mi sta bene, mi dice le mando un SMS così ragiona meglio, infatti arriva lo SMS "Wind la ringrazia e accetta la sua proposta di cambiamento" a quel punto cerco di capire ma evidentemente sul portale e sul 155 c'era il caos e non ho capito bene cos'era il regalo nel nuovo contratto.
E questo è solo un piccolissimo esempio.
Quanto vale la torta del costo ricariche?
Intanto le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra: le compagnie telefoniche, denunciano, stanno cercando di incamerare quel miliardo e 800 milioni di euro che arrivavano dal «costo di ricarica» in altri modi, in particolare con i nuovi piani tariffari.
Sono quindi 1800 milioni di milioni di euro, cioè circa 3500 miliardi circa di vecchie lire, quasi 100 euro per famiglia, in definitiva i "clienti" si vedono rendere quasi più di quanto gli sia arrivato dalla finanziaria, ovviamente per quelli che hanno visto un calo delle tasse.
A questo bisogna aggiungere quanto le società hanno disponibile in termini di liquidità a costo zero perchè le ricariche sono un incasso anticipato rispetto al consumo. Ognuno di noi infatti va al supermarket o sotto cas e gli versa magari 200 euro per gli acquisti che farà "li tenga lì, poi me li scala man mano acquisto" e addirittura il fornaio sotto casa aggiunge "si ricorda che non li spende entro x giorni poi li perde, si ricordi". Giusto, come no, chissà che spese a tenere i conti di quanto gli ho dato in anticipo.
E il sindacato? Cioè la Corporazione che non si ricorda di essere anche consumatore però vuol bene all'azienda e riflette tuttavia nei suoi dirigenti la mentalità di monopolio protetto ancora diffuso nel settore (ma anche all'Enel, nelle Ferrovie, e in ogni altro buco simile)
E poi qualcuno si chiede come mai in Italia ogni anche piccola innovazione richiede tempi biblici?
Sarebbe interessante chiedersi la collocazione politica di quei sindacati o, meglio, dei loro dirigenti.
P.S. dalla lettura che La 7 fa al mattino dei giornali una battuta del condutore rivela che nel decreto non sono comprese le utenze affari. Ma chissà perchè.