Krema Blog

Il dolce e l'amaro dentro e intorno a noi

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Un vecchio signore che non ha nessuna voglia di andare in pensione mentale ma che può finalmente scegliere orari tempi e colleghi.

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mercoledì, 31 gennaio 2007

BANCA QUANTO MI COSTI!

Banca, quanto mi costi! Evdentemente io ho sempre fatto parte di quella esigua minoranza che con le banche mai avuto crediti, ma solo debiti. Per questo motivo ben pochi hanno sottolineato l'abolizione della "commissione del massimo scoperto" che, il più delle volte, marcia verso l'1% e che lo si ritrova tranquillamento tutti i trimestri magari per un giorno di valuta non ancora al posto giusto.

Se qualcuno dei miserabili come me ha il solito fidino che corrisponde a uno due mesi di stipendio e/o pensione si accorgerà che è la voce più grossa del salasso trimestrale, perchè tutte le altre commissioni te le hanno già addebitate di volta in volta. Infatti se hai il raffreddore c'è una commissione quando decidi che bisona ripulire i condotti, una commissione quando trovi i kleenex, un'altra quando finalmente hai aperto il pacchetto, e altre 2 o 3 prima di gettareil tutto (spero non come sempre dal finestrino dell'auto).

Solo quella eliminazione mi sa che renda di più della variazione IRPEfF

NB. non illudetevi ne inventeranno un'altra, in fondo 20 o 30 in euro in più ogni tre mesi cosa sono?

Risposta. su 10000 clienti quanto fanno?

postato da: bkrema alle ore 05:32 | link | commenti
categorie: politica, viaggio
venerdì, 26 gennaio 2007

Sono i giorni del ricordo e della memoria, molto è cambiato in Europa, spesso però la storia dei popoli d'Europa ha avuto brusche inversioni nel passare delle generazioni e la tentazione facile dell'irrazionale nei momenti di passaggio è sempre tragicamente possibile.

Solo la memoria storica non agiografica o rituale può attutire e rendere, non impossibile, ma almeno meno probabile che l'arroganza dei gruppi fanatizzati o ispirati al vecchio ordine tornino a prevalere.

Pericolo presenti anche tra gli umiliati, offesi e sterminati di allora e fra quanti allora non vollero vedere per interesse o per pavidità o per pregidizi ampiamente diffusi anche a livello religioso.   

MEMORIA

papi, posso vedere anch'io? Vero che poi stiamo più larghi?

***
L'ho ripescato da un blog di un anno fa, mi pare renda ancora l'idea dell'assurda e quasi inverosimile tragica vicenda che percorse l'Europa nel suo insieme, tutta responsabile o perchè ne fu l'attore, o perchè non volle nè vedere, nè capire, nè subire.

E quanto è significativo che proprio il rifiuto, la revisione, sia diffusa soprattutto là dove storicamente il pogrom era la norma e dove dopo il regime nazista e le imitazioni varie ispirate in gran parte all'Italia fascista, vedi Romania e Croazia per citare gli esempi più clamorosi, hanno poi subito il dominio dell'URSS.

E in fondo è comprensibile non avendo vissuto la libera discussione e la sofferenza del vivere in democrazia sofferenza inevitabile quando non si vuole contemporaneamente accettare la liera espressione di altre opinioni o  riti o semplicemente modi di vivere. L'allusione, ad esempio, alla Polonia di oggi è pienamente voluta.

postato da: bkrema alle ore 19:51 | link | commenti
categorie: politica, storia

Scusi, mi controlla il gene?

Scusate se riprendo una  altra News de Le Scienze .

Un interruttore genico per i tumori
Grazie al risultato, si intravedono nuovi bersagli per le terapie farmacologiche

Molte forme cancerose derivano da difetti genetici relativi a meccanismi che sopprimono lo sviluppo di tumori. Ora, per la prima volta, ricercatori del Massachusetts Institute fo Technology (MIT) hanno dimostrato in una sperimentazione su topi di laboratorio che la riattivazione di uno di questi geni può determinare la diminuzione della massa tumorale o addirittura la sua scomparsa. Lo studio offre così la prova che il gene oncosoppressore p53 è un bersaglio promettente per la terapia farmacologica. 

Ma, per quanto interessante 'argomento in quanto tale, volevo richiamare l'attenzione per un aspetto che non può apparire scontato ed è un aspetto generale del mondo biologico a tutti i livelli di quantità e qualità di organizzazione cellulare.

Tutta l'organzzazione è fatta di interuttori e controlli come fosse un modernissimo impianto. Le relazioni fra energia, distribuzione, funzioni e lavoro (nel senso fisico del termine) sono interconnesse. Il tutto è meraviglioso ma, se ci pensate, era l'unico modo per sopravvivere e non scomparire. Quindi per approssimazioni successive sono state sviluppate queste situazioni e gli eventuali nuovi tipi di organizzazione cellulare sono partiti utilizzando i protocolli esistenti in quel momento e il DNA e la sua organizzazione in geni ne sono il risultato.

Poi accade che qualche volta nella costruzione del singolo individuo, zanzara, zenzero, zotico o zuzzerellone che siano, possono accadere errori spesso legati a fatti accidentali (una radiazione imprevista, passava di lì un malizioso parassita, il demonio se volete o uno spirito malvagio) e così qualche pezzo dell'impianto non funziona come dovrebbe.

Funzionare bene o no dipende dal coordinamento fra misura del dato e risposta corretta. Già però accade e non tutti sono provvisti di garanzia e autoriparazione.

Un esempio: l'altro ieri inciampo con la mano nella leva che comanda i pulitori (parabrezza, lunotto e mi fermo lì perchè nei modelli super con tanti opzionals puliscono tutto come i fari gli specchietti e forse anche altro). Com'è come non è la spazzola del lunotto parte e neanche intermittente, parte e basta. Destra e sinistra, destra e sinistra e non pioveva e dopo un po' rumore di ferraglia e pompatina di liquido.

Finalmente mi decido e vado dall'amico VW che ha inventato i tagliandi così ogni tanti chilometri gli lascio un tot spesso superiore o vicino a due rate di leasing. Come fare? me la lasci qui bisogna verificare il centro controlli. Capito? Un tempo era semplice c'era un morsettiere e anche l'ultimo quasi elettrauto o anche bravo autista sapeva metterci le mani. Adesso no, bisogna conoscere e avere gli strumenti diagnostici. E noi, umani con tutti i limiti, siamo una costruzione meravigliosamente complessa.

E come si fa? E' la ricerca bambolo! Ed è la ricerca non immediatamente utile, quindi difficile da capire e quantificare!

Ed è anche la ricerca che non può neppure dipendere dai mal di pancia di qualche gruppo di fanatici osservanti di antiche leggende o dai malumori dei grandi difensori delle tradizioni e delle morali.

E bisogna fidarsi, controllandoli se no approfittano al momento della fattura, come spesso, almeno io incompetente e timido, dell'elettrautpo con il logo VW e lasciandoli fare e pensare comecon gli artisti perchè solo nella libertàpiù assoluta può arrivare spesso un ragionamento, una sensazione o una intuizione risolutiva.

Le stesse parole quasi mai danno risultati poetici altrettanto validi.

  

postato da: bkrema alle ore 12:03 | link | commenti
categorie: politica, viaggio, scienza

Non abbiamo l'esclusiva

No non abbiamo l'esclusiva! Ricordate? A un certo punto della creazione, il dio della Bibbia fatto l'uomo (nel senso di maschio, cioè Adamo) lo chiama e gli mostra il mondo, gli animali, li fa passare uno per uno, gli dà il nome e, neanche fosse il Berlusconi che proclama Fini suo successore (suppongo toccandosi i maroni - in italico medico testicoli - chissà se ancora originali), dice ad Adamo tutta roba tua, tu li userai, li dominerai, ci giocherai. Implicitamente gli dice sarai signore e padrone loro, quelli non sono niente al tuo confronto.

E così pian piano Adamo si organizza e affiora prepotentemente il significato di famiglia. Oddio all'inizio visto che l'unica donna in grado di figliare era Eva qualcosa che Ruini non approverebbe sarà successo, visto che Caino e Abele erano maschi!, ma anche se avessero avuto delle sorelle... (adesso che ci penso all'epoca che ero un bravo ragazzo destro cattolico e catechista nessuno mi ha mai chiarito questo fatto, magari usavano la procreazione assistita per evitare che nel durante ci fosse qualche emozione e non fosse solo un fatto tecnico per popolare un po' il mondo. Fra l'altro penso che sia accaduto tutto dopo la scena con il serpente e la successiva cacciata, perchè la Bibbia e le iconografia fan sempre veder Adamo ed Eva turbati o piangenti e semivestiti tipo pelle di leopardo sui lombi ma mai figlioli e tanto meno nipotini).

Ma perchè poi parlo di questo?

Leggetevi questa news de Le Scienze e imparerete che le api operaie da brave e diligenti operose (imparino i sindacati come si costruisce una buona società, altro che ...) non solo si danno da fare a nutrire la Regina e tutte le future api nasciture del proprio stabilimento ma, a tempo perso e come obbligo morale di lavoro e poi non vanno in ferie, vanno a dare una mano negli stabilimenti adiacenti, sempre se c'è ovviamente un rapporto di parentele (leggi sciami usciti alla faccia della Regina o semplicemente su consiglio per estendere il territorio di influenza, come i bravi monarchi di una volta, non come quei Savoia residuali).

Il fenomeno noto come nest drifting, che si verifica quando singoli insetti si muovono su differenti nidi è stato descritto solo in poche specie di insetti sociali, ma è sempre rimasto un mistero quale sia la ragione di comportamento”, ha commentato Seirian Sumner, coautore dell’articolo.
“Oltre al ciò, vi era la difficoltà oggettiva di determinare la frequenza con cui tale comportamento si ripeteva: abbiamo trovato che riguarda il 56 per cento circa degli individui. Per questo abbiamo sviluppato un nuovo metodo.”

Devo dire che non è una cosa così strana visto che ho vissuto anche quando l'Italia "era una cosa seria". Nella grande famiglia dei nonni materni Geminiani, in Romagna, c'erano ovviamente più maschi Geminiani (5 e sposati). I maschi avevano una certa libertà di movimento non solo il capo clan che andava al mercato, ma anche gli altri giravano per lavoro e alla sera andavano a quello che era negozio di tutto, luogo di ritrovo, bar, osteria etc. Questo non nel Medio Evo, ma fino a tutto il 60/70 e con qualche variazione ancora oggi, salvo che ci vanno anche le femmine. Dimenticavo, eranoi cattolici non islamici se qualcuno ha dei dubbi può chiedere gli do l'indirizzo.

Per le femmine invece, maritate, c'era che si poteva andare a Messa, al Cimitero e dare una mano dai parenti stretti loro in caso di disgrazia, malattia o simili, sempre che il numero di nuore nell'altro clan non fosse all'altezza. Non particolarmente indicato andarea casa di amiche. Una valvola di sicurezza c'era perchè di quando in quando andavano al mercato per vendere le uova, i conigli o simili il cui ricavato era il loro argent de poche (la paghetta insomma), però meglio in coppia. Non si sa mai. Non ho capito poi come facevano per avere qualcosa da confessare, va bene che la fantasia soccorre quando la carne o la curiosità premono.

Inciso, per le femmine, quelle piccole, le mie analoghe, le figlie, qualche possibilità c'era, almeno fino all'età del menarca poi era un po' più difficile, anche se uno dei compiti estivi era fare la badante nel frutteto o nel vigneto o pascolare maiali e simili e qui magari qualche opportunità migliore c'era. Nel caso della tribù Geminiani qualche problema in più c'era, perchè essendo il podere nell'ansa di un fiume il posto di osservazione era sull'argine bene in vista per cui le assenze dovevano essere veloci, anzi, sveltine.

Con tutto questo, non sono ironico, c'era uno spirito molto liberale: mia nonna era una severa organizzatrice della tribù e il clima era sereno e nessuno si permetteva di essere poco attento alle convenienze. Quelle visibili, poi capita che una si sposa in agosto e io nasco a dicembre, ma ci sono gli spiriti santi, lo sa anche Ruini. 

postato da: bkrema alle ore 11:27 | link | commenti
categorie: politica, racconti, scienza, tribĂą
sabato, 20 gennaio 2007

in Italia per le ferrovie gli uragani sono quotidiani.

L'ultima novità sull'uragano Kyrill? Eccola:

Nord Europa conta i danni lasciati dall'uragano

Germania, treni in difficoltà dopo Kyrill
«Impossibile rispettare gli orari» ha detto un responsabile delle ferrovie. Circa 12mila famiglie sono rimaste senza elettricità
BERLINO - A due giorni dal passaggio dell'uragano Kyrill che ha spazzato l'intero Nord Europa facendo 47 vittime, in Germania resta problematica la normalizzazione del trasporto ferroviario. Mentre nelle regioni nordorientali la circolazione dei convogli è tornata pressoché normale, a ovest - e in particolare nel bacino industriale della Ruhr - si registrano ancora ritardi e scompensi. «È impossibile rispettare gli orari», ha detto stamane un portavoce di Deutsche Bahn (DB), le Ferrovie tedesche. A creare problemi sono i numerosi alberi che continuano a bloccare i binari, dove sono impegnati centinaia di uomini della protezione civile. La normalizzazione del traffico ferroviario in Nord-Reno-Vestfalia è attesa non prima di sabato sera. Normale invece è tornato il traffico aereo, sconvolto giovedì dal passaggio dell'uragano.
*
Qualcuno di noi vuole rassicurare il gestore delle ferrovie tedesche? Quello che lo preoccupa dopo un uragano da noi non preoccupa nessuno e tutti i giorni. Anzi. Secondo me i nostri capi ferrovia son lì a chiedersi perchè ci sia chi si ostina a fare i pendolari con tutte le rotture che comportano, sia in senso metaforico che metadentrico.
*
Da noi non rispettare gli orari è la norma!

postato da: bkrema alle ore 12:25 | link | commenti (1)
categorie: politica, storia, cronaca
venerdì, 19 gennaio 2007

miti e ossessioni e realtĂ 

Poi andrò a rivedere che sta facendo quel ragazzotto che da Trieste si è trasferito in quel di Bologna, intanto volevo far conoscere uno dei tanti flash che periodicamente ricevo da Le Scienze.

Vale la pena però prima riprendere una saggia massima che ricorreva ai tempi nelle campagne di Romagna e che io ho ascoltato dala mia nonna jusfina, una delle tante versioni di giuseppina. Mi piace ricordare che delle 5 nuore di mia nonna 3 si chiamavano giuseppina ma stranamente il loro soprannome era diverso: Pina, Gepina e Fina. La fantasia recupera sulla monotonia dell'esistente.

Dunque mia nonna, saggiamente, quando qualcuno ci sgridava perchè eravamo piuttosto "sporchi", nel senso che giocando e muovendoci in assenza di asfalto era ovvio che fossimo impolverati. Mescolandosi poi la polvere al sudore del sole e del gioco eravamo molto simili ai pellerossa dei film, e allora mia nonna interveniva dicendo: i bastird par cresar e bégna chi mégna un zest ed tèra. I ragazzi (usando il dialetto dell'imolese il termine dei signori, i bastardi) per crescere debbono mangiare (bisogna che mangino)  un paniere di terra.

Affermazione che contraddice l'ossessione per l'igiene che sorge attorno agli anni 30/40 e che ancor oggi è forte ancor più per la ossessione pubblicitaria su prodotti e prodottini per la pulizia degli ambienti e degli accessori e panni, specie per i bambini.

E' significativo che tale affermazione trovi riscontro anche nelle ricerche mediche,di cui questo breve messaggio de Le Scienze è un esempio.

I parassiti ostacolano la sclerosi multipla
Producono molecole che sviluppano una risposta anti-infiammatoria

Negli ultimi decenni si è assistito a un aumento dell’incidenza dei casi di sclerosi multipla (SM), al quale concorrerebbero anche fattori ambientali. Secondo una teoria – analoga a quella che imputa l’incremento dei casi di allergia a un eccesso di igiene, tale da ridurre drasticamente il numero di batteri presenti nell’ambiente di vita – l’aumento delle patologie autoimmuni potrebbe essere correlato al declino delle malattie parassitarie.
Il primo studio effettuato per esaminare la relazione fra queste malattie e sclerosi multipla suggerisce che tali infezioni potrebbero influenzare il corso della SM.
Secondo i ricercatori dell’
Istituto di ricerche Neurologiche Raúl Carrea di Buenos Aires, che hanno condotto lo studio ora pubblicato sull’ultimo numero degli Annals of Neurology, la ricerca indicherebbe che una risposta autoimmune derivante da una infezione parassitaria potrebbe avere come esito una diminuzione della normale risposta infiammatoria associata alla sclerosi multipla. Le prove che stanno emergendo della produzione di cellule T regolatrici (che inibiscono la risposta immunitaria) nel corso di infezioni parassitarie sembrerebbbero offrire una spiegazione del meccanismo per cui l’ospite infettato mostra una risposta immunitaria alterata che agisce come antigene secondario.
Poiché i parassiti risiedono nell’ospite per lungo tempo, possono sviluppare molecole che inducono una forte risposta anti-infiammatoria, che ne aumenta la sopravvivenza. Per l’identificazione di queste molecole, osservano i ricercatori, servono però ulteriori studi. 

Certo come tutte le affermazioni occorre prenderle con un minimo di cautela, però dietro a queste ipotesi c'è un modello ed è che quando uno nasce, umano o altro che sia, non ha tutto ben predisposto, ma ha delle potenzialità che vanno in qualche modo guidate ed è l'ambiente in cui cresciamo che fa sviluppare le caratteristiche utili e adatte al singolo ambiente. E se ci si pensa bene tale fatto è anche il motivo per cui gli umani riescono a sopravvivere e vivere in ambienti e situazioni molto diversi fra loro.

In pratica la presenza di "parassiti", intendendo per tali quelle forme di vita che interagiscono con noi e da noi trovano energia e alimento, allena le nostre difese immunitarie che "imparano" a gestirsi e quindi evitano gli incidenti da "fuoco amico" perchè imparano anche loro a conoscere.

Il chè contraddice l'impostazione tipica di una produzione industriale e, persino, la costruzione artiginale di un qualche dio che ci sforna uno alla volta con tanto di corpo e di anima ben calibrati.

Ad ognuno la propria meditazione

 

postato da: bkrema alle ore 22:58 | link | commenti
categorie: politica, scienza
giovedì, 18 gennaio 2007

Facile la profezia, ripetitivo il ricorso ai superlativi.

Facile la profezia di qualche giorno fa ospite del mio alter ego Kreben .

Dopo gli articoli che parlavano di temperature inaudite, mai così alte, le farfalle sulle Alpi e via raccontando, ecco l'altra faccia della medaglia.

Non ho guardato negli altri "quotidiano che ti pareevuoi.it" ma penso che ben poco ci sarà di diverso.

Piogge e vento a 120 km all'ora in Inghilterra, Francia e Germania
Maltempo sul Nord Europa: molte vittime
Massima allerta per il passaggio dell'uragano Kyrill. Dieci morti solo in Gran bretagna: tra loro anche un bambino di due anni .
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La spiaggia dell'isola di Sylt, a nord della Germania (Ansa)
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La spiaggia dell'isola di Sylt, a nord della Germania (Ansa)
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BERLINO - Francia, Germania, Gran Bretagna e larga parte dell’Europa centro-settentrionale sono nel mirino di "Cyril" (o Kyrill in tedesco), l’uragano di una violenza definita "inconsueta" che raggiunge raffiche di vento di 130 chilometri orari e ha già provocato una quindicina di vittime. Tra loro anche un bambino di dieci anni. Centinaia di voli sono stati cancellati nei maggiori aeroporti del Vecchio Continente, traffico rallentato e molte scuole sono state costrette alla chiusura. Il maltempo fino ad ora ha colpito soprattutto la Gran Bretagna, dove ha provocato almeno 10 morti. Altre vittime in Olanda, Francia e Germania.
VENTI FORTI ANCHE SUL NORD OVEST DELL'ITALIA - L'uragano Kyrill porterà anche in Italia, seppur in maniera molto meno violenta, i suoi effetti: nelle prossime 24 ore sono attesi venti forti e caldi con raffiche tra gli 80 e i 120 chilometri orari sul nord-ovest dell'Italia. Il Dipartimento della Protezione Civile ha dunque emesso un avviso di allerta meteo a partire da giovedì sera per le prossime 18-24 ore. «I fenomeni - spiega il capo del servizio previsione e prevenzione del Dipartimento, Bernardo De Bernardinis - sono in connessione con quanto sta avvenendo nel nord dell'Europa ma avranno un'intensità minore». Le regioni interessate dai venti saranno la Valle D'Aosta, il Piemonte e la Lombardia. Raffiche di minor intensità colpiranno anche la Liguria e la Toscana. Previste, inoltre, mareggiate nel Tirreno centrale tra la Liguria, la Toscana, la Corsica e la Sardegna.
*
Eppure quando abitavo a Trieste i venti con raffiche a 120/130 erano discretamente consueti e non c'erano allarmi stratosferici, capitava di alzarsi e già il rumore qualcosa diceva, restava da capire se era "bora scura" perchè il tutto diventava più problematico, ma intanto si sapeva che nei punti nevralgici erano tese le corde a cui aggrapparsi e si usciva "tapadi giusto".
*
Quello che si è perso è il contatto con la natura che ha dei ritmi tutti suoi, con cicli di anni se non di secoli e non è per fare il vecchio saggio perchè anch'io, nonostante si preveda neve, prendo lo stesso la solita macchina tanto la scia delle auto pulisce la strada e poi gli spazzaneve e poi tutti lì perchè "un idiota" è andato per traverso e i camion devono andare perchè il ritmo delle consegne non può saltare e neppure le scadenze del leasing e dintorni. Tutto è costruito al computer sul just in time da gente che se piove non se ne accorge perchè esce da un garage al coperto, spinge un pulsante si chiude il portoncino del garage, si apre il cancello, si chiude il cancello, si arriva in azienda capo o qualunque tu sia cancello come sopra, posto nel parcheggio, corsetta veloce, battuta con la simpaticissima e giovanissima Co.Co.Co alla reception già al caldo in mini su pantaloni, anzi ha già le calze alla Pippicalzalunghe e una miniculoscopertoeprotetto e se non è alla Pippicalzelunghe e stile quella leader verde di non so qual Europa o giù di lì, e poi via nel calduccio dell'ufficio togliendosi il piumino-giubbino-maglioncino se sei da quartieri alti, o pronti in tuta nel capannone non proprio riscaldato se sei in produzione per guadagnare il pane per tutti quelli dei piani sopra. Magari dopo una breve sosta alla macchinetta perchè il cicchetto dalla fiaschetta non si può più.
*
Un po' di preoccupazione magari c'è, se poi nevica stasera?
*
Questa non abitudine, questa non conoscenza tipica del cittadino è ormai largamente estesa anche nei paesoni o paesotti qua attorno e il sindaco lo sa bene che perde voti se gli spazzaneve tardano. In compenso i titoloni servono a tutti, sia agli eroici lavoratori, sia ai politici locali per giustificare qualche smagliatura nell'organizzazione, sia con quello dell'assicurazione per i piccoli incidenti, che tanto piccoli non sono quando vai in officina.
*
Poi ti chiedi chi è quel matto in bici mentre diluvia che vedi all'ultimo momento e borbotti "poi ci scappa il morto" ma non poteva stare a casa o prendere l'autobus...
*
Come no, alle fabbrichette ci arrivi come? E se sei un timbracartellino o un passailpass il computer mica scrive "fuoripiove" e quello che è arrivato tranquillo o arriva dopo quando guarda la situazione dieci giorni dopo vagli a spiegare che c'era tempaccio...
*
Per questo mi chiedo, ma se dovesse piovere sul serio, che so un po' di bombe, un po' stile Iraq, ad esempio, questi bravi europei dove sarebbero?
*
Meglio non dirglielo a quei 4 o forse 5 miliardi di umani ancora allenati alla natura com'è e non a quella delle agenzie di viaggio. 

postato da: bkrema alle ore 20:41 | link | commenti
categorie: politica, cronaca
lunedì, 15 gennaio 2007

UNA NUOVA AGRICOZOOFARMINDUSTRIA?

C'è un interessante articolo che riporta come da un clone di pollo opportunamente modificato si arriva a un pollo femmina produttorice di uova da cui estrarre proteine utili per la cura di varie patologie umane.

l'istituto Roslin di Edimburgo ha dato vita a una gallina geneticamente modificata da impiegare per la produzione a buon mercato di farmaci speciali altrimenti molto costosi. L'istituto scozzese ha utilizzato embrioni di galletto e ne ha manipolato il Dna con l'aggiunta di geni umani grazie all'aiuto di virus. Da questo «miscuglio» sono nate delle galline portatrici anch'esse di geni umani che scodellano uova davvero eccezionali: dall'albume si possono estrarre proteine preziose per la produzione di medicinali. galline ogm 1uova  ogm 1

E naturalmente a questo punto nascono i soliti distinguo e problemi perchè messa a punto la tecnica opportuna si deve passare alla produzione con tutte le solite proteste inevitabili.

NO DEGLI ANIMALISTI - A detta del Sunday Times questa scoperta è «un trionfo» da attribuire alla professoressa Helen Sang, che si è avvalsa della consulenza del «padre di Dolly» - il professor Ian Wilmut - e che negli ultimi dieci anni ha lavorato intensamente al progetto delle «galline-farmaco». Già ad oggi esistono varie tecniche per la produzione di proteine ad uso medicinale da materiale geneticamente modificato ma l'estrazione è difficile e costosa. Non sembrano esserci invece difficoltà partendo dal bianco d'uovo, di qui la cruciale importanza dei successi riportati a Edimburgo. In controtendenza con il forte interesse delle compagnie biotech le associazioni animaliste del Regno Unito hanno stigmatizzato le ricerche portate avanti dal Roslin Institute: «Il processo di modificazione genetica - ha denunciato Andrew Tyler, direttore di Animal Aid - produce molte vittime. Molti giovani animali nascono con gravi difetti e le femmine soffrono di aborti e di altri problemi».
*
Vorrei sommessamente esprimere la mia piccola e, naturalmente, stupida opinione: quali sono le alternative? Certo probabilmente in qualche modo si potrebbero produrre le stesse molecole in laboratori altamente specializzati con relativi costi altissimi (soluzione 1) e quindi farmaci riservati alle nobili categorie economiche. Oppure si potrebbe decidere che certe patologie così costose da curare è inutile curarle, troppi alti i costi che la comunità deve sopportare e quindi proteggiamo le galline e mandiamo a quel paese gli affetti da queste patologie, perchè in fondo si ammalano quelli più deboli e poi magari procreano altri altrettanto deboli (soluzione 2) o predisposti.
*
In fondo la scienza suggerisce un risultato, sta poi alla politica decidere e la politica non è mai neutra, ma se si affida alle emozioni radicali e preconcette lo è ancor meno, sia di gruppi a tutela di questo o quello o che agiscono in nome di qualche divinità o entità superiore.
*
A questo proposito mi ha molto incuriosito un sito che su un testo tutto rivolto alle recriminazioni su cosa mangiamo e dintorni, nelle foto allegate nasconde ben altro. Che buffo. 

postato da: bkrema alle ore 07:29 | link | commenti (3)
categorie: politica, scienza, chimica
domenica, 14 gennaio 2007

 

cana chia sardegna

Se tenevate la macchina più meglio forse non rischiavo di bagnarmi tutta, se solo il mare di Chia si accorge che è più in alto di noi...

E poi credono con una digitale di poter fare tutto...

Fotografi del kaiser...

Avete finito?

Povera paziente Cana, costretta a sorbirsi libri e giornali proprio adesso che con il nuovo anno ha scoperto che il mare è divertente.

Vedremo con il prossimo giro di accontentarti, in fondo da Cagliari sono nemmeno 50 chilometri e per gli appassionati che han bisogno del vento qui ce n'è anche troppo!

postato da: bkrema alle ore 18:14 | link | commenti (4)
categorie: viaggio, sardegna
martedì, 09 gennaio 2007

viaggio nel tempo e nello spazio

Non ci capisco molto, però è splendido anche solo cercare di capire!

Adesso lascio ai lettori dei sacri libri le loro certezze, le loro paure della scienza, a me bastano piccoli frammenti di conoscenza che via via disegnano un quadro neppure più nitido, meno nebuloso e inevitabilmente parziale e suscettibile di venire smentito o corretto via via, come sempre accade nella scienza.

E non mi spiace neppure che il percorso sarà lungo, anzi probabilmente eterno e si fermerà solo quando non ci sarà più nessun piccolo uomo con il coraggio di cercare sapendo che sarà sempre una approssimazione, ma una approssimazione ottenuta con l'immaginazione, la fantasia e il duro lavoro sia nell'immensa grandiosità della materia che nel microcosmo ancora forse più complesso della biologia.

Riporto per intero l'articolo de La Stampa, perchè va gustato e digerito e sono convinto che nessuno dei pochissimi che passano di qui si annoierà. Anzi!

PIERO BIANUCCI

E' il primo sguardo alla materia oscura, sostanza misteriosa che costituisce un terzo della massa dell’universo. Ha la struttura di una immensa spugna e con la sua forza gravitazionale pilota la nascita delle stelle e delle galassie, che rappresentano appena il 5% del Tutto. Fino a ieri l’uomo era riuscito a osservare solo questo miserabile 5%, cioè la materia che emette o riflette luce: stelle e nebulose. Grazie al telescopio spaziale Hubble, al satellite europeo Newton e ai maggiori telescopi al suolo, ora incominciamo a vedere l’invisibile. Una seconda rivoluzione copernicana di colpo ci mette di fronte a un universo buio sei volte più pesante di quello luminoso studiato da 2 mila anni in qua. Copernico ha tolto la Terra dal centro del cosmo, 70 astronomi guidati da Nick Scoville e Richard Massey (Caltech, Usa) hanno spodestato l’universo visibile facendone un suddito di quello invisibile.

E’ un po’ come se finora avessimo osservato la Terra esclusivamente di notte e dall’aereo. Sotto vediamo i lampioni delle città e delle strade, non le case, le pianure, le montagne. Rispetto all’universo, l’uomo è il passeggero sull’aereo: per secoli ha fissato l’attenzione sui lampioni. Ora incomincia a capire che le cose davvero importanti si nascondono in mezzo a quel fioco formicolio di punti luminosi. E che a dettare la disposizione dei lampioni sono le case, le strade, le montagne, il mare. Cioè proprio ciò che non si vede. Quella presentata su «Nature online» è la prima mappa tridimensionale della materia oscura diffusa in uno spazio abbastanza grande da poter essere considerato un campione valido dell’intero universo. In mille ore di osservazione il telescopio spaziale ha ripreso 575 immagini fino a coprire un pezzo di cielo di 1,6° quadrati: circa 9 volte il disco della Luna. Lo spazio abbracciato ha un diametro di 80 milioni di anni luce.

Le foto mostrano un enorme numero di galassie nate poco dopo il Big Bang. La tecnica applicata è quella delle «lenti gravitazionali». La materia con la sua forza di gravità deforma lo spazio e la luce è costretta a seguire le deformazioni. Così, indirettamente, traccia la forma della massa oscura che la devia. Le immagini di Hubble sono integrate da quelle riprese nei raggi X dal satellite Newton in 400 ore di lavoro. Per ottenere la visione trimensionale sono servite le osservazioni spettroscopiche fatte con il VLT europeo (il più grande telescopio del mondo, sulle Ande del Cile) e le foto a colori di due telescopi, uno giapponese e uno franco-canadese, alle Hawaii.

Quando l’universo uscì dal Big Bang, materia visibile e invisibile erano mescolate in modo uniforme. Poi la materia oscura, sei volte più abbondante, incominciò a collassare e a concentrarsi. La sua attrazione guidò il collasso della materia ordinaria, che incominciò a organizzarsi in stelle e galassie. La mappa mette in evidenza che le galassie sono disposte ai margini delle concentrazioni di materia oscura: dunque è lei a comandare. Senza materia oscura non avremmo lo sfolgorio di galassie che conosciamo e non esisteremmo neppure. Siamo figli delle stelle (che hanno prodotto gli elementi chimici di cui siamo fatti), ma siamo nipoti della materia oscura. La quale deve probabilmente la propria distribuzione all’«energia oscura», che rappresenta ben il 65% del Tutto.

Due sono ora le domande da affrontare: di che cosa è fatta la materia oscura e quali sono i rapporti con l’energia oscura. Alla prima domanda potrà forse rispondere l’acceleratore LHC al Cern di Ginevra, se scoprirà particelle di materia non convenzionale ipotizzate da alcune teorie fisiche. Per la seconda gli astronomi sperano di ripetere il gioco che ha portato alla mappa tridimensionale: come la materia luminosa ha tracciato il profilo di quella oscura così quest’ultima potrebbe servire da segnaletica dell’energia oscura. Ma per adesso dovremmo essere soddisfatti: siamo al 9 gennaio e abbiamo già la scoperta dell’anno.

postato da: bkrema alle ore 12:06 | link | commenti (4)
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